Il bicchiere mezzo pieno: difesa impenetrabile… e Neto ‘spettatore’

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La Fiorentina, la sua difesa e le lunghe pause caffè che avrebbe potuto farsi Neto ultimamente. Una semplice battuta, è chiaro, ma rende l’idea della inoperosità del portiere fiorentino nella gara di ieri sera. Lo abbiamo sentito in formazione (“Col numero 1, Norberto Neto!”), lo abbiamo visto scendere sul terreno di gioco, lo abbiamo perfino visto fare qualche rinvio. Ma mai parare. Perché il Sassuolo, orfano è vero di Berardi e Zaza (il primo squalificato e il secondo in panchina), ma pur sempre una squadra che avrebbe potuto dar noia alla Fiorentina con le ripartenze, non ha praticamente mai superato la metà campo. Non ha mai tirato nello specchio della porta e solo 5 volte fuori dallo specchio (contro le 19 volte della Fiorentina tra specchio e fuori). Ma soprattutto non ha mai dato l’idea di impensierire Neto. Mai.

Così, i minuti di imbattibilità della porta gigliata salgono a 360 (tra campionato ed Europa League) ed è un modo per sorridere e guardare il bicchiere mezzo pieno, in un momento difficile in cui c’è la necessità di ovviare ai problemi venutisi a creare in questo inizio di stagione. Problemi derivanti principalmente dai nuovi stop di Rossi prima e Gomez poi. Ai quali si è aggiunto anche quello di Vargas. Ma mentre il tecnico Montella è impegnato insieme ai suoi uomini a cercare nuove soluzioni per trovare la via del gol nonostante abbia a disposizione ‘solo’ due giovani attaccanti bravi ma che contano in totale 28 presenze in serie A (26 Babacar e 2 Bernardeschi) e 1 gol (di Baba), invece di star dietro a futili e inutili polemiche dettate più dall’istinto che dalla ragione, rallegriamoci di aver trovato – quantomeno per adesso – la quadratura tattica, un equilibrio che un anno fa, a tratti, sembrava mancare. Perché ricordiamocelo: un anno fa, la Fiorentina subiva in casa contropiedi e ripartenze pericolose anche da Genoa e Sassuolo. Mentre quest’anno le due compagini che hanno pareggiato 0-0 al Franchi hanno tirato in porta, nello specchio, 1 sola volta in 180 minuti di gioco.

Questo non può che significare una cosa: che Montella ed il suo staff tecnico hanno lavorato molto sull’aspetto difensivo, tanto che la squadra ha subìto molto meno i contropiedi avversari rispetto ad un anno fa, almeno tra le mura amiche dove i numeri sono lì a dimostrare la solidità del reparto arretrato: contro il Genoa, come detto, 1 tiro nello specchio subìto e 5 fuori; col Guingamp 2 tiri in porta subiti e 3 fuori; col Sassuolo 0 tiri subiti nello specchio e 5 fuori. Totale: 3 tiri subiti nello specchio in 270 minuti e 13 fuori. Al contrario, gli uomini gigliati hanno tirato nello specchio della porta, nelle tre partite casalinghe ufficiali, ben 16 volte e fuori addirittura 31, per un totale di 47 tiri verso la porta avversaria.

Fuori casa, ovviamente, i viola hanno subìto qualcosa di più. Vuoi perché hanno affrontato due squadre ostiche (una, la Roma, lotterà per lo scudetto probabilmente fino alla fine del campionato e l’altra, l’Atalanta, difficilmente regala punti sul proprio terreno di gioco), vuoi perché la Fiorentina è una squadra che riesce ad esprimersi meglio in trasferta dove non incontra compagini che si chiudono a riccio e si mettono in dieci uomini dietro la linea della palla… Fatto sta che, se è vero che Gomez & Co.hanno segnato 1 solo gol in campionato in 4 partite, peggiorando di gran lunga lo score dei due anni precedenti (10 gol fatti nelle prime quattro gare nella stagione scorsa, 6 nella stagione 2012-13), è altrettanto vero che hanno migliorato, anzi dimezzato, il passivo dei gol subiti: da inizio campionato, infatti, i viola hanno subìto solo i 2 gol di Roma, mentre nelle due stagioni precedenti ne avevano subiti già 4.

E allora è doveroso ripartire da qui. E a chi si chiede se alla Fiorentina, avendo lavorato molto sulla fase difensiva, le siano venute meno idee e certezze per le soluzioni in attacco, rispondiamo: datele due punte sane e da alta classifica… e se ne riparla.

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it