Il 2013 viola mese per mese: spettacolo, torti e imprese

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    Rossi esulta contro la JuventusSi è dunque concluso il 2013 calcistico della Fiorentina. La squadra viola tornerà in campo il 5 gennaio contro il Livorno per un nuovo anno da vivere da protagonisti. Intanto, il 2013 ha rappresentato per la compagine di Montella il ritorno nel calcio che conta, con il rientro in campo europeo e la consacrazione tra le prime forze del campionato. Un’annata importante, posta come base ad un progetto che ha come traguardo quello di arrivare a vincere qualcosa, in Italia come in Europa. Ripercorriamo quindi insieme le varie tappe, mese per mese, di questo 2013 che la squadra viola si è lasciata alle spalle: tra vere e proprie imprese, delusioni, torti ed exploit clamorosi…

    GENNAIO – Il primo mese del 2013 si apre nel peggiore dei modi. La sconfitta casalinga con il Pescara resta ancora oggi una delle delusioni più cocenti dell’intero ciclo-Montella. Una partita che vede la squadra viola concludere 27 volte verso la porta di Perin, muro invalicabile nel lungo pomeriggio fiorentino. Non basta neanche il 63% di possesso palla alla Fiorentina, che il 6 gennaio capitola sotto i colpi di Jonathas e Celik. E’ l’inizio del periodo nero, che continua sette giorni più tardi a Udine: nell’occasione, con Neto ancora titolare, i viola si arrendono ai bianconeri 3-1. Partenza buona con l’autorete di Brkic sul colpo di testa di Gonzalo Rodriguez, poi la doppietta di Di Natale ed il gol di Muriel con chiara complicità del brasiliano regalano i tre punti alla banda di Guidolin. Fiorentina sconfitta poi anche il mercoledì in Coppa Italia contro la Roma: questa volta la beffa arriva con il gol di Destro nel primo tempo supplementare al Franchi. Sempre a Firenze, il 20 gennaio, ecco il primo punto dell’anno: contro il Napoli vantaggio firmato da Facundo Roncaglia con una parabola beffarda per De Sanctis, pareggio di Cavani su punizione di Hamsik per gli ospiti. Il gennaio nerissimo di Montella finisce poi con il Catania: al Massimino è Migliaccio a portare avanti i viola, ma l’ennesima rimonta subita, firmata da Legrottaglie e Castro, costa altri tre punti alla Fiorentina. Un mese che, sul mercato, segna anche l’arrivo di Giuseppe Rossi: una scommessa, quella di Pepito, ad oggi ampiamente vinta dalla dirigenza viola. Con il numero 49 viola arrivano anche Vecino (ufficializzato però in estate), Wolski, Compper, Larrondo e Sissoko.

    FEBBRAIO – Chiuso un gennaio fatto di quattro ko e 1 pareggio, la Fiorentina torna quindi alla vittoria nel secondo mese dell’anno. In casa con il Parma, lo scatto d’orgoglio parte da Luca Toni, in rete su assist di Cuadrado. Nella ripresa, poi, Jovetic suggella la vittoria con la rete del 2-0 definitivo. Quella contro i ducali è inoltre la gara del rientro tra i pali di Emiliano Viviano, con Neto relegato quindi in panchina fino a fine stagione. Sabato 9 febbraio, allo Juventus Stadium, la Fiorentina raccoglie però la quinta sconfitta del 2013: contro i bianconeri i viola non riescono a ripetere l’ottima prova dell’andata (in casa finì 0-0), e la squadra di Conte si impone con Vucinic e Matri. Una settimana dopo,  ecco l’immediato riscatto con una delle pagine più belle di questo 2013: al Franchi arriva l’Inter, diretta concorrente viola per l’Europa e avanti in classifica di 4 lunghezze. “Il pallone è quello giallo, il pallone è quello giallo!”, è il coro più gettonato durante e a fine partita, in una gara letteralmente dominata dalla squadra di Montella. Vantaggio di Ljajic con un colpo di testa, raddoppio di Jovetic con un gran tiro a girare. Nella ripresa ancora JoJo (su grandioso assist di tacco di Aquilani) e Adem a segno prima di Cassano per il 4-1 finale. Exploit casalingo che fa però ancora il paio con le difficoltà – superate di lì a poco – nelle gare in trasferta. A fine mese, infatti, arriva un altro ko, con l’ennesima rimonta subita, a Bologna: ancora a segno Ljajic per il momentaneo 1-0 viola, poi Motta e la meteora Christodoulopoulos regalano ai felsinei i tre punti.

    MARZO – Percorso quasi perfetto nel terzo mese dell’anno per i viola. Tre vittorie ed una sconfitta per rientrare quanto meno in corsa per la Champions. Il 3 marzo il successo con il Chievo grazie alla punizione di Pasqual e la rete rocambolesca, nel finale, di Larrondo (dopo il momentaneo pari di Cofie). Tre punti importanti che portano poi alla vittoria in trasferta, la prima del 2013, contro la Lazio: a Roma la Fiorentina riesce a ripetere l’ottima prova della gara di andata e a bissare anche il punteggio. Un 2-0, firmato Jovetic-Ljajic, che proietta i viola al quarto posto. Una settimana più tardi ecco il Genoa al Franchi: partita strana, con i viola in vantaggio due volte (Aquilani-Cuadrado) e recuperati in entrambe le occasioni da Antonelli e Portanova. Nel finale, poi, l’ex Mattia Cassani, passato qualche settimana prima in Liguria, regala la vittoria alla squadra di Montella con uno sfortunato autogol. Marzo si chiude però con l’ennesima sconfitta fuori casa di inizio anno: a Cagliari la doppietta di Pinilla nel primo tempo taglia le gambe ai gigliati, con Cuadrado che nel finale trova inutilmente la rete della bandiera. Con i sardi arriva l’ultima sconfitta esterna della passata stagione.

    APRILE – Il 7/04/2013 arriva uno degli appuntamenti più attesi del campionato scorso. A Firenze torna Riccardo Montolivo con il suo Milan. L’ex centrocampista viola indossa al Franchi addirittura la fascia di capitano dei rossoneri (nell’occasione concessa da Abbiati), e dopo meno di un quarto d’ora dall’inizio della gara firma il vantaggio milanista su erroraccio in disimpegno di Pizarro. A fine primo tempo, poi, l’espulsione a Tomovic per il presunto (e discussissimo) contatto con El Shaarawy. Nella ripresa il raddoppio di Flamini che porta il Milan al momentaneo +9 in classifica dai viola. Tutto finito per la Champions? Neanche per sogno, dopo l’ora di gioco la reazione guidata da Ljajic porta i viola prima sull’1-2, poi sul pari finale con il rigore conquistato da Cuadrado e trasformato da Pizarro. Una partita che resta nella storia, anche e soprattutto per i fatti che videro protagonista Adriano Galliani. Il dirigente rossonero, ‘beccato’ dai tifosi viola già da inizio gara visti i precedenti favori arbitrali ricevuti dal Milan da gennaio in poi, viene pesantemente contestato dai supporters gigliati in occasione del rosso a Tomovic, tanto da rispondere a parole e a gesti anche ai bambini presenti in tribuna per poi abbandonare gli spalti del Franchi prima di fine incontro. “E’ il peggior stadio d’Italia”, arriva a dire l’ad rossonero, con conseguenti polemiche e sanzioni a carico dei viola. Dopo il Milan ecco per la Fiorentina un trittico di vittorie che riporta la squadra di Montella a strettissima distanza dai rossoneri per la Champions: i successi contro Atalanta, Torino e Sampdoria, con i conseguenti stop rossoneri contro Napoli e Juve, fanno volare i gigliati a -1 dal Diavolo a tre giornate dalla fine del campionato. Da ricordare soprattutto la gara con i granata: con un Franchi travolto dalle emozioni sugli spalti per il gemellaggio con il Toro, la Viola va avanti 3-0 dopo 33′ (Cuadrado, Aquilani, Ljajic), per poi essere rimontata sul 3-3 da Barreto e dagli ex Santana e Cerci. Nel finale, però, Romulo ci mette la zampata vincente su assist di El Hamdaoui regalando tre punti d’oro ai gigliati.

    MAGGIO – L’ultimo mese di campionato si apre però con il botto – in negativo – per la Fiorentina. Al Franchi arriva la Roma, bestia nera per l’ex Montella. I viola non giocano una grandissima partita, ma hanno anche sfortuna con i pali di Jovetic e Pizarro e le occasioni dello stesso Pek, di Ljajic e di Aquilani. Nel finale, poi, l’episodio più discusso del campionato viola con il mani netto di De Rossi in area non sanzionato da Mazzoleni. Il punteggio era ancora sullo 0-0, mentre nel finale l’ex Osvaldo mette la firma sulla beffa giallorossa al Franchi. Nel post partita, poi, ulteriore smacco alla Fiorentina: viene squalificato Adem Ljajic, il giocatore più in forma dei viola, per qualche parola pronunciata nel tunnel degli spogliatoi. Si va dunque alle ultime tre giornate di campionato a -4 dal Milan, con la Fiorentina che si rialza subito vincendo a Siena grazie a Gonzalo Rodriguez. In casa col Palermo, poi, è Toni a regalare tre punti fondamentali ai viola e la retrocessione ai rosanero: il Milan, intanto, incappa sullo 0-0 con la Roma e si va ai 90′ finali con due punti di distanza dai rossoneri ma il doppio scontro diretto a favore. Con un pari del Milan e una vittoria a Pescara i viola sarebbero in Champions. Impresa quasi impossibile, la squadra di Montella fa il suo dovere in Abruzzo vincendo agilmente (finale 5-1 con la tripletta di Ljajic, l’ultima rete fiorentina di Jovetic e la prima marcatura di Mati Fernandez). Il Milan, intanto, va in svantaggio contro un Siena già retrocesso prima della mezz’ora. Si alimentano i sogni di gloria gigliati, interrotti solo a 5′ dal termine dall’ennesimo calcio di rigore assegnato ai rossoneri e trasformato da Balotelli. Pochi minuti dopo ecco Mexes a regalare la qualificazione in Champions alla squadra di Allegri. Campionato finito, la Fiorentina si riprende l’Europa con amarezza finale per la Champions sfumata. A Firenze, intanto, grande accoglienza in nottata per il gruppo viola, con centinaia di tifosi presenti davanti ai campini per salutare Pasqual e compagni. La consapevolezza di aver fatto una grandissima stagione rovinata soltanto da un potere superiore ai viola. La sintesi di tutto questo è il mal di pancia sottolineato da Pizarro, uno dei trascinatori della Fiorentina di Montella: il cileno, tramite il proprio agente Santisteban, fa sapere di voler lasciare Firenze già durante l’estate. A luglio poi il Pek spiegherà la propria situazione decidendo di rimanere ancora in viola.

    GIUGNO – Finito il campionato per i viola è tempo di vacanze ma anche di mercato. Pradè e Macia, infatti, si mettono all’opera per consegnare a Montella una squadra adeguata per il ritorno in Europa. Chiuse le trattative per Alonso, Iakovenko e Munua, che arrivano a parametro zero da Bolton, Anderlecht e Levante. Il vero colpo di giugno, però, è il riscatto della metà di Cuadrado: l’ufficialità arriva il 17/06 e regala a Montella l’asso colombiano per un’altra stagione. Da qui in poi si inizia a pensare al riscatto del pieno cartellino dall’Udinese, che ancora oggi deve arrivare. A metà mese arriva anche l’ingaggio di Joaquin dal Malaga, mentre si tessono i primi importanti rapporti con Ambrosini, che firma poi ad inizio luglio. A giugno viene anche risolto il caso-Cerci: l’esterno romano passa completamente in mano al Torino, mentre in maglia viola arriva Bakic, che era stato girato ai granata un’estate prima in comproprietà.

    LUGLIO – Dal primo di luglio arrivano i primi addii al gruppo di Montella. Da Viviano a Toni, passando per Migliaccio, Sissoko e Larrondo, partono diversi protagonisti della rinascita viola. A metà mese lasciano anche Seferovic e soprattutto Jovetic: dopo una lunga telenovela il montenegrino approda al Manchester City per una cifra complessiva vicina ai famosi 30 milioni di euro richiesta dai Della Valle. La Juve ancora una volta resta all’asciutto nonostante la lunga corte su JoJo. L’addio del numero 8 viene però ben presto rimpiazzata dagli acquisti: ad inizio mese firma Ambrosini, mentre l’8 luglio è il giorno dell’accordo con il Bayern per Mario Gomez. L’acquisto che fa sognare una città intera, un colpo da campioni per provare a vincere qualcosa. Un attaccante vero, quello che mancava a Firenze da molti anni: il tedesco era reduce da un fresco Triplete con i bavaresi. Il 15 luglio si materializza la festa viola al Franchi: Gomez sbarca a Firenze e in serata è atteso allo stadio da oltre 25 mila persone in visibilio per accogliere il nuovo campione. A fine luglio, invece, arriva Josip Ilicic dal Palermo, altro investimenti importante da 9 milioni di euro. Intanto inizia la preparazione tra Montecatini e Moena, con Montella che testa il nuovo gruppo e prova i nuovi colpi di Pepito Rossi…

    AGOSTO – L’ultimo mese di mercato ed il primo di calcio giocato porta in dote decisioni importanti, come la cessione di Ljajic alla Roma, il prestito di Romulo al Verona e la conferma di Neto come portiere titolare della nuova Fiorentina che vuol provare a vincere. El Hamdaoui va al Malaga, Cassani al Parma mentre restano Olivera e Vargas: El Loco non trova l’accordo per il passaggio al Livorno, e da qui inizia la risalita in maglia viola. Intanto torna anche Matos dal prestito al Bahia: il brasiliano si allena e convince Montella a dargli una chance nel gruppo viola. Infine arriva Rebic, giocatore dalle sicure potenzialità future. Sul campo, invece, la Fiorentina si prepara ai playoff di Europa League con il Grasshoppers: l’andata finisce 2-1 in Svizzera con Cuadrado ed un autogol provocato da Mario Gomez, mentre al ritorno gli elvetici vincono 1-0 grazie all’indecisione di Neto ma i viola passano ai gironi. In campionato, invece, arriva il primo squillo contro il Catania: davanti agli oltre 30 mila del Franchi, a decidere il primo incontro della nuova Serie A sono Rossi e Pizarro, con Pepito che trova il primo gol ufficiale dal ritorno al calcio giocato. È il primo scalino di un percorso destinato a crescere vertiginosamente.

    SETTEMBRE – Con il nono mese dell’anno solare si apre il primo vero ciclo di partite (ed il periodo più buio) della nuova stagione viola. Vittoria a Genova con il Grifone 5-2, con le doppiette di Rossi e Gomez e la rete di Aquilani. Poi, ecco lo stop contro il Cagliari ed il pesantissimo infortunio del tedesco: contro i sardi la Fiorentina subisce una cocente rimonta e perde il suo pezzo da novanta per il resto dell’anno. Infortunio anche per Cuadrado, che lascia la squadra di Montella per qualche partita. Nell’occasione, riecheggiano i sospetti per i torti arbitrali, visto che contro la squadra di Lopez viene negato almeno un rigore solare alla Fiorentina. A metà settimana, poi, l’esordio vincente nei gironi di Europa League con il 3-0 al Paços (primo gol in viola di Matos, reti di Gonzalo e Rossi). In campionato, invece, arrivano la vittoria di Bergamo (2-0 con Mati-Rossi), il ko di Milano con l’Inter (gara dominata per 75′ ma poi persa 2-1) ed il pari con il Parma con ennesima rimonta subita a pochi secondi dal termine (firmata dall’ex Gobbi). Quella contro i ducali è però anche la partita del rientro di Vargas: il peruviano entra ad inizio secondo tempo facendo un nuovo esordio in maglia viola e, trascinato da un pubblico viola in fermento, mette in mostra tutta la propria verve agonistica segnando anche il gol del momentaneo 2-1.

    OTTOBRE – Ottobre si apre con la vittoria di cuore di Dnipropetrovsk in Europa League: in formazione ampiamente rimaneggiata per i tantissimi infortuni (addirittura 12 indisponibili), la squadra di Montella si impone 2-1 con Gonzalo Rodriguez e Ambrosini, guidati dalla solita ottima prova in coppa di Matos. In campionato invece arriva il pari di Roma contro la Lazio (0-0 con poche idee da entrambe le parti) e, soprattutto, il pomeriggio magico del 20 ottobre: al Franchi si entra nella storia con il 4-2 alla Juventus. La cronaca, le immagini, le emozioni sono ancora tutte intatte nei cuori dei sostenitori gigliati, in tripudio per una vittoria arrivata 15 anni dopo dall’ultimo successo casalingo contro la nemica di sempre. Il copione, poi, è roba da Oscar: doppio svantaggio con Tevez e Pogba, che per sbeffeggiare Firenze esultano con la mitraglia di Batistuta. Nella ripresa, però, un lampo di Mati Fernandez riapre la partita con un rigore guadagnato e siglato da Rossi. E’ il 66′, e Pepito si ripete poi al 76′ con numero su Pogba e missile da fuori area che Buffon non riesce a deviare. 2-2 e Franchi in delirio, non consapevole di quello che stava per accadere di lì a poco: due minuti più tardi, infatti, Joaquin insacca il vantaggio su assist magico di Borja Valero, mentre all’81’, in pieno forcing bianconero, ecco il clamoroso 4-2 con un’azione da manuale del calcio: tocco d’esterno di Borja Valero, contropiede pazzesco di Cuadrado e mancino magico di Rossi. La rimonta è servita, Firenze passa alla storia: il 20 ottobre 2013 sarà una data che si ricorderà a lungo. Dopo il successo con la squadra di Conte, ecco le vittorie in Europa con il Pandurii e in campionato con il Chievo a Verona, prima del ko casalingo con il Napoli di fine mese: la squadra di Montella attacca per tutta la partita arrivando a contare 11 tiri in porta ed il 68% di possesso palla. Ma i partenopei guidati da Benitez puntano tutto sul contropiede e vanno a segno con Callejon e Mertens rendendo inutile il momentaneo pari di Rossi. Nel finale, poi, l’ennesimo furto con beffa del 2013 viola: Cuadrado va giù in area steso da Inler, Calvarese non concede il penalty che poteva valere il 2-2 ed espelle pure il colombiano per doppio giallo. Un episodio che, alla luce della corsa Champions, può risultare pesantissimo per il campionato gigliato.

    NOVEMBRE – Nella prima gara di Novembre, però, la Fiorentina si rialza subito vincendo con disarmante facilità a Milano contro i rossoneri. Il match contro il Diavolo è segnato con il pallino rosso sul calendario da tutto l’ambiente viola, pronto a prendersi una rivincita sul finale di campionato 2012/2013. A San Siro è ancora Vargas a trovare il gol (il secondo della nuova vita in viola) per il vantaggio, mentre Borja Valero centra il secondo timbro in due anni a Milano con la rete del 2-0 finale. Al ritorno è tripudio viola alla stazione di Campo di Marte, così come fu un anno prima a Santa Maria Novella: la Milano rossonera è di nuovo terra di conquista viola, la squadra di Montella si prende la sua piccola/grande rivincita su Galliani & Company. Il mese di novembre va poi avanti con la vittoria in coppa con il Pandurii (Matos, Borja Valero nel finale ispirati da un grande Cuadrado), il successo con la Samp in campionato (Rossi, Rossi), il ko di Udine con i friulani ed il pari con il Paços in Portogallo.

    DICEMBRE – L’ultimo mese dell’anno segna il quasi en plein dei viola riportando la Fiorentina a ridosso della zona Champions League in campionato. Il 2/12 arriva subito il 4-3 con il Verona degli ex Toni-Romulo firmato dalla doppietta di Borja Valero, dal gol di Vargas e dall’ennesimo sigillo di Pepito Rossi. Una settimana dopo, però, a Roma i giallorossi si trasformano ancora nella bestia nera di Montella: la squadra di Garcia vince con Maicon e Destro che ribattono il momentaneo pari di Vargas. La reazione viola è però immediata, con le vittorie contro Bologna (primo gol di Ilicic, Borja Valero e Rossi) e Sassuolo (Rossi) che riportano i viola a -3 dal Napoli. In Europa, intanto, la Fiorentina conclude il girone E al primo posto grazie al successo casalingo contro il Dnipro firmato Joaquin-Cuadrado. Al sorteggio di Nyon per i sedicesimi, intanto, la compagine gigliata pesca l’Esbjerg, mentre nei possibili ottavi c’è all’orizzonte un derby con la Juventus.

    Si conclude così il 2013 viola, con l’ultimo mese dell’anno caratterizzato anche dai dubbi e le perplessità sulle condizioni di Mario Gomez: il pezzo da novanta del mercato estivo, infortunatosi a metà settembre con il Cagliari, doveva rientrare a novembre ma ancora oggi non ha trovato la serenità psico-fisica per ricominciare ad allenarsi a pieno carico. Per un nuovo anno di soddisfazioni, oltre agli innesti dal mercato che partiranno già a gennaio, ci sarà bisogno proprio del numero 33 viola. Il 2014, come ha ribadito Andrea Della Valle in occasione del Natale, dovrà essere l’anno del consolidamento tra i grandi del calcio italiano ed europeo.