I viola sparano a salve, serve il bomber. Tanto gioco ma pochi tiri in porta…

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    Cuadrado Toino-Fiorentina 12-01-2014Tanto possesso palla e niente gol, equazione perfino logica alla fine di una partita che la Fiorentina imposta cercando di abbattere il Toro con la forza del gioco, ma senza bomber: il primo tempo è da grande squadra, il secondo è da grande squadra stanca, rassegnata probabilmente all’idea di non segnare. Senza Rossi e con Gomez in prolungata fase di stallo, Montella alla fine (ri)chiarisce le sue richieste di mercato: «Che tipo di giocatore voglio? Uno che faccia gol». Magari anche un terzino: basta che segni, perché il problema è appunto questo. Difficile dargli torto, mentre le ipotesi sull’ingresso nella fase di possibile svolta di Iakovenko (altra occasione persa) si perdono nella scia delle voci di mercato. In fatto di gol, è positivo ricordare che Neto non ne prende da cinque partite, mentre la squadra viola resta quarta in classifica e, più che dalle avversarie, ora aspetta notizie da Pradè e Macia.
    Senza vere (Matos parte in panchina) la Fiorentina sceglie l’unica soluzione che soddisfi l’inclinazione del suo animo, cioè il possesso palla. La statura tecnica del suo centrocampo _ con Borja in versione grillo sapiente _ le consente d’impostare un primo tempo tonico, al limite della spavalderia per la continuità dei fraseggi. Il problema in teoria è lassù. Ilicic è un falso centravantone che cerca i dialoghi con Joaquin e Cuadrado, manca però la penetrazione propria delle star dell’attacco. Le percussioni riescono con manovre alternative e il Toro, dopo un po’ capisce che è meglio fare mucchio per ripartire in contropiede. Un classico, contro la Fiorentina.
    Che nel primo tempo costruisce comunque due palle gol e mezzo, più una bella punizione di Mati. Nelle occasioni Roncaglia, Joaquin e Borja non sono esattamente dei cecchini al momento del tiro. A margine di tutto questo Cuadrado resta un po’ defilato, fin quando Montella non lo sposta più stabilmente a destra, soprattutto con la speranza di scassare la tenuta stagna della linea difensiva: una volta creato il passaggio, in area la Fiorentina si presenta con un discreto numero di incursori che fanno un altro mestiere rispretto agli attaccanti, però hanno il pregio di farsi trovare. Ancora Borja devia assatanato un bell’assist di Cuadrado, mentre il Toro si rannicchia. In contropiede riparte Cerci e Neto è bravo a deviare un diagonale che Alessio scocca a sorpresa con il destro, indirizzandolo verso l’angolino basso.
    Il secondo tempo comincia con due tiri in porta (Borja e Cerci) e dalla panchina Montella ha la sensazione che senza un attaccante sia difficile sbloccare il match. Montella guarda chi c’è in panchina. Si fa quel che si può.
    Entra Iakovenko per Ilicic, mentre le squadre in campo si sgranano lasciando più spazi: qualcosa di diverso succederà? Cuadrado si sposta centrale, Iakovenko va a sinistra e cerca i tagli, entra anche Meggiorini per Barreto e cambia poco, almeno nell’atteggiamento del Toro, che come aspirazione massima resta pronto a partire in contropiede. Il possesso palla viola produce meno occasioni rispetto al primo tempo, a conferma che l’impiego di energie è stato tanto. Ultima carta: Matos per Joaquin, che va largo, lasciando a Iakovenko la zona centrale. Appunto.