E’ giunta l’ora di buttarla dentro, 200 giorni dopo. Per Pjaca caccia al 1° centro in A

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Per Marko Pjaca il digiuno è durato anche troppo a lungo. Con la Spal sarà in campo ancora dal 1’. E deve tornare a segnare

113 minuti fin qui in maglia viola. 3 ingressi dalla panchina, 1 gara da titolare, per uscire ad un’ora dalla fine. Ancora, i 90 minuti nelle gambe, Marko Pjaca non ce li ha. Colpa di un’estate a tinte croate, e di un Mondiale che ha portato per le lunghe la trattativa che alla fine lo ha visto passare alla Fiorentina con non poche complicanze. Ora, per l’ex Juve, è arrivato il momento di tornare a segnare.

Due occasioni importanti le ha già avute, a Marassi, contro la Samp. Le ultime che restano negli occhi, con un volo di Audero ed un pallone che non esce di molto che sanno tanto di bisogno, ancora, di dover prendere le misure. Le misure della porta del Franchi, quelle in cui si spera possa far gonfiare la rete svariate volte già con la Spal, in questa stagione, ed in un futuro prossimo, salvo recompre varie, avrà l’occasione di provare a riprenderle già tra poche ore, proprio con i ferraresi. Che fin qui han preso solamente un gol in 4 giornate, ed a cui segnare non è facile.

E c’è un tabù da sfatare: ancora, Pjaca, è a 0 gol in Serie A. L’unico gol che ha segnato con la maglia della Juventus lo ha infatti messo a segno in Champions League, contro il Porto. Era il lontano 22 Febbraio 2017. Una vita fa, un infortunio fa. Perché prima ce n’era già stato un altro molto grave che lo aveva tenuto ai box. Poi gli altri 2 centri, in Bundesliga, con lo Schalke 04: a Gennaio contro l’Hannover, ed il 3 marzo 2018 contro l’Herta l’ultimo acuto.

Più di 200 giorni dopo, Marko Pjaca, si è messo alle spalle la sfortuna che lo ha visto dover saltare in pratica due stagioni dopo aver impressionato ad Euro 2016. E adesso è giunto il momento di sbloccarsi e buttarla dentro. Ci spera Pioli, ci spera la Fiorentina, ci spera lui stesso. Lui che ha voluto con grande forza la maglia gigliata in estate, e che adesso ha voglia di ripagare la fiducia di chi lo ha voluto, per far esultare Firenze.