I 5 indizi che fanno (devono fare) una prova 

    0



    Cognigni e Della Valle, Fiorentina-ParmaIl concetto è sempre lo stesso. La Fiorentina non è inferiore a nessuno in questo campionato. Ha quasi giocato alla pari con la Juve, più che alla pari col Napoli, ha messo sotto la Roma ed ha asfaltato l’Inter. Ma alla fine, dai quattro scontri diretti ha raccolto solo 3 punti, lasciandone agli avversari 9. Paulo Sousa è stato chiaro: “A volte sono stati i dettagli a fare la differenza, prese decisioni sbagliate”, come Tomovic a Napoli, Roncaglia con la Roma, Tatarusanu con la Juventus o più semplicemente il turnover forzato fatto dal portoghese per non uscire dall’Europa che ha costretto la Fiorentina a sacrificare qualcosa contro Empoli e Sassuolo. Ed ora si guarda al mercato di gennaio. Con diversi indizi che fanno una prova:

     

    1) “La società sa cosa ci serve” Paulo Sousa lo ha ribadito più volte lasciando intendere che per restare lassù e lottarsela alla pari con tutte le altre big di questo campionato servono diverse migliorie dal mercato. Un po’ come aveva fatto anche il suo predecessore, che però di fronte alla mancata voglia da parte della proprietà di rinforzare in maniera importante la rosa a disposizione, è andato allo scontro. Servono ritocchi in diversi reparti. La coperta è drammaticamente corta dietro. Ed anche in mezzo al campo dove chi doveva essere l’innesto migliore si è rivelato essere un flop. Ed anche sulle corsie esterne. Il resto può essere considerato semplice contorno.

     

    2) “Non ci tireremo indietro” Andrea Della Valle dopo Fiorentina-Empoli ha lanciato un messaggio forte a chi chiedeva alla società di fare qualcosa di importante sul mercato invernale per permettere a Sousa di poter cambiare qualche elemento in più e far fronte a tutti gli impegni della stagione.  Ci sarebbero, in teoria, anche i 18 milioni della vicenda Salah, che lo stesso ADV aveva detto di aver messo a disposizione per il mercato invernale per il riscatto dell’egiziano dal Chelsea. Aspetto che è destinato a tornare fuori.

    3) I mea culpa di fine estate di Daniele Pradè e Andrea Rogg. Che qualcosa non fosse andato nel verso giusto non era solo opinione diffusa, ma storia.  A fine mercato il ds viola ed il dg gigliato si presentarono dinanzi ad una tifoseria intera ammettendo che qualcosa era andato storto. Ma che la Fiorentina, già a gennaio, avrebbe rimediato ad alcuni errori commessi.

     

    4) Annate così capitano una volta ogni vent’anni. Capita raramente di trovare la Juve che perde per strada due mesi, l’Inter che vince ma con tanta fatica, la Roma in balia di se stessa, il Napoli che parte male e ogni tanto cade. E soprattutto di azzeccare quasi tutto e di essere lassù a giocarsi il primato dopo 4 mesi di stagione. Capita raramente. Ma adesso sta capitando. Soprattutto, la Fiorentina di Sousa, ha dimostrato di poterci stare lassù. Non senza problemi, tuttavia. E quel problema sta nell’avere elementi all’altezza che possano dare il cambio a chi per forza di cose deve tirare il fiato ogni tanto. Anche perché il cammino europeo va avanti. E dovrebbe andare avanti anche in Coppa Italia. Non fare operazioni importanti sul mercato di gennaio potrebbe rivelarsi un peccato mortale.

     

    5) Il paracadute estivo . Rispetto alle passate annate quest’anno la Fiorentina ha diversi elementi, in caso di necessità, da poter vendere la prossima estate per rientrare di grossi investimenti invernali. Mentre la scorsa estate l’unico sacrificabile (e monetizzabile) era ed è stato Savic, visto che Gomez è stato regalato in Turchia, quest’anno ci sono i Bernardeschi, i Babacar, i Kalinic, gli Alonso (sempre che arrivi il rinnovo ufficiale), i Mati (idem come Alonso), i Rebic, i Suarez etc etc. Vendere uno tra questi potrebbe permettere ai DV di ripianare i conti.

    Cinque indizi, che fanno una prova. O almeno la devono fare. Anche perché di tempo, per rimediare ad alcuni errori, ce n’è stato. Salvo imprevisti, come l’infortunio di Luisao che ha rimesso in ballo al Benfica Lisandro Lopez. Il mercato di Gennaio si avvicina. Sousa non si è mai nascosto quanto ad ambizioni e obiettivi. Volare alto è la sua ambizione. Vertigini, Sousa non ne ha.