Grinta e carattere ok, si cercano conferme con le ‘piccole’. Una punta di peso per Sousa

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E’ tornata al lavoro sul campo, la Fiorentina di Paulo Sousa, dopo la sbronza di elogi e commenti positivi seguita alle gesta nella International Champions Cup. Tre giorni di riposo dopo due settimane di viaggi e partite nelle quali i viola hanno tenuto testa a PSG, Benfica, Barcellona e Chelsea, battendo i campioni di Portogallo, di Spagna (e d’Europa) e d’Inghilterra in carica. Risultati e prestazioni di prestigio, che hanno caricato tutto l’ambiente. “Ce la giochiamo con tutti, sarà una grande stagione”, ha detto entusiasta Pepito Rossi. Uno che, giorno dopo giorno, sta provando a riprendersi la Fiorentina, a trascinare con carattere i viola verso alti traguardi. Così come fece nei sei mesi di fine 2013.

Carattere, appunto, quello che ha dimostrato la Fiorentina nelle belle vittorie estive. Grinta, spirito di sacrificio, densità in mezzo al campo e soprattutto ripartenze, contropiedi certamente non casuali ma ben studiati ed organizzati. Capacità e schemi tattici sui quali Paulo Sousa si era del resto soffermato fin dai primi giorni di Moena, e che hanno funzionato alla grande alla riprova contro le big. Ora, per il progetto tattico viola, scatta in qualche modo una fase due. Almeno per quanto riguarda la riprova che dovrà dare il campo, e le conferme che si cercheranno nei prossimi impegni. Questione di risposte diverse, insomma. Già, perché finora, a parte le prime amichevoli in Trentino, tutti i test estivi sono stati contro squadre di livello superiore ai viola, che nel loro Dna hanno il possesso palla e la costruzione di gioco. E in queste partite le caratteristiche viola si sono esaltate. Ma la Fiorentina di Paulo Sousa saprà essere così incisiva, concreta, ‘cattiva’ e travolgente anche contro le medio-piccole? Queste le risposte che si cercano anche dal campo, per quanto (al pari delle gare disputate sinora) si parli pur sempre di amichevoli. Ma i segnali si vedono anche nelle partite estive, per capire se si sta lavorando nella direzione giusta.

Nella ICC la Fiorentina ha trovato squadre che l’hanno messa sotto dal punto di vista del gioco, e le capacità di andare in contropiede si sono esaltate. Contro il PSG il possesso palla viola è stato del 35%, ma i tiri in porta sono stati addirittura più di quelli francesi (12 vs 11); con il Barcellona 30% di possesso palla, e la doppietta vincente di Bernardeschi nel primo tempo; con il Chelsea 47% di possesso viola, con più tiri nello specchio rispetto ai Blues. Unica eccezione il match con il Benfica, dove i viola hanno espresso quasi il 55% di possesso palla con più conclusioni in porta rispetto ai portoghesi. Il campionato, la Serie A, sarà però un’altra cosa. Perché gli scontri diretti sono importanti, ma spesso decisivi sono i punti in palio con le medio-piccole. Contro quelle squadre (quasi tutte, in Italia) che si barricano a pieno organico dietro la linea della palla, chiudendo ogni spazio. E quanti punti, la Fiorentina di Montella, ha perso contro queste squadre, quando non riusciva a trovare armi vincenti per scardinare vere e proprie muraglie difensive, con il suo tiki-taka ad oltranza. Sousa, insomma, dovrà essere bravo a dimostrare di poter riuscire anche in questo aspetto, dopo aver superato a pieni voti i primi esami contro le big. Perché in campionato si arriva lontano se si ha continuità anche nelle partite sulla carta più facili.

In questo senso, Lucchese e Iraklis saranno due buoni test. Per far ruotare la rosa, e magari tornare a vedere in campo qualche ragazzo che non ha giocato nelle ultime sfide (Diakhaté, Capezzi, Fazzi). E in più iniziare ad inserire i nuovi arrivati, Gilberto e Astori in particolare. E chissà che nel fine settimana non ci sia con Sousa anche il nuovo attaccante…

La punta di peso, che Sousa ha espressamente chiesto per il suo reparto offensivo. Per la sua rosa, per avere un giocatore dalle caratteristiche diverse in avanti. Kalinic corrisponde a questo identikit: per la punta croata sembra tutto fatto. Il giocatore vuole lasciare l’Ucraina, e ha già scelto Firenze. Il Dnipro sa che ora è il momento giusto per monetizzare e non vuole più trattenere i giocatori scontenti, soprattutto dopo lo scossone fatto partire dall’allenatore, che si è tra l’altro dimesso ieri. La chiusura è vicina, vedremo se i viola faranno la mossa decisiva nelle prossime ore. Centimetri, muscoli, potenza e gol: queste le caratteristiche di Nikola Kalinic, che può essere la punta ideale da affiancare a Babacar. Uno che non farebbe ombra al giovane attaccante (come invece avrebbe potuto fare Destro), ma che avrebbe qualità diverse – e uniche nell’attacco viola – da poter sfruttare in certi tipi di partite. Insieme a lui Sousa ha chiesto anche una seconda punta/esterno offensivo, da alternare a Joaquin e Bernardeschi nel 4-2-3-1 o nel 3-4-2-1 (Rebic, in tal caso, potrebbe partire nuovamente). In questo senso è sempre forte il pressing su Borini, ma l’alternativa Farias (talento ancora inespresso, è un classe ’90) fa capire come la società stia lavorando su più di un profilo di quelle caratteristiche.

Il mercato viola si muove, attese novità nelle prossime ore. Sousa avrà presto (almeno) un nuovo attaccante… da testare magari subito nelle ultime due amichevoli estive.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it