Gonzalo Rodriguez, il regista difensivo che non ha mai paura del cartellino rosso…

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    cesena gonzaloCome riporta La Nazione, una partita in apnea. E il campo allagato non c’entra niente nella serata quasi perfetta, straordinaria e un po’ fortunata di Gonzalo Rodriguez. Già, fortunata perché Banti, che ne ha indovinate poche, lo ha graziato quando già ammonito ha fatto continuare a giocare dopo un’evidente trattenuta su Eto’o. Sarebbe stato il secondo giallo e la partita avrebbe certamente preso una piega ben diversa. Ci vuole anche un po’ di buona sorte (e conoscenza del gioco) per trasformare situazioni al limite in pericolo scampato. Sfumature che danno l’esatta dimensione del campionato che il difensore argentino sta giocando: leader in campo e nello spogliatoio. Contro avversari difficili come Muriel ed Eto’o quelli che ha incrociato con maggiore frequenza in un campo allagato dove ogni controllo poteva generare un’occasione pericolosa il numero 2 viola non ha sbandato, usando senso della posizione e anche mestiere. Che sarebbe stata una partita diversa dalle altre il difensore con la passione del rock lo ha capito subito quando ha deviato di testa una conclusione del solito Eto’o (ma chi è che lo ha dato per finito?) indirizzata proprio nell’angolo più lontano alla sinistra di Neto. Non contento, dopo gli esiti di un calcio d’angolo decide di provarci lui da limite e solo l’incrocio dei pali ferma una conclusione che Viviano si era limitato a guardare. L’ex portiere viola non ci sarebbe comunque arrivato.
    Il primo giallo arriva all’undicesimo e forse è un po’ severo, ma con il serio rischio di condizionare il resto della sfida. Eravamo all’inizio. E lui che fa? Invece di limitarsi, continua come se nulla fosse. E non si è trattato di lucida incoscienza, ma di fiducia nelle proprie qualità e in quelle dei compagni. Difesa a tre o a quattro non pare essere una grossa differenza per Gonzalo che cambia partner centrali, quando Montella sceglie la linea a quattro, senza eccessivi patemi. E pure a tre il rendimento non cala. Anzi.
    Elogiare gli aspetti difensivi rischia di sminuire quello che invece Montella apprezza quanto un anticipo in scivolata: la capacità di impostare anche partendo da un appoggio corto di Neto. Il vero regista arretrato è proprio Gonzalo, anche quando il campo assomiglia più a una risaia che a un rettangolo di gioco. E’ la vera grandezza dell’ex ragazzo nato nel San Lorenzo.