Icardi numeri da sballo: da solo vale il 36% dei gol dell’Inter. 1 rete ogni 127’

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Se Nikola Kalinic fosse stato della partita, le copertine sarebbero state tutte per i due numeri 9. Mauro Icardi da una parte, ed il croato dall’altra. Storie di bomber, con il gol nel sangue. Chi più a servizio della squadra come l’ex Dnipro, chi più puro e semplice finalizzatore. Ma la supersfida interna di Inter-Fiorentina non poteva che essere tra loro due.  Ci sarà solo l’argentino, invece, al Franchi sabato. Lui che contro i viola ha già segnato 4 volte in 9 apparizioni. All’andata ne fece due, nel 4-2 dei nerazzurri. Suo il gol della bandiera nell’1-4 dell’anno scorso che resta il punto più alto della gestione Sousa a Firenze. Un’altra timbratura fu decisiva, in netto fuorigioco, nell’1-2 del 2013-2014.

Entrambi in estate sembravano più lontani da Milano e Firenze. Entrambi con il Napoli sullo sfondo.  Poi a Gennaio è stata la volta della Cina per il croato. Tutte trattative senza esito. Il Napoli andò oltre i 60 milioni, sfiorando i 70. Il Tjanjin si era fermato a poco sotto i 40 per Kalinic. Ma alla fine rimasti in loco. Mentre Kalinic è stato la Fiorentina, fondamentale il suo apporto in termini di gol, Icardi è l’Inter. 21 i centri del bomber interista sui 59 gol segnati dalla squadra nerazzurra. Da solo vale il 36% dei gol della sua squadra.

88 i tiri totali, sui 443 messi a referto dall’Inter. Che vuol dire che il 20% dei tiri dell’Inter partono da lui. Nelle 41 volte che ha centrato la porta ha segnato per il 51% dei casi. 1 gol ogni 127’ la sua media. Da sballo. Notevole anche l’apporto sugli assist, 16 i totali, dietro solo a Candreva.

Molto passerà dall’annullamento di Icardi, dunque, sabato sera. Vedere la sfida interna con Kalinic, purtroppo, potrebbe non essere più usualità visto che Mazzoleni ha detto no per sabato, ed il mercato potrebbe portare altrove da Firenze e dall’Italia il croato tra poche settimane.