Il blog di Ludwigzaller: Voci

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Ludwigzaller commenta le voci, circolate negli scorsi giorni, sull’interesse di Commisso all’acquisto della Fiorentina

In tempi di crisi si diffondono voci incontrollabili. Questa volta ad alimentare le voci è stato uno dei migliori giornali del mondo, il Times, che utilizza tecniche estremamente accurate di controllo delle notizie o fact checking. Scrive dunque il New York Times, a poche ore dalla partita tra la Fiorentina e il Genoa che deve decidere la permanenza in A delle due squadre, che un personaggio noto alle cronache calcistiche per i suoi appetiti nei confronti del calcio italiano, tal Rocco Commisso, emigrato da giovane in America, è sul punto di chiudere l’acquisto della Fiorentina.

A dire il vero il Times si esprime in modo molto prudente. Non afferma che Commisso comprerà la società, ma che “si dice che sia in procinto di comprarla” (Commisso is said to be). Nel resto dell’articolo abbondano le costruzioni con would, il verbo modale che serve per costruire il condizionale ed esprimere una possibilità, senza la certezza offerta dall’indicativo. I giornali italiani, anche i più seri, trasformano i condizionali in indicativi: la trattativa sarà chiusa in poche ore, forse già il lunedì successivo alla partita. Ma il lunedì trascorre senza che sia accaduto nulla. Unica certezza: allo stadio è stato visto un emissario di Commisso cui è stata sommariamente legata al collo una sciarpa viola. Commisso viene descritto come un self-made man dal cuore buono e le risorse pressoché illimitate. Ha studiato alla Columbia come atleta e si è fatto strada nel mondo delle pay-tv accumulando un patrimonio valutato in miliardi di dollari.

A una verifica più accurata altri fatti emergono: da anni Commisso cerca di comprare una società italiana. Ha sondato piccole società calcistiche della sua regione di origine, la Calabria, e club di valore mondiale come il Milan. Ha ottenuto molta pubblicità, ma non ha mai concluso l’acquisto. La sua azienda di pay-tv fattura in America meno di Mediaset Premium in Italia ed è fortemente indebitata. Il mercato poi sta cambiando rapidamente. Le famiglie della provincia americana che utilizzavano il cavo per restare in contatto col mondo stanno passando al modello Netflix, come del resto accade in Italia: i programmi arrivano in casa attraverso la rete e on-demand. Si racconta, non si sa con quanta veridicità, che Commisso voglia ricostruire a Firenze il gruppo dirigente guidato da Mirabelli che fallì senza appello al Milan. Viene fuori che quella di Commisso è una semplice proposta di acquisto, che la Fiorentina vaglierà nei prossimi giorni. Niente di più.

E qui il mio animo di appassionato e non tifoso (si veda la prima puntata di questo blog) mi spinge a pensarla diversamente da come la pensano molti tifosi viola, e anche parecchi frequentatori della mia pagina. C’è chi vede in Commisso la soluzione d’ogni male. Non importa chi sia e quali siano i suoi programmi: basta che mandi via i Della Valle. Personalmente, non ho nulla in contrario a che la società sia venduta, ma occorre essere molto prudenti e razionali nella scelta del nuovo proprietario. Non basta liberarsi da quella che viene definita una vera e propria “dittatura”. L’avvento di un personaggio non credibile aprirebbe una crisi gravissima, che potrebbe mettere in ginocchio la società carica di storia che è oggetto della nostra passione.

di Ludwigzaller