Il 2015 viola, MAGGIO: DISASTRO SIVIGLIA

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    Tra sogni, incubi, vittorie e sconfitte, il 2015 è ormai giunto al termine. E la Redazione di Fiorentina.it, come ogni festività natalizia che si rispetti, vi propone mese per mese tutto ciò che è accaduto in casa Fiorentina in questi 12 mesi. Continuiamo con Maggio:

     

    Se la prima finale è stata mancata, per il ko interno al ritorno contro la Juventus, la Fiorentina punta tutto sull’Europa League. Intanto vince col Cesena in campionato, ma tutti gli occhi sono puntati a Siviglia. Al Sanchez-Pizjuan la squadra di Montella si suicida sportivamente. Mati e Gomez sbagliano due gol già fatti, e la comitiva viola torna a casa con un 3-0 che sa già di fine di tutto.

     Il ritorno contro gli spagnoli si apre con il giochiamola insieme lanciato dalla società viola. La remuntada, però, non riesce. Anzi:

     

    Finale e post gara di quel Fiorentina-Siviglia sono gli emblemi del difficile finale di stagione viola. Partono gli olè di scherno, e l’ovazione al rigore sbagliato da Ilicic. Montella nel post partita parla così: “Non mi era mai capitato di vedere una squadra derisa in questo modo dal proprio pubblico. Forse Firenze non ha capito quale sia la sua dimensione”. Frase destinata a diventare un cult, per i detrattori dell’aeroplanino, nell’avvenire. Gomez, intanto, sta a guardare. 

     

    Il finale di stagione porta un bel filotto alla squadra viola che vince con Palermo, Chievo e Parma e si conferma la quarta forza del campionato per il terzo anno di fila. Con grande rammarico per i 5 punti di distacco dal 3° posto, e per come il finale di stagione aveva visto i viola uscire dalle due coppe. Intanto, prima di Fiorentina-Parma il lungo comunicato targato Curva Fiesole:

     

    ‘In primis ci sembra doveroso rispondere alle dichiarazioni rilasciate a caldo giovedì sera dal Sig. Montella. Probabilmente caro Mister la “dimensione” dell’amore che ha Firenze per la sua squadra lei non lo conosce fino in fondo e poi le spiegheremo anche il perché. Giovedì dopo tutti i vari hasthag e appelli di ogni tipo Firenze ha risposto presente in quasi 35.000 persone allo stadio dopo una sconfitta per 3 a zero all’andata. Dopo 20 minuti eravamo sotto due a zero senza dare neanche lontanamente la sensazione di poter fare qualcosa… Le possiamo garantire che non è stato semplice gestire la frustrazione della gente che si è rifugiata ad un certo punto nella sua ironia talvolta tagliente tipica dei fiorentini. Non ci fraintenda da un lato capiamo benissimo le sue dichiarazioni riguardo a determinati cori di derisione, non sono partiti da noi gli olè e ci dissociamo da questi, crediamo che questa squadra meriti rispetto per il percorso fatto in Europa, avremmo preferito poter piangere per la sconfitta ma in piedi applaudirvi. Ma quello che è successo è frutto di un mese di continue frustrazioni e in alcuni casi di sconfitte umilianti. A Firenze sarebbe bastato anche finire la partita in otto perché dove non si arriva con il gioco ci si arriva con l’orgoglio e la cattiveria. Crediamo che dovrebbe chiedere scusa quando dice di aver ricevuto dai tifosi meno di quanto dato…. Venga a conoscere e a parlare con chi prende permessi di lavoro per venire a dirvi “dai si pole! Ci si fa!”, chi prende ferie per seguirvi magari togliendo qualcosa alla famiglia, chi spende migliaia di euro, chi la domenica la passa in questura a firmare, forse riuscirebbe a capire meglio il nostro amore.

     

    Detto questo nel gioco delle parti ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. E le vere responsabilità di questa situazione a nostro avviso non le ha ne la squadra che per la sua dimensione tecnica calcistica (se di questa parlava Mister..) ha dato il massimo, ne l’allenatore che in questi anni ha fatto molto bene ne tantomeno i tifosi. Il vero problema è la società e non stiamo parlando di investire più o meno denaro. Montella e la squadra pagano il malcontento di una piazza verso la gestione di questa Fiorentina e il bello è che nessuno lo riconosce, come se foste tutti narcotizzati, guai parlar male poi chi ci compra…..

     

    Ecco noi parliamo. Una società che ha allontanato la squadra dalla propria città, tenendola lontana a distanza da quello che è il nostro vero motore la nostra forza la passione della gente. Avete aperto le porte di un allenamento solo due giorni prima della partita più importante dell’anno, chiedendo il coinvolgimento della gente (che tra l’altro ha risposto come sempre) senza capire che gli allenamenti devono essere a porte aperte almeno un giorno a settimana cari signori. E se i campini non sono funzionali uscite fuori voi ad allenarvi in mezzo alla gente. Provate a portare i giocatori in giro per le piazze, nei mercati della città e forse si renderanno conto di quanto Firenze ama la sua squadra e forse giocheranno più per noi e non solo per lo stipendio. La carica più rappresentativa della nostra società, il Presidente, è ricoperta da una persona ai più sconosciuta, che non vive neanche minimamente la città e le uniche volte che ha aperto bocca ha perso un occasione per stare zitto, perché il cliente sarà lei. Che si prenda le sue responsabilità e si dimetta.

     

    I dirigenti sono figure il cui nome evoca marche di cioccolatini o champagne ma che con il calcio non hanno mai avuto niente a che fare. Le uniche persone di calcio rimaste dopo che Eduardo Macià se ne è andato (al quale facciamo il nostro in bocca al lupo, vero intenditore di calcio) sono il Direttore Sportivo che non capiamo come possa fare un lavoro di programmazione rinnovando il contratto di anno in anno e Montella che dopo queste dichiarazioni magari ha già il posto altrove. Le società di calcio vanno gestite da uomini di calcio ai quali si deve avere il coraggio di delegare, magari poi controllate da un vero Presidente.

     

    Torni al suo posto Andrea, rappresenti la Fiorentina in tutte le sedi come si deve lei è il Presidente. Scelga veri uomini di calcio e porti la squadra in mezzo alla gente vedrà che riusciremo anche a vincere, anche se per noi la vera vittoria è essere e sentirsi “fiorentini” e visto che qualche giocatore la scorsa sera l’abbiamo perso per qualche fischio sia chiaro che ci sono tre partite in cui bisogna correre e vincere per andare in Europa perché come sempre è stato e sempre sarà cambieranno i giocatori, gli allenatori ed anche le proprietà ma noi saremo sempre qui per la nostra maglia la nostra città finché morte non ci separerà’.

    E la risposta di Andrea Della Valle: “Chi tocca Mario Cognigni tocca me. Montella? Ci metteremo ad un tavolo. Ha ancora due anni di contratto. E noi i contratti li facciamo rispettare”. Ilicic è il miglior marcatore viola stagionale con 10 reti. La tiritera con Montella sta per iniziare. Mentre una stagione è già finita.

     

    SEGUE…