I vostri Blog… L’antagonista

    0



    Intorno alle ore 19 di una domenica invernale a ridosso delle feste, i destini di due uomini che fanno lo stesso mestiere, ma che più lontani di così non potrebbero essere, si sono incontrati. L’uno alto, atletico, fa della forza fisica il proprio pregio, ed è un difensore. L’altro è piccolo, agile, estremamente tecnico. E fa l’attaccante. Ma le differenze non si fermano qui. Il primo è nato in una Palermo dagli umori popolari, ed è uomo del sud.  Cresciuto nelle giovanili del Palermo, il suo cartellino è stato a lungo di proprietà del Napoli.
    L’altro è americano di origine italiana, trascorre l’infanzia nei pressi di New-York ed assorbe i tratti tipici della cultura di quel paese, spirito di sacrificio, ambizione, dedizione al lavoro. Il sogno di entrambi è sfondare nel calcio professionistico, ma la carriera dell’uno è una straordinaria catena di successi, che passa attraverso grandi club come Manchester, Parma, Villareal, fino all’approdo alla nazionale. L’altro conosce solo insuccessi. Molte illusioni  accompagnano il suo passaggio dal Palermo a Napoli, finisce persino alla Juve, ma per infortuni e scelte tecniche trascorre intere annate a marcire in panchina. E a fine stagione mai una volta che venga esercitato per lui il diritto di riscatto. Finchè non si trova ad allenarsi nella squadra degli svincolati, pensa persino di smettere di giocare, salvo riuscire a chiudere un contratto con il Livorno.
    L’altro, quello baciato dalla fortuna, è stato acquistato dopo un grave infortunio da una società di punta italiana, ha lavorato intensamente per poter rientrare da protagonista. Ed ora è capocannoniere. Ma ora eccoli di fronte, nel consueto duello che vede opposti attaccanti e difensori. Chissà se nel gesto del difensore trentenne si concentra tutta la rabbia che nasce da una carriera mai decollata, da anni trascorsi in panchina, dalla disperazione, dall’amarezza, da una sorta di invidia sorda per tutto quello che l’altro ha avuto e che a lui è stato solo promesso. Un ginocchio che si piega, i pianti e le urla. I giocatori della squadra avversaria che gli sono addosso. La carriera del campione si ferma per tre mesi, per l’antagonista si profila forse un nuovo licenziamento, la prospettiva quasi certa di finire  nelle serie minori, dove di lui diranno: quello è Rinaudo, si proprio lui, quello che ha spaccato il ginocchio di Rossi.

    Dal blog di Ludwigzaller www.fiorentina.it/it/users/Ludwigzaller/

    Commenta la notizia

    avatar
    Articolo precedenteTANTI AUGURI ADRIAN! IL FENOMENO COMPIE 35 ANNI
    Articolo successivoFiorentina-Chievo, VOTA la FORMAZIONE DEI TIFOSI!
    CONDIVIDI