Il blog di Ludwigzaller – Origine del mondo

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Ludwigzaller dedica il suo ultimo post ad un argomento che poco ha a che vedere con la Fiorentina…

Nel bagno di un personaggio straniero, abbiamo visto un piccolo dipinto nascosto sotto un velo verde. Quando si aprì il velo, ci meravigliammo nel vedere una donna a grandezza naturale, vista di fronte, commossa e confusa, straordinariamente dipinta, riprodotta con amore, come dicono gli italiani, e con estremo realismo. Ma, per un’inconcepibile dimenticanza, l’artista che aveva copiato il suo modello dalla natura, aveva trascurato di rappresentare i piedi, le gambe, le cosce, il ventre, i fianchi, il petto, le mani, le braccia, le spalle, il collo e la testa”. Maxime du Camp, uno scrittore francese, descrive così una tavola a olio di 46×55 cm., che ha avuto modo di ammirare nella casa di un diplomatico turco che vive a Parigi. Grazie alla mediazione del critico Saint-Beuve, il diplomatico ha conosciuto il pittore Courbet che gli ha venduto due quadri a soggetto erotico, quello descritto e una scena di amore lesbico intitolata Le Sommeil.

Le parole di Du Camp suonano reticenti e ironiche, ma il quadro ha un soggetto ben chiaro. Si tratta della rappresentazione di un sesso femminile, insomma di una fica. La pittura rinascimentale non aveva certo ignorato il nudo femminile, ma una vagina in primo piano non si era mai vista in un quadro e anche in seguito non ne sono state dipinte molte, tanto che l’opera risulta ancora sorprendente. Il diplomatico turco la cede per motivi economici a un antiquario, finisce attraverso vari passaggi in Ungheria, per ritornare infine in Francia dopo la seconda guerra mondiale. L’acquista lo psicoanalista Lacan che la tiene a lungo nella sua casa di campagna. In tutto questo tempo la tavola non era mai stata mostrata pubblicamente, finché non fece due brevi apparizioni in una mostra a Brooklyn e in un’altra a Parigi.

Attualmente si trova al Musée d’Orsay e chi proprio non avesse la possibilità di vedere una fica si può recare lì. La parola è antica, il vocabolario della Crusca ci rammenta che si trova in Dante, nelle satire dell’Ariosto, nel Berni. A Firenze essa si esprime in un gesto delle mani che prende il nome di “fare le fiche” e che Dante attribuisce ai diavoli. Nel senso spiegato dal poeta latino Lucrezio, la fica è Venere, il piacere che consente a ogni genere di essere vivente di vedere la luce del sole (genus omne animantium concipitur, viditque exortum lumina solis). Da questo punto di vista appare giustificato il titolo L’origine del mondo che viene dato al quadro.

Che c’entra tutto ciò con la Fiorentina? Non c’entra nulla, a rigore, ma per soddisfare la richiesta di un follower del blog mi è parso giusto dedicare un post alla fica. In senso metaforico questo richiamo rappresenta un incoraggiamento alla concretezza e un invito ad abbandonare i discorsi fumosi e astratti in nome di un solido senso del reale. Cosicché al culmine della più accesa discussione calcistica, condita da riferimenti ai moduli di gioco, alla tecnica degli atleti e agli schemi, una di quelle discussioni che si avvitano su se stesse, è lecito che nel gruppo di amici si levi la voce di uno di essi, più scapestrato e ironico, che ci consigli di tornare alla realtà pensando alla fica (o ad altro organo se si è donne naturalmente). Non a caso l’autore del quadro, l’obeso Gustave Courbet, pittore ribelle e di simpatie socialiste, protagonista della Comune di Parigi, fu fautore di uno stile diretto, concreto e realistico. E un grande amante della fica.

di Ludwigzaller