Iachini sfida Gattuso: la grinta in comune, impatti diversi

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Rino poteva venire a Firenze ma ha sostituito Ancelotti a Napoli, poi Beppe ha rilevato Montella. Incrocio al San Paolo: viola a caccia di conferme.

Sarà la sesta partita sulla panchina del Napoli per Rino Gattuso, la quarta su quella viola per Beppe Iachini. Due allenatori che stanno ancora conoscendo i propri giocatori, arrivati dopo i risultati disastrosi di Ancelotti (soprattutto in campionato, molto meno in Champions) e Montella. De Laurentiis e Commisso volevano una sterzata, e si sono così affidati a tecnici che fanno della grinta e della motivazione la loro caratteristica principale. In effetti, sia a Napoli che a Firenze c’era consapevolezza che le rispettive rose non valessero i settimi e quindicesimi posti lasciati da Ancelotti e Montella, ma che ci fosse bisogno di una scossa prima nella testa e poi nelle gambe dei giocatori.

CAMBIAMENTI. Si affrontano così, Gattuso e Iachini, con tre punti in palio che diventano pesantissimi nei processi di crescita di Napoli e Fiorentina. Entrambi i tecnici hanno apportato delle modifiche a livello fisico nel lavoro quotidiano, ma anche a livello tattico: Rino è passato al 4-3-3, Beppe (pur confermando il 3-5-2) ha subito fatto intendere di voler mettere da parte l’assetto senza punte affidandosi prima a Vlahovic e poi alla coppia Dusan-Cutrone. In attesa che Chiesa ritrovi la miglior condizione, con una squadra più compatta e con un Benassi rilanciato in versione molto più offensiva.

IMPATTI DIVERSI. Punti in palio, dicevamo, molto pesanti: il Napoli è ora addirittura 11° (24 punti a pari dell’Udinese), la Fiorentina 14° (21 punti) con la voglia di togliersi quanto prima dalla zona ‘calda’ di classifica. Paradossalmente, il match del San Paolo offre la possibilità ai viola di agganciare gli azzurri. Questo anche per i diversi impatti di Gattuso e Iachini: Rino ha perso la prima a Parma, poi ha vinto a Reggio Emilia con il Sassuolo per poi perdere contro Inter e Lazio. Un totale di tre punti in quattro partite, più la vittoria per 2-0 in Coppa Italia con il Perugia. Beppe invece ha sfiorato il colpo a Bologna (1-1 con gol in extremis di Orsolini, dopo le occasioni fallite da Chiesa e Dalbert per chiudere il match) e ha vinto la sfida-salvezza con la Spal. Quattro punti in due gare di campionato, più l’impresa di Coppa Italia con l’Atalanta che ha dato una ventata d’entusiasmo.

PUNTI E GIOCO. Iachini ha puntato subito ‘al sodo’, specie nelle due gare di campionato dove la necessità primaria era fare punti, per poi stupire tutti (anche nell’atteggiamento) nella gara di Coppa. Gattuso invece nelle sue prime partite ha ritrovato un buon gioco da parte del Napoli, facendo però pochi punti. Sia contro l’Inter che contro la Lazio, ad esempio, gli azzurri avrebbero meritato molto di più. “Ci siamo fatti gol da soli”, ha detto in più occasioni il tecnico ex Milan nelle ultime settimane, come dopo la rete di Immobile nell’ultima contro i biancocelesti. Quando sicuramente non avrà nascosto ai suoi la rabbia per un risultato immeritato, così come si era fatto sentire Beppe dopo il gol incassato al 94′ a Bologna.

GRINTA. Allenatori grintosi, che trasmettono la carica ai giocatori. Caratteristiche portate in panchina dopo la carriera da mediani. Gattuso riuscì a svoltare il Milan due anni fa dopo l’esonero di Montella, Beppe ci è riuscito con Palermo, Samp, Sassuolo e Brescia dove era subentrato. E per adesso l’impatto a Firenze è stato oltre ogni aspettativa. La prossima missione? Provare ad espugnare Napoli. Sarebbe un’altra impresa dopo la vittoria sull’Atalanta. E sarebbe, per Iachini, la prima gioia contro Gattuso, visto che negli scontri diretti si contano un pareggio e una vittoria per Rino (Milan-Sassuolo 1-1 nel 2018 e Milan-Empoli 3-0 lo scorso anno).

QUELLO CHE POTEVA ESSERE… E QUELLO CHE E’ STATO. Una sfida, infine, anche tra quello che poteva essere e quello che è stato, in chiave viola. Perché Commisso e il suo staff, già nelle settimane precedenti all’esonero di Montella, avevano pensato proprio a Gattuso come primo nome nel caso le cose fossero precipitate. Con un’idea chiara: dare soprattutto una scossa a livello psicologico alla squadra. “La sua grinta mi piace assai”, disse Rocco a dicembre. Poi Rino è andato al Napoli, e per Natale a Firenze è arrivato Iachini. Un allenatore ‘simile’ proprio per la capacità di trasmettere determinazione ai suoi giocatori. E la risposta del gruppo viola, nelle prime tre gare, è stata molto positiva.

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Oriundo
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Oriundo

Dopo aver esultato per la vittoria contro gli antipatici bergamaschi, dobbiamo un attimino riprenderci e guardare in faccia la realtà: la vittoria è stata bella ,voluta e meritata per l’impegno , ma abbiamo avuto un c..o colossale. Hanno preso 2o 3 tra pali e traverse, non ci è stato fischiato un rigore contro su un atterramento di Malinovski che due volte su tre viene fischiato, il gasperino ci ha sottovalutato e ha messo in campo una formazione senza i pezzi da 90 che quando sono entrati ci hanno fatto ballare non poco… DOBBIAMO restare molto molto molto umili e forse… Leggi altro »

Bender
Ospite
Bender

Commento ragionato. Bisogna passare oltre la vittoria. I problemi non sono spariti per magia.

Ciocio
Ospite
Ciocio

Di 2 non se ne fa uno bono….

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