Giocatori funzionali al progetto: ieri no, oggi si?

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Diamanti, Gilardino, Mutu, Quagliarella, perfino Osvaldo. Ah, senza dimenticare qualche sporadica voce su Pazzini. Questi sono solamente alcuni dei nomi usciti in questi giorni di attaccanti che potrebbero vestire la maglia viola da gennaio, da ora. O meglio, che potrebbero tornare a vestire la maglia viola. Proprio così, perché non c’è un nome che non provenga dal passato. Che non sia già stato valutato in riva all’Arno. Chi prima, chi dopo, ha già avuto a che fare con la Fiorentina ed è stato poi ceduto perché ritenuto non (o non più) funzionale al progetto gigliato (del momento).

All’epoca erano giovanissimi, Quagliarella e Diamanti (il primo diciannovenne e l’altro ventenne durante la loro breve esperienza nella Florentia Viola), ma su di loro qualcuno non aveva visto lungo. Osvaldo (ventunenne quando arrivò in viola) era bravino tecnicamente, ma non abbastanza maturo. Pazzini (appena venticinquenne quando passò alla Samp) aveva bisogno di cambiare aria, perché in viola non aveva spazio (c’era Gilardino…) e non c’era totale fiducia nei suoi confronti. A Gila, poi, si era spenta la luce a soli 30 anni (era questa la sua età quando nel 2009 fu ceduto al Genoa) e Adrian Mutu… beh, troppi i problemi legati alle sue vicende extra-campo. Quindi decidere di liberarsi di lui, all’età di 32 anni, fu semplice. Eppure adesso, chi per un motivo, chi per un altro… tutti sembrano tornare in voga. Di moda.

Diamanti e Quagliarella, col passare degli anni (mica due o tre… ben dodici) hanno certamente maturato esperienza a giro per l’Italia e per il mondo, senza dimenticare di dimostrare di poter essere… congeniali al progetto della Fiorentina attuale. Seppur abbiano entrambi 32 anni. Mutu (36 anni) e Gilardino (32 anni e mezzo) sono due idee a basso costo per i nostalgici di una squadra che ha fatto sognare. Qualcuno direbbe: “Appunto, ha fatto… (in passato)”. Osvaldo è un’idea last-minute, forse nata proprio dalle ultime vicende che lo hanno visto protagonista (in negativo) in casa nerazzurra (la lite con Icardi…), ma chissà quanto realistica. O meglio: se è vero che Montella e la società viola stanno attenti al carattere di un giocatore, perché vanno alla ricerca sì, di buoni calciatori, ma soprattutto di grandi uomini, Osvaldo avrà le caratteristiche giuste per far parte della comitiva viola? Perché alla fine si sa: il lupo perde il pelo, ma non il vizio…  Infine Pazzini: una voce più remota, nata addirittura intorno al mese di novembre del 2014 e forse morta nello stesso momento.

Ma la domanda è la seguente: se questi giocatori (tutti) sono stati considerati in passato non funzionali (o non più funzionali) al progetto Fiorentina (che, nel frattempo, è cambiato con l’arrivo di un nuovo allenatore e di un nuovo staff), potrebbero esserlo oggi? Chi dei tanti ex sopracitati potrebbe essere congeniale al gioco di Montella, facendo riferimento alle caratteristiche che dovrebbe avere l’ipotetico rinforzo che la società starebbe cercando per migliorare la rosa in fase offensiva? La sensazione è che la risposta dipenda da tante cose. Troppe. Dal costo dell’operazione, da Mario Gomez e la fiducia che l’ambiente ha ancora (o sta esaurendo) nei suoi confronti, dal ritorno di Pepito Rossi, dall’importanza di far crescere un giovane importante come Babacar (senza dimenticare di rinnovargli il contratto) e – soprattutto – da quelle cose fantastiche che si chiamano ‘fiuto del gol’ e ‘imprevedibilità’ che va disperatamente e inutilmente cercando Montella negli uomini che ha attualmente a disposizione.

Funzionali o no, qualcuno arriverà. Uno dovrebbe essere (sarà) Diamanti. E poi? E poi nel mercato tutto può succedere e quello che viene detto (e scritto) oggi, può essere tranquillamente smentito domani. Ahimè… Arriverà il 2 febbraio.

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it