I Della Valle fanno 600 in viola. Obiettivo: alzare un trofeo

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    Diego Della ValleSeicento partite, dal 2002 ad oggi, scrive Il Corriere dello Sport – Stadio. E a poche ore dalla sfida del San Paolo tra le mancate finaliste di Coppa Italia, la seicentesima dall’ingresso nel mondo del calcio della famiglia marchigiana, pure Diego Della Valle, il patron, che rilancia la sfida ricordando come questo lavoro sia solo «la base di partenza per un futuro solido». La Fiorentina, domani, non potrà sbagliare. C’è da proseguire nella corsa per consolidare il quarto posto provando a rosicchiare qualche punto sulla Lazio, sognando la qualificazione ai preliminari di Champions, e, subito dopo, da continuare a dettare legge in Europa. Perché se è vero che di tempo per vincere ce n’è ancora tanto, è altrettanto innegabile che dopo 600 partite il sogno di una seconda finale, la prima in campo internazionale, è fortissimo. E i Della Valle hanno voglia di essere ancora protagonisti.

    Nelle 599 partite giocate fino ad oggi, dalla C2 fino al successo, eroico, contro l’Inter in 9 (a San Siro) passando per le notti di Champions culminate con l’impresa di Anfield e il primo posto nel girone delle grandi d’Europa, i Della Valle hanno festeggiato complessivamente 275 vittorie, con una media del 45% di successi sul totale delle partite disputate. 221 sono stati i successi in campionato (compreso lo spareggio col Perugia per la promozione in Serie A), 29 (inclusi i play off) le vittorie in campo internazionale e 25 quelle in Coppa Italia. A cambiare il trend, quello post fallimento e ripartenza, era stato Cesare Prandelli, dal 2005 al 2010. In cinque anni, l’ex ct ha messo insieme 239 gare in tutte le competizioni. Non ha mai disputato una finale – eliminato dall’Inter in Coppa Italia in semifinale e dai Rangers nell’allora Coppa Uefa – ma ha visto Firenze esultare in 117 occasioni, compreso il successo storico per 2-3 al Comunale di Torino contro la Juventus 18 anni dopo l’ultima volta.

    Montella, questi numeri, li ha quasi polverizzati. 75 vittorie su 140 sfide viste dalla panchina viola, con una percentuale di successi sul totale che schizza quasi al 54%. Le esperienze di Sinisa Mihajlovic, che alla sua prima stagione sulla panchina viola ha dovuto rinunciare a Stevan Jovetic, e quelli di Delio Rossi sono state parentesi troppo brevi (e grigie) per aver lasciato il segno. Il serbo ha messo insieme 18 vittorie su 52 gare, mentre l’ex allenatore della Lazio ha chiuso la sua avventura – esonerato all’indomani lo schiaffo a Ljajic – dopo sole 28 partite e appena 8 vittorie. Adesso, anche per cancellare l’umiliazione incassata dal ko contro i bianconeri, partita che pure Mr Tod’s l’altra sera da San Patrignano ha detto che poteva e doveva essere vinta, serve solo tornare a vincere. Nella domenica delle 600 gare dell’era Della Valle.