Gori: “Mi piace tanto Torres. Hagi dovrà provare a far veder chi è in Romania” (VIDEO)

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È il capocannoniere e uno dei profili più interessanti della Primavera viola che si appresta ad affrontare nel weekend la capolista Atalanta. Gabriele Gori ha parlato del difficile appuntamento che lo attende insieme ai compagni e del percorso che dovranno affrontare nel girone di ritorno in esclusiva ai microfoni de Il Mercoledì di Platinum Calcio.

Fiorentina quinta in classifica, 23 punti, a 8 distanze dalle due capoliste Inter e Atalanta. Quanta speranza c’è ancora per competere alle vette più alte? E soprattutto sabato ci sarà una partita importante proprio contro l’Atalanta.
“Noi partiamo sempre con la nostra filosofia e giochiamo sempre per vincere perché siamo una squadra ambiziosa che punta sempre al vertice della classifica e in questo ritorno cercheremo di fare e dare il massimo”.

Quanto è determinante questa sfida? Perché portare i tre punti e fermare la capolista potrebbe voler dire tanto.
“Sì, perché come abbiamo già dimostrato all’andata siamo al loro pari. E ce la giocheremo fino all’ultimo minuto”.

Mister Bigica come sta preparando questa fase del campionato che è la più delicata? Perché da qui si può sperare di ripartire, di fare una rimonta? Anche perché, come aveva già anticipato Ranieri, quando ha da fare una reprimenda non si tira indietro.
“Il mister è uno di carattere che ovviamente ci farà, in questa seconda parte di campionato, crescere ancora di più, anche dal punto di vista personale. Non ci sono preparazioni specifiche secondo me, perché dobbiamo sempre dare il massimo sia nell’andata che nel ritorno. Sappiamo che questa seconda parte di campionato è importate perché darà lo slancio per il futuro”.

Sei il capocannoniere della squadra a quota 8 gol, uno in più di Sottil. Esclusi i compagni di squadra, chi è il ragazzo più promettente di questo campionato Primavera?
“Ce ne sono tanti. Un nome non lo saprei dire, non mi voglio sbilanciare”.

Tra l’altro sarà sfida tra bomber con Barrow dell’Atalanta.
“Sì, è un buon giocatore, che ha fatto tanti gol. Ma vedremo sabato”.

Si parla molto della ‘cantera’ viola. Come ti senti a essere tra i più promettenti?
“Lavorando con sacrificio e umiltà ovviamente poi si vedranno i risultati. Niente viene dal niente, quindi tutto questo verrà ripagato. Spero non siano soltanto chiacchiere”.

A chi ti sei ispirato sia dei giocatori ancora in attività sia di quelli che hanno smesso?
“A me piaceva e piace ancora molto Fernando Torres. Soprattutto quando era al Liverpool. Dei vecchi Ronaldo il Fenomeno, senza dubbio”.

Degli stranieri in squadra chi ti piace di più e vedi più predisposto per un eventuale esordio in prima squadra?
“Maganjic, ma anche Hristov. Sono tutti forti e stanno lavorando con noi. Petko è sempre in prima squadra e poi ‘scende’ ma il gruppo è molto amalgamato. Siamo più italiani che stranieri ma siamo uniti e riusciamo tutti a scherzare e ridere ma anche a lavorare seriamente insieme”.

Hagi: cos’è che non è andato dal punto di vista tecnico-tattico?
“Secondo me Ianis è un gran giocatore. Non ha avuto troppo spazio e non è riuscito a dare quello che doveva dare. Con noi in Primavera si è sempre comportato da ragazzo umile e ha fatto anche diversi gol e assist. Non lo so, adesso sarà un po’ la sua rivincita e dovrà riuscire in Romania a esprimersi e fare vedere chi è Ianis Hagi”.

Il tuo obiettivo nei prossimi due-tre anni?
“Io spero di andare ai massimi livelli ovviamente perché è l’ambizione sin da quando ero piccolo e cercherò di riuscire nel mio sogno”.