I viola in grigio si fermano al palo con Vargas. Neto reattivo

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    Sampdoria CuadradoLa buona notizia è il puntello al quarto posto (in attesa stasera dell’Inter), quella cattiva è l’aspetto opaco della squadra che sembra una somma di deficit e giocatori che si adattano generosamente in altri ruoli, più che un insieme di qualità. E’ una Fiorentina poco parente di se stessa _ pensiamo alla versione più elegante e organizzata _ quella che conquista un punto sofferto a Genova. Ancora una volta il migliore è Neto, decisivo su Gabbiadini e Maxi Lopez, mentre dall’attacco arrivano notizie certe sulla generosità infruttuosa di Matri. Negativi anche Wolski e Ilicic, che avrebbero dovuto assisterlo prima degli altri due cambi di modulo decisi da Montella. L’ultimo rimasto in canna, vedremo poi perché. Restano i dati: solo 4 gol segnati nelle ultime 6 partite in campionato (di cui 3 contro il Chievo). Il terzo 0-0 della stagione
    La maglia grigia scelta dalla Fiorentina è probabilmente un omaggio al colore del gioco che, accerchiato dal pressing doriano, decolla raramente e resta molto minimal, vive di strappi e cattiverie agonistiche che esaltano molto le muscolature e poco la testa. Montella in panchina fa segno di non apprezzare, Mihajlovic alla fine e litiga con il quarto uomo, viene espulso e lascia il campo come Russel Crowe nel Gladiatore, con l’unica differenza di essere in vita. Montella, dunque, sembra critico con i suoi.
    Del resto la formazione l’ha disegnata lui sulla scorta delle assenze, sommando molti deficit e riciclando giocatori in ruoli non propri: Cuadrado basso a destra e Tomovic emigrato a sinistra poco aggiungono sulle fasce, mentre al centro la vena poeatica di Borja (marcato stretto da Palombo) sembra prosciugata rispetto ai periodi d’oro. Aquilani regista a basso e Mati non offrono nell’uno contro uno la qualità che serve per interrompere gli agguati, mentre Ilicic e soprattutto Wolski restano prigionieri fra le linee senza trovare un punto di riferimento in Matri, ancora una volta più generoso che efficace.
    La Fiorentina sembra una squadra che tira il fiato, nella Samp si agitano tutti, compreso l’allenatore Mihajlovic che è in panchina con parecchi sassolini e sassoloni nelle scarpe. Il primo tempo è modesto e con tanti errori, la Samp gioca poco a calcio ma a la maratona: in questo contesto De Silvestri si traveste con successo da podista (gli manca solo il pettorale). La Samp chiude il tempo con un palo esterno e una punizione di Gabbiadini deviata da Neto, la Fiorentina si avvicina a Da Costa con un bel destro a girare di Mati.
    Per la cronaca è in questa occasione che alla Fiorentina riesce, alla prima volta, un discreto giro palla. Partita sempre bruttina nella ripresa. Neto decisivo su Maxi e poi su Soriano; la Fiorentina risponde con una traversa di Vargas su punizione, che poi si infortuna quando sono già stati fatti tre cambi. Montella che voleva alzare Cuadrado e passare al 4-3-3 con Matos deve rinunciarci. Un dettaglio dimenticabile. Come del resto la partita.

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