Guidi: “Vincere e stupire. Da Gori a Militari, che gruppo. Ferigra e Maganjic…”

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    GuidiPAROLA d’ordine: stupire. È l’imperativo col quale la Primavera di Federico Guidi si avvicina a grandi passi all’inizio della prossima stagione (l’esordio in campionato il 10 settembre in casa del Milan), un’annata che si annuncia davvero molto importante soprattutto per la crescita di alcuni singoli che si sono già messi in mostra all’interno del settore giovanile viola. Ne è convinto proprio lo stesso mister Guidi, che a «Viola week» racconta il suo entusiasmo in vista della prossima annata della Primavera. Un’annata che si prospetta molto interessante e che vede la squadra gigliata fra le più attrezzate d’Italia.
    Mister, che sensazioni respira in vista della prossima stagione?
    «C’è grande soddisfazione per il lavoro che è stato svolto in estate. Il gruppo sta lavorando con grande attitudine e nelle amichevoli che sono state svolte fino ad ora la squadra si è sempre espressa in modo molto positivo. Dobbiamo lavorare ancora molto però, perché nel corso di alcune gare sono state commesse delle ingenuità importanti sulle quali dobbiamo ancora migliorare».
    Si sente di fare qualche nome da tenere in particolare considerazione?
    «Ad essere sincero non mi piace parlare dei singoli ma semmai del gruppo: sono conscio di avere a che fare con una squadra composta davvero da tanti, tantissimi ragazzi importanti per cui citare nello specifico un solo calciatore mi porterebbe a fare un torto ad un altro. Per l’attacco potrei dire Gori così come Mlakar, per il centrocampo Militari al pari di Valencic, senza dimenticare Caso, Sottil, Perez, Diakhate e tutti gli altri».
    Da padre putativo di Chiesa, cosa ne pensa dell’esordio di Federico nella gara contro la Juventus?
    «Quando ho letto le formazioni quasi non ci credevo, però il fatto che Sousa lo abbia scelto in un campo così importante fa capire che Chiesa ha saputo dimostrare tutto il suo valore nel corso del precampionato. Sono orgoglioso del suo esordio e non sono affatto stupito di come abbia approcciato la partita: Federico ha lavorato molto sul carattere nel corso della passata stagione, dunque ero certo che dopo i primi minuti avrebbe fatto bene. Lui ha un solo pensiero: quello di andare a cento all’ora, sempre, comunque e contro chiunque. Ha la testa giusta e la mentalità per proseguire un percorso di crescita e di maturazione». 
    Ha avuto modo di sentirlo dopo la gara di Torino?
    «Sì, certo: gli ho scritto e lui mi ha risposto subito ringraziandomi. La partita contro la Juve è stata un’emozione tanto per lui quanto per me e tutto il mio staff tecnico. Il suo esordio rappresenta una vittoria eccezionale da condividere con i compagni che hanno lavorato con lui l’anno scorso».
    Cosa ci può dire dei nuovi acquisti della Primavera dell’anno prossimo, ovvero Maganjic e Ferigra?
    «Il croato ha fatto già qualche allenamento con noi mettendo in luce ottime potenzialità però dovrà integrarsi ed imparare a conoscere il nostro calcio e la nostra lingua: di lui però si parla un gran bene e mi aspetto che possa darci una mano quanto prima. Ferigra si è ambientato subito nella maniera giusta e si è fatto ben volere da tutti. Viene da un vivaio importante come quello del Barcellona e credo che sia in grado di darci il suo contributo. Penso che acquisti di questo tipo facciano capire come la Fiorentina sia attenta al mercato a 360°, perché parliamo di ragazzi che hanno delle potenzialità importanti».