Gli stakanovisti di Sousa nell’ultimo tour de force: 9 titolarissimi, poi il vuoto

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    badelj vecinoDa “Il gruppo è la nostra forza, sono tutti titolari e tutti si devono sentire titolari” a “Ci sono due livelli di giocatori all’interno della rosa”. Così è cambiato il Sousa-pensiero nell’ultimo mese. Con il lavoro quotidiano sul campo, sulla base delle risposte partita dopo partita. Da tutti allo stesso livello a una distinzione chiara, tra giocatori che incarnano i principi di gioco del portoghese e chi invece non dà adeguate garanzie a Sousa. Sette partite dopo la sosta di novembre, tra campionato, Europa League e coppa Italia, e indicazioni chiare sul gruppo di titolarissimi che pian piano è emerso nelle gerarchie di Sousa. Da una parte gli stakanovisti, dall’altra i poco utilizzati. Con due conseguenze: chi ha giocato sempre (o quasi) è arrivato ‘cotto’ agli ultimi impegni del 2015, chi ha giocato poco ha manifestato più di qualche mugugno per la situazione.

    Analizzando i numeri, sul minutaggio e le presenze della rosa viola nell’ultimo ciclo di partite, quello che dalla sosta di novembre ha visto la Fiorentina giocare contro Empoli, Basilea, Sassuolo, Udinese, Belenenses, Juventus e Carpi, la distinzione è netta. Nove giocatori con più di sei presenze (su 7) all’attivo, e minutaggio di almeno 450′; poi il caso di Ilicic, che si ferma a 5 presenze e 340′ anche per il cambio forzato di Basilea (quando fu espulso dopo mezz’ora Roncaglia). E dopo il vuoto.

    Alternanza perfetta, praticamente, solo tra i portieri: Tatarusanu per le quattro gare di campionato, Sepe per le tre gare di coppa. In mezzo al campo, invece, nove titolarissimi, spremuti e fatti giocare quasi sempre, in partite spesso delicate e da dentro o fuori. Stakanovista assoluto è Davide Astori: coperta cortissima dietro, e per il centrale italiano sette gare su sette, tutte da 95′ compreso recuperi. Poi Gonzalo Rodriguez, che ha rifiatato con il Belenenses ma poi ha sempre giocato le altre sei gare dell’ultimo mese, con 570′ totali. Spremuto anche Tomovic, in difesa, visto che Roncaglia ha saltato le ultime gare tra espulsioni (a Basilea), squalifiche (col Belenenses) e problemi fisici (Udinese, Juve e Carpi). Per il serbo sei presenze e 537′ giocati nell’ultimo mese. Dunque Marcos Alonso, tra corsia mancina e centrale della difesa a tre: sette presenze, 520′ in un mese.
    A centrocampo, quindi, la spremutissima coppia Vecino-Badelj, di fatto senza alternative: l’uruguaiano ha giocato tutte e 7 le partite dell’ultimo mese, con 569′ giocati; il croato in campo 6 volte (saltò solo l’Empoli, visto che aveva giocato con la sua Nazionale nella settimana precedente) con 512′ di fila. E poi Borja Valero, risparmiato da Sousa per la gara contro il Carpi in coppa: lo spagnolo aveva messo insieme 524′ nelle sei partite precedenti. Sette presenze su sette per Bernardeschi, con 550′ tra esterno destro e trequartista. Infine Kalinic, altro imprescindibile di Sousa nelle gare che contano: 6 partite nell’ultimo mese, con 468′ nelle gambe.
    Il decimo ‘titolare’, come detto, è Josip Ilicic, che in questo mese ha saltato la gara con l’Empoli (dopo gli impegni in Nazionale con la Slovenia) e quella con il Belenenses.

    Dopo i titolarissimi… il vuoto. Babacar ha accumulato sì 5 presenze, ma per soli 285′ (contro Basilea e Udinese è entrato solo nel finale). Pasqual ha raccolto 258′ (3 gare da titolare), 90′ Rebic, 80′ Gilberto. 191′ (due volte titolare) per Giuseppe Rossi nell’ultimo mese. Ma i casi più emblematici sono Mario Suarez e Matias Fernandez, che dovrebbero essere le alternative più accreditate in mezzo al campo. Lo spagnolo ha raccolto 60′ in due presenze nell’ultimo mese, il cileno 104′ in due gare nelle ultime 7 partite.

    Numeri che raccontano in modo emblematico i due livelli di giocatori messi sul piatto da Sousa. Da una parte i titolarissimi, spremuti e arrivati stanchi mentalmente e fisicamente agli ultimi appuntamenti del 2015; dall’altra le seconde linee che, nei fatti, ancora non danno adeguate garanzie al portoghese. Sul mercato, tra due settimane, la società dovrà riuscire ad assottigliare le differenze tra i due livelli di giocatori. Per dare alla Fiorentina rosa più omogenea in una stagione può regalare grandi soddisfazioni.