Il blog di Ludwigzaller: Schopenhauer

548



Schopenhauer era figlio di un ricco mercante tedesco, e destinato a svolgere lo stesso lavoro del padre. A diciassette anni i genitori lo condussero con loro in un tour che toccò diversi paesi europei, ma il giovane Arthur si annoiava e vedeva dappertutto, forse non senza ragione, le sofferenze dei poveri. Più tardi suo padre morì e d’accordo con la madre Schopenhauer ottenne di poter studiare filosofia soddisfacendo così un suo giovanile sogno. Ma ben presto il giovane Arthur ruppe con la madre, che gli fece sapere che non lo voleva più vedere, e mantenne quanto stabilito per il resto della sua vita. Schopenhauer fu chiamato ad insegnare all’università di Berlino, ma poiché teneva le sue lezioni alla stessa ora in cui le teneva Hegel, i banchi della sua aula erano tristemente vuoti.

Insomma Schopenhauer era un grandissimo sfigato. Non è chiaro se la sua visione del mondo estremamente pessimistica abbia contribuito ad attirargli la sfiga, o se pure sia stata la sfiga che lo perseguitava a renderlo pessimista. Ad ogni modo il suo capolavoro Il mondo come volontà e rappresentazione uscì finalmente nel 1819, ma non se lo filò nessuno. Intanto gli eserciti di Napoleone invadevano la Germania e Arthur sfuggiva ad epidemie di colera.

Il timore che l’oscura rassegnazione di Schopenhauer contagi i tifosi della Fiorentina in questi giorni è palpabile. Ci accingiamo anche a noi a partire per la Germania, non per studiare filosofia, ma per giocare una partita di pallone che viene presentata come la prima di un “ciclo di ferro” che dovrà decidere delle sorti di Sousa. Storia non nuova, anche la partita con la Roma doveva essere la svolta della stagione. C’è qualcosa che non funziona nel modo che ha Sousa di mettere la squadra in campo, nonostante che il suo sistema di gioco assomigli da vicino a quello con cui il Psg di Emery ha massacrato il Barcellona.

La  qualità degli interpreti non è la stessa, certo. Però niente si può obiettare ad una organizzazione tattica che altrove funziona. E dunque si torna ai vecchi temi dell’usura dei giocatori chiave o della mancanza di esterni alti di ruolo importanti. Senza esterni il gioco spagnoleggiante funziona poco e rischia di risolversi in una serie di passaggi orizzontali o all’indietro contro i quali hanno facilmente la meglio le difese schierate. Nel Psg non a caso il migliore, assieme a Verratti, ormai definitivamente maturato, è stato Di Maria. Quanto all’usura, avrebbe certamente giovato a Sousa, il poter disporre di un Borja più giovane o, ancor meglio, di un organizzatore del gioco come Pizarro. Ma contro il Barcellona di Enrique ha brillato soprattutto Emery, quasi omonimo dell’Eymerich inquisitore di Evangelisti, un allenatore di cui abbiamo a suo tempo sperimentato sulla nostra pelle la qualità. Un gioco intenso ed intelligente il suo, capace di mettere alle corde l’organizzazione tattica degli allenatori avversari incluso Montella, accompagnato da una presenza in panchina teatrale ma efficace.

Essendo comunque la Germania anche la terra di Kant e di Goethe, converrà muovere speranzosi alla volta della “ridente” cittadina di Mönchengladbach, prossima al confine con i Paesi Bassi, e ben lontana da quella gelida Danzica, oggi polacca, dove era nato Schopenhauer. Giocherà a nostro favore la minore conoscenza che hanno i tedeschi del calcio di Sousa, e la crescente maturazione psicologica dei nostri giovani migliori. Ferme restando le difficoltà quasi insuperabili ad attingere ad una montelliana semifinale contro una squadra del calibro del Siviglia di Emery.

di Ludwigzaller

Commenta la notizia

avatar
Ordina per:   ultimi | più vecchi | più votati
Ludwig
Ospite

Baggio non era un leader: credo sia vero quel che dice Nappi. Il quale aggiunge sopravvalutandosi di un bel pò che si rivede in Bernardeschi.

MassimodiPortaalPrato
Utente

come sopravvalutano Bernardeschi paragonandolo a Baggio. Diciamo che il Berna è più o meno uguale a ( Baggio + Nappi ) /2

Uno che se ne intende
Ospite

Non so se mi sconvolge di più questo paragone o Caressa candidato direttore della Gazzetta dello Sport.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Sono già passati da Candido Cannavò a mister tette-culi e pettegolezzi Monti, non mi sconvolge più nulla.

Ilgatto
Utente

Ma dici davvero,o è una boutade?? È una nullità !

Ludwig
Ospite

La seconda è più sconvolgente.

soffici
Ospite

Il mondiale fra Boris Spassky e Fisher del 1972 fu un piccolo evento storico che strascese il solo ambito scacchistico. Ancora in piena guerra fredda, la sede de torneo fu Reykjavik in Islanda perche’ equidistante da URSS e Stati Uniti e fu per questo antecedente o per lo steso motivo la stessa sede per il summit sul disarmo fra Reagan e Gorbachev del 1986. Altre cose che mi ricordo di aver letto sono che la scacchiera fu bianco e verde per esigenze televisive e Fischer si presento’ sempre con qualche minuto di ritardo ai primi match su suggerimento di psicologi per innervosire l’avversario.

Ilgatto
Utente

Se è per questo in una diede proprio forfait……ed in quel preciso momento tramortì Spassky.

Ilgatto
Ospite

A chiosa del commento di poco fa su Fischer,non voglio ignorare ovviamente che fosse un gravissimo paranoico con un odio patologico,a dir poco,per qualunque cosa avesse una matrice sovietica,scacchi o altro poco contava,ed una concentrazione monotematica sugli scacchi parimenti patologica,e le due cose insieme gli tolsero la vita,prima dello spirito e poi quella biologica.Questo,però,lo sanno tutti…..

Uno che se ne intende
Ospite

Anche ferocemente antisemita credo, in realtà penso odiasse tutta l’ umanità, a parte sè stesso.Sul rapporto tra Fischer e Spassky scrissi sul blog, tempo fa , mi hanno sempre affascinato i grandi campioni di scacchi, forse più del gioco in sè. Non sono un esperto, ma ho letto che in occasione del mondiale di Reykjavik Fischer adottò mosse stravaganti nella prima e nella terza partita, con esiti diametralmente opposti.

Ilgatto
Utente

E si,era antisemita,antineri,antisovietici,anti tutto, donne soprattutto aggiungerei.

Ilgatto
Utente

Negli scacchi non esistono mosse stravaganti,nella prima sbagliò ed incolpò gli scacchisti sovietici che seguivano l’ incontro di infastidirlo chiedendo di giocare ” a porte chiuse”, cosa ovviamente impossibile, e lui non si presentò alla partita successiva. Alla terza giocò una variante obsoleta di un’ apertura arcinota e,novello Re Mida,la trasformò’ in oro.A quel punto,Spassky aveva già perso.E,probabilmente, lo sapeva.

Ludwig
Ospite

I grandi scacchisti sono stati più di destra che di sinistra.

Ilgatto
Utente

Non è vero…sono stati più disturbati che normoinseriti,piuttosto,ma con eccezioni illustri,Kasparov, giocatore portentoso,in primis.

Ludwig
Ospite

Credo che trattandosi della vecchia versione del blog post e commenti non siano recuperabili, comunque se ne era parlato.

Chiarificatore
Ospite
Si tende, per me erroneamente, ad identificare il possesso palla col tiki taka. Ma mentre il tiki taka è sicuramente, e per certi aspetti solo, possesso palla, il possesso palla non è solo tiki taka. Il tiki taka è la versione spagnola, e molto vincente anche grazie ad i suoi grandissimi interpreti soprattutto a centrocampo, del calcio totale. Ma il calcio totale originario è soprattutto non tanto tiki taka quanto possesso palla eseguito da giocatori universali col pressing a tutto campo e successive, sistematiche e rapidissime verticalizzazioni. Nel tiki taka c’è il pressing a tutto campo, ma le verticalizzazioni più che sistematiche io le definirei improvvise. Ecco, io credo che il calcio di Sousa, quando è applicato, si ispiri più al calcio totale originario che al tiki taka in senso stretto. Velleitario, Sousa? Chiede troppo ai suoi? C’è chi dice di sì. Io francamente non lo so, ma mi sembra… Leggi altro »
MassimodiPortaalPrato
Utente

Hai detto nulla… la continuità ad alto livello è quella che distingue i campioni dai giocatori normali. Non basta essere bravi solo quando la partita si mette sui binari che preferisci.

Ilgatto
Utente

Tu hai descritto l’Ajax e la Nazionale olandese anni ’70, che erano poi una cosa sola,però non perdiamo di vista che in quella squadra i Campioni avanzavano, per dirla così….

MassimodiPortaalPrato
Utente

l’Ajax era l’ossatura di quella squadra, ma alla fine erano “solo” in sei. Ce n’erano anche tre del Feyenoord, squadra che tutti tendono a dimenticare ma che ha portato i primi trionfi internazionali al calcio olandese.

Uno che se ne intende
Ospite

Forse difetta di continuità perchè chiede troppo ai suoi.

Ludwig
Ospite

Intanto non mi piace la parola tiki-taka poi è vero sembra che il tiki taka altro non sia che una versione ridicola e improduttiva del gioco totale spagnolo.

Chiarificatore
Ospite

Il punto è, caro Lud, che, vista la ormai consolidata attitudine degli interessati, si può ragionevolmente affermare che gli apripista del calcio spagnoleggiante in Italia furono Pizarro e Valero, non il camaleontico Montella.

Ludwig
Ospite

Non ho capito se scherzi o dici sul serio, Chiari: comunque Pizarro non lo voleva nessuno, era svincolato, Borja fu offerto al Napoli ma Mazzarri scelse Behrami, fornendoci su di un piatto d’argento i soldi per comprare sia Valero che Gonzalo. Aquilani era svincolato a sua volta, dopo una esperienza al Milan. Dunque una squadra genialmente costruita dai ds e dal tecnico, con dei giocatori considerati degli SCARTI. Scusate la maiuscola ma quando ci vuole ci vuole.

Ludwig
Ospite

Ieri è andata in scena una partita straordinaria per qualità degli interpreti, organizzazione tattica ed emozioni. L’ha spuntata il City di Guardiola che ha vinto 5-3 (sic). L’avversario era il Monaco che oltre ad esprimere un ottimo gioco ha dei solisti di impressionante bravura come il redivivo Radames Falcao. Alla fine del primo tempo il City perdeva 2-1 e c’è stato un momento in cui aveva due goal di svantaggio. Poi ne fatti quattro consecutivi in un’unico tempo. E recrimina per un rigore non dato. Qualcuno non ricorda quando si discuteva sul fatto che la Fiorentina esprimesse il miglior gioco d’Europa (al tempo di Montella) o l’intensità delle sfide con il Bayern ai tempi di Prandelli, ma è successo, non è fantasia o falso ricordo.

Ludwig
Ospite

Siete tutti più bravi di me con gli scacchi, io ho mollato esattamente nel momento in cui ho capito che non era questione di intuizione o di sorpresa. Credo comunque o almeno immagino che anche nel contesto più prevedibile o standard uno spazio per la creatività resti. Se non restasse la ragione stessa d’essere del gioco si perderebbe. E questo sia a livello di scacchisti medi che di grandi maestri. Poi naturalmente vale la pena di citare Maurensig e i suoi bei romanzi sugli scacchi, l’ultimo era proprio su Alekhine e se non ricordo male gli avevo dedicato un post tempo fa nella vecchia versione del blog.

Ilgatto
Ospite

Scrittore ottimo il primo,scacchista superiore il secondo.Bottiglia a parte,ahinoi…..

Ludwig
Ospite

Alekhine incarnava ancora una visione romantica degli scacchi.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Potremmo suggerire a Cognigni di determinare il budget del prossimo anno mettendo un centomiliardesimo di euro sulla prima casella della scacchiera, due sulla seconda e così via. Magari ci casca…

Ilgatto
Utente

Massimo 21.36, tu giocava realmente in torneo,e parli da scacchista,la cosa è semplice: a scacchi il giocatore contro il dilettante vince 100 volte su cento,o 1000 su 1000 se preferisci,non c’ è alternativa.E di fantasioso non c’ è nulla.Cf6 dopo e4, cmq,era una buona apertura.A proposito di Alekhine……

Uno che se ne intende
Ospite

E Bobby Fisher?

Ilgatto
Ospite

Hai presente un calciatore che fosse la somma algebrica,per qualità,fisicità e rendimento,di Pelè,Maradona e Charlton?Tutto in un solo calciatore?Esattamente quello era negli scacchi Fischer.Chi lo nega,mente sapendo di mentire.Una curiosità veloce.Quando le partite di torneo venivano sospese,il sovietico che stava giocando dopo cena andava a dormire ed altri della squadra passavano ore notturne ad “analizzare”,gergale,la posizione per fargli trovare pronte il giorno dopo, alla ripresa, tutta una serie di sequenze di mosse da usare a seconda di come avrebbe giocato Fischer.il quale Fischer,invece,col suo fedele scudiero Padre Lombardy,prete vero e scacchista di livello medio-alto,ad esser buoni,via,si analizzava da solo la partita fino a quando riusciva a stare sveglio e poi andava a dormire.E le due cose non sono proprio uguali,credetemi.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Ah, io il cavallo lo adoravo. Ha un raggio di azione corto e va sempre supportato dalla squadra, ma sa essere micidiale e trovare varchi nelle difese più agguerrite.Il vero numero 10 degli scacchi, nel bene e nel male.

Ilgatto
Utente

P.S.: non esistono scacchisti attaccanti e scacchisti difendenti,esistono scacchisti bravi e scacchisti scarsi,come in tutte le attività umane,non di più e non di meno.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Esistono però quelli che sono più bravi di altri con il nero. Che più o meno equivale a dire che sono buoni difensori.

Ilgatto
Utente

Si,certo,ed è indole a quel punto,non sistema di gioco.In altre parole, puoi usare l’apertura che vuoi ma devi avere la ” visione ” giusta,altrimenti perdi.

Ilgatto
Utente
Paolotto 18.53, tu quindi non giocavi” a scacchi”, giocavi” con gli scacchi”, come si diceva con una evidente nota snob nei circoli scacchistici anni ’60.E non sopravvaluterei il ruolo della intuizione, gli scacchi sono una combinazione di tecnica ( le aperture) maturata studiando sui libri per ore,ed applicazione feroce con capacità di rappresentazione spaziale quanto più ampia possibile ( cioè al dunque quanti mattoni riesci a vedere uno accanto all’ altro ad occhi chiusi).Fischer vinceva soprattutto perché odiava con tutta l’ anima i sovietici, cioè i primi 20 giocatori al mondo a parte lui,e quindi ogni partita era per lui una gara di sopravvivenza.Alla lettera,niente di metaforico.I finali,sono tecnica + matematica applicata, anche qui zero fantasia!Il calcio,invece, richiede,impone e premia estro e fantasia, in atleti e non in impiegati ovviamente, quindi messa nel conto una ottimale fisicità, però senza fantasia non si va da nessuna parte! Il calcio è bello… Leggi altro »
Paolotto
Ospite

Proprio così. Degli scacchi mi si è consolidata l’impressione, che ho riportato nel post, di un “gioco” feroce, che richiede freddo calcolo, paziente premeditazione, intelligenza al massimo grado, laddove il calcio richiede soprattutto estro e velocità.
Confesso che ho sempre invidiato chi sa giocare “a” scacchi.
Preferisco vedere una partita di calcio rispetto ad una partita a scacchi, ma se mi imbatto in una partita di calcio dove si punta solo a fare “possesso”, allora ci ripenso.

Ilgatto
Utente

NON sono un gioco,figurati…..e non sono d’accordo, non richiedono una particolare intelligenza, richiedono,piuttosto un particolare e preciso tipo di intelligenza,questo si! E comunque il calcio è più divertente degli scacchi,malgrado Guardiola.

MassimodiPortaalPrato
Utente

i finali sono così “standardizzati” che ad alto livello non si vedono quasi più. Smettono prima, tanto sanno già il finale a memoria…

soffici
Ospite

Non tutti i tipi di finali sono standard, anzi esistono finali (specialmente quelli di pedoni) che sono meno standard molte di aperture e posizioni medio gioco e che ci vorrebbero giorni di studio per capirli fino in fondo… e li si va con si il bagaglio tecnico acquisito ma “tocca” pensare altro che standard..

Ilgatto
Utente

Le aperture ormai sono tutte standard,purtroppo.I finali sono standard nel senso che se hai un vantaggio e non sbagli vinci, l’ altro non ha difesa.Ed è vero che devi pensare ma non in senso creativo,in senso matematico. In questa ottica parlavo di standard…..

MassimodiPortaalPrato
Utente

La penso come te, solo che non opporrei in maniera così drastica creatività e matematica.

Ilgatto
Utente

Non è questione di standardizzare, è che
si autogiocano, se mi passi il termine,devi solo conoscere la lingua…..

Ilgatto
Utente
Paolotto 14.50,senza dilungarmi,gli scacchi sono argomento noioso per molte persone,ci sono tornei di ” lampo” più note come ” blitz” o semi- lampo nei quali la partita dura rispettivamente 5 e 20 minuti,ed in 5 minuti giochi ” di prima” che più non si può…..le analogie tra scacchi e sport o anche tra scacchi e guerra hanno riempito migliaia di pagine,su tutte :”La psicologia negli scacchi” di Rueben Fine,scacchista a livello di Campionato del mondo e poi psicanalista Freudiano famosissimo,quindi avente doppiamente diritto di parlare di queste cose!Ma veniamo a noi: negli scacchi ad un certo punto devi concludere il tuo attacco altrimenti perdi perché l’avversario conclude il suo,e non di rado ” un tempo”, gergale,di vantaggio decide la partita,come nel calcio il possesso deve finire versus la porta avversaria,altrimenti non si fa gol e neanche si vince.Ovviamente. Da un certo punto in poi il compiacersi nei propri tocchi diventa… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

Da scacchista dilettante mi sento di dire che quando un giocatore attacca fondamentale è che tutti i pezzi siano adeguatamente protetti. La fase difensiva e quella offensiva sono strettamente legate. Si può poi giocare in tanti modi, attaccare in modo spregiudicato oppure difendersi pazientemente per poi contrattaccare. La scienza e i calcolatori hanno in parte rovinato la gioia del gioco riducendo il ruolo dell’intuizione. Bello il tuo ricordo Gatto.

Paolotto
Ospite
Interessanti osservazioni, Gatto. Degli scacchi so poco più di come si muovono i pezzi, e non mi è mai riuscito di giocarci seriamente, anche se ho letto qualcosa al riguardo in varie epoche della mia vita, con lunghi intervalli e sebbene ogni tanto mi siano stati regalati libri, scacchiere tradizionali ed elettroniche per giocare da soli. Pensa che ci insegnò gli scacchi, o meglio cercò di insegnarci, il nostro maestro delle elementari, un tipo molto trasgressivo per l’epoca, pecora nera (o rossa) di una nota famiglia di grandi industriali lombardi relegatosi volontariamente a fare il maestro elementare in Toscana. La preghiera iniziale della mattina ce lo faceva dire da soli e lui stava affacciato sul corridoio a fumare. Uno scandalo per tutta la scuola. Ricordo che, a scacchi, un mio compagno di classe riusciva a battermi sempre “di prima”, in poche mosse (temo sempre le stesse). Se anche negli scacchi… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

Anch’io ho giocato abbastanza da ragazzo, mi divertivo a sorprendere con mosse strane e poco ortodosse che rompessero la prevedibilità della partita.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Io a scacchi ci giocavo da ragazzo, facevo i tornei, passavo le notti sulle partite di Alekhine e Capablanca e ti posso assicurare che con le mosse strane e poco ortodosse a scacchi si vince solo con quelli scarsi-scarsi: con quelli bravi se non segui pedissequamente una delle aperture standard sei nella m***a dopo 7-8 mosse. Diciamo che con l’equivalente di ” non ho un terzino decente ma sono pieno di portieri e trequartisti e quindi compro un portiere e un trequartista ” a scacchi si fa poca strada. Mi sa anche a calcio.

Paolotto
Ospite

No, Massimo, nel calcio c’è chi ha fatto parecchia strada proprio in questo modo….

MassimodiPortaalPrato
Utente

Parecchia strada… gli è rimasta solo quella da Vernole a Firenze, perché mi sa che altrove si è bruciato. Diciamo che tutti si sono accorti che si fa i c***i suoi un po’ più del lecito.

Paolotto
Ospite
Ludwig (14.51), io non penso a nessuna punizione. Se si trattasse di distribuire punizioni si arriverebbe anche a Sousa, certo, ma bisognerebbe partire prima, da più in alto. Penso invece – a meno che, come dice Soffici, non si prosegua speditamente nel cammino E.L. – ad una separazione anticipata di comune accordo, nell’interesse di entrambe le parti. Questo ci aiuterebbe, se non a risolvere i nostri problemi attuali, a gettare meglio le basi per la prossima stagione. Il contratto scadeva a giugno? Bene, anticipiamo la scadenza a marzo ed amici come prima. Ognuno potrà cominciare subito a lavorare per il proprio futuro senza imbarazzi reciproci. Sui tre mesi di stipendio non sarà difficile mettersi d’accordo, tra persone civili. Mettiamo che la Fiorentina sia già su un allenatore nuovo. Se è libero, ottimo che venga subito, si guardi intorni, valuti la rosa, provi i giovani, dia indicazioni, si porti avanti col… Leggi altro »
MassimodiPortaalPrato
Utente

Se il nuovo allenatore è libero rischia di bruciarsi subito, se non lo è tanto vale tenerci Sousa, che nel valorizzare i giocatori è bravo. Kalinic,Alonso, Bernardeschi,Chiesa avranno complessivamente quasi decuplicato il loro valore con il portoghese.

Ludwig
Ospite

Sousa lascia, la squadra è abbandonata a se stessa, immaginiamo che occorrano alcune domeniche perchè il nuovo allenatore riesca a far capire le sue idee ai giocatori. La stagione volge alla fine, nel disinteresse di tutti. Non mi pare una soluzione logica, ed ha anche dei costi.

Uno che se ne intende
Ospite

Un precursore del possesso palla è stato Corrado Viciani, con il gioco corto della sua Ternana di inizio anni ’70. Motivato dal fatto (parole sue) che avendo degli asini come giocatori, non poteva permettersi lanci lunghi o gesti tecnici più impegnativi. E infatti sottoponeva i giocatori a fatiche asinine, con allenamenti di stampo zemaniano. Era un personaggio un po’ bohemien, amico di artisti come Cagli, Guttuso e De Chirico. Una volta, a un tifoso che gli dava del cornuto, rispose: «Tutto mi potete dire, questo no. Avete visto quanto è brutta mia moglie?”.

Belvaromana57
Ospite

Il concetto era quello: se dispongo di giocatori scarsi, faccio sviluppare un gioco basato su passaggi corti e semplici per limitare il margine di errore. Alla prima stagione in serie A fu sfortunato col mercato. Chiese un centravanti. Gli presero Traini che nel Perugia vestiva la maglia n.9. Solo che, in realtà, la vera punta era il n.8, si chiamava Urban
Traini non realizzò neppure una rete in campionato e la squadra retrocesse

Uno che se ne intende
Ospite

C’era anche il povero Beatrice, se non sbaglio.

Ludwig
Ospite

Me lo ricordo vagamente Viciani, ai precursori credo fino ad un certo punto, però.

Uno che se ne intende
Ospite

Strano, per uno storico. Comunque il gioco di Viciani anticipava davvero certi concetti, il centrale difensivo ad impostare, il possesso palla fatto di movimento e sponde, il pressing alto, le sovrapposizioni sugli esterni, c’è anche chi ha visto impressionanti similitudini con il Barca di Guardiola. Certo è più facile passare alla storia con Messi che non con Iacolino,

Ludwig
Ospite

Il possesso palla quando Montella l’ha portato in Italia nel 2012 era una autentica novità, a distanza di soli quattro o cinque anni non è più tale, molte squadre lo praticano, e tutti hanno imparato a contrastarlo. Prima o poi può darsi che la moda finisca e si torni ad altri modi di giocare.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Mi sembra che il tiki-taka sia già in parabola discendente, come del resto i suoi maggiori esponenti, il Barcellona e la nazionale spagnola.

Deyna
Ospite

In italia il possesso palla l’ha portato Luis Enrique, anche se con risultati inferiori quanto a punti.

Ludwig
Ospite

Enrique ci ha provato ma è stata una esperienza fallimentare, quindi sul piano storico penso che la Fiorentina di Montella possa essere considerata la vera apripista.

Ilgatto
Utente

Fu esperienza fallimentare perché andò a scontrarsi con le preferenze di Totti e DeRossi, che a Roma e nella Roma squadra sono la legge.O almeno a quei tempi lo erano.

Belvaromana57
Ospite
Molti anni prima Niels Liedholm vinse un campionato con la Roma praticando un gioco caratterizzato da trame fitte e prolungato possesso del pallone. Scelse all’uopo un austriaco assai capace e retrocesse Agostino Di Bartolomei a fare il libero con licenza di impostare, un po’ come il nostro Gonzalo Era un gioco che esponeva al contropiede ma lo svedese disponeva di uno dei più forti stopper degli ultimi cinquanta anni, che in precedenza aveva dato un grande contributo alla Fiorentina splendida di Picchio De Sisti. Impareggiabile nei recuperi difensivi Montella sotto questo aspetto è stato un innovatore relativo: più che altro ha introdotto un cambio di mentalità che ha consentito alla squadra di affrontare l’avversario in trasferta con lo stesso piglio delle partite in casa. Si potrebbero citare tante partite: una che ricordo con particolare piacere, fu una vittoria splendida a Verona, con Juan Guillermo Cuadrado Bello sugli scudi Penso sia… Leggi altro »
Uno che se ne intende
Ospite

Ho letto un libro sulla storia dei tecnici della Fiorentina, basato sui contributi personali dei giocatori. Viene fuori che il primo ad occuparsi seriamente di tattica e di preparazione atletica fu Liedholm. E poi la Roma, va bene. Ma anche il Milan della stella, con un unica punta, tre mezzepunte (Rivera, Antonelli e Bigon) a sostegno e un terzino (Maldera) attaccante aggiunto. E tutti i campioni che ha scoperto. Di Liedholm si ricorda spesso il personaggio, ma come allenatore è stato un grandissimo.

Ilgatto
Utente

Guarda,Liedholm è stato un grandissimo allenatore,il resto è materiale TV,ci mancherebbe altro!

Ludwig
Ospite

Grandissima la personalità di Liedholm, mi corre obbligo dire che anche lui era inquietato dalle eccessive ambizioni dei fiorentini, che non gli sembravano mai contenti.

Ilgatto
Utente

Alla lettera: “Firenze è il posto dove se vinci 3-0 ti chiedono perché non hai vinto 4-0”. Questa la frase di Liedholm, letterale.

Paolotto
Ospite

Una delle più belle vittorie in trasferta della Fiorentina di Montella fu il 2-1 a Roma sulla Lazio, al primo anno (2012-2013). E comunque è vero che con Montella si è cominciato a vincere spesso in trasferta.

Ludwig
Ospite

Si parlava di calcio spagnolo ma in Italia non si praticava, il Barcellona era considerato un modello non riproducibile. Montella ha studiato il calcio di Guardiola e l’ha esportato in Italia. Prima di lui ci aveva provato Enrique ma senza successo. Dunque non un innovatore assoluto, certo, ma paragonabile a quei pittori che trasferiscono uno stile da un paese all’altro.

Deyna
Ospite

Del calcio di Guardiola, Montella ha importato in italia il solo possesso palla, lasciando in Spagna [o in Germania] pressing e movimenti offensivi.

Ilgatto
Utente

Il calcio offensivo di Guardiola traeva anche vantaggio dalla presenza di Iniesta e Messi, magari…..

Ludwig
Ospite

Non era obbligato a riprodurre pedantemente il calcio di Guardiola. Comunque i movimenti offensivi nel calcio di Montella non sono affatto banali.

Paolotto
Ospite
Interessante parallelo tra scacchi e calcio, quello di Soffici (11.56, sotto Chiarificatore 7.40). Il gioco degli scacchi è uno sport mentale tra i più crudeli, che giunge al risultato attraverso la soppressione fisica, freddamente calcolata, degli avversari e dei propri stessi combattenti, sacrificati senza pietà per il fine ultimo. Difficile immaginare, se non tra principianti, una risoluzione finale prima che siano stati eliminati molti combattenti sulla scacchiera – quando poi, in campo quasi del tutto libero, chi ha saputo crearsi la superiorità alla fine ha ragione del re. Lo scacchista si muove con passi felpati, insidiosi, ma violenti. Più la manovra è complessa – e quindi lenta – più ha probabilità di successo. L’uso accorto del tempo, l’esasperato e calcolato tergiversare, è anch’esso un’arma contro l’avversario. Uno scacchista che giocasse in velocità, “di prima”, sarebbe destinato ad una altrettanto veloce soccombenza. Credo che non ne esistano. Il calcio invece è… Leggi altro »
soffici
Ospite

Grazie per l’apprezzamento al commento Paolotto, il parallelo è molto vago ed improprio in effetti solo volevo spiegare come nel gioco del possesso palla non si punti diretto a rete perchè si mira piuttosto ad un “vantaggio” indiretto che è quello di conquistare metri , eventualmente spazi o stancare l’avversario… la similitudine era dunque solo nella ricerca del vantaggio indiretto piuttosto che cercare subilto il- passaggio in profondita il -tiro il -goal

Ludwig
Ospite

Esisteva un tempo una tattica degli scacchi che velocizzava la partita mediante sacrifici di pezzi importanti, la utilizzava Walter Benjamin se non ricordo male. In comune calcio e scacchi hanno soprattutto l’esigenza dell’equilibrio, non puoi attaccare senza coprirti contestualmente.

Belvaromana57
Ospite

La Fiorentina di inizio stagione era più prudente ed equilibrata, forse per dare tempo agli ultimi arrivati di assimilare gli schemi. Difesa molto più bassa che non superava quasi mai la metà campo. Così sono venute le vittorie sulla Roma, il pari a Salonicco e la qualificazione al girone EL, molto più tranquilla rispetto all’anno scorso. In questa fase le critiche principali riguardavano Tata che era, ovviamente, più sollecitato
Poi Sousa è passato alla pretesa di imporre la “dominanza”, da lui denominata, in casa e fuori
Risultato: la media realizzativa è rimasta la stessa, i goal subiti molti di più
E sono cominciati i processi ai singoli difensori
Quello che vorrei capire è se la dominanza è un modo per infondere fiducia in sé stessi ai giocatori ( e di riflesso motivarli) oppure è un modo ( o per meglio dire un tentativo) di mostrare la bravura del tecnico, così meritevole di piazze importanti

Ludwig
Ospite

Quando Sousa dice che dobbiamo imporre il gioco ed andare a vincere su ogni campo esprime una visione che condivido, ma cercare di vincere e di imporre il gioco non vuol dire cadere preda degli avversari come spesso ci capita. Ai tempi di Montella la Fiorentina grazie al possesso palla subiva pochissimo, almeno fino a quando il centrocampo reggeva.

MassimodiPortaalPrato
Utente

tra un centrocampo Pizarro-Aquilani e Borja ( nei loro cenci…) e l’attuale c’è una bella differenza.Quelli, pur non essendo dei fulmini, il pallone lo sapevano far girare molto più velocemente. Questi lo stesso lavoro lo fanno al rallentatore. E non credo sia un problema di allenatore ma di abilità individuale dei calciatori.

BerardoViola
Ospite
Storie di due partite e di due allenatori. Sousa contro Montella. La Fiorentina contro il Milan. La prima fu giocata in settembre al Franchi e finì 0-0 dopo un rigore sul palo di Ilicic. Nonostante un possesso palla dei viola del 62%. Il Milan si difese cercando alleggerimenti, anche pericolosi, in contropiede. Secondo le statistiche si giocò per più di 59 minuti di tempo effettivo, un enormità, quando la media della Serie A è intorno ai 50 minuti giocati sui 95 e mezzo dal calcio di inizio al triplice fischio finale. Negli ultimi due anni la Fiorentina è prima o tra le prime in questa statistica e quest’anno solo quattro partite hanno superato i 60 minuti di gioco e in tutte e quattro è stata protagonista la Fiorentina. Il Milan di Montella invece è ultimo col Cagliari per tempo di gioco effettivo e, stranamente, specialmente negli incontri casalinghi. Al ritorno,… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

Mi pare una analisi esagerata Berardo. Come se l’ostruzionismo del Milan avesse davvero impedito alla Fiorentina di passare. La verità è che nel secondo tempo non siamo mai stati pericolosi. Sousa si è presentato con una organizzazione spiccatamente difensiva, con quattro difensori bloccati a fondo campo, e quando con questa squadra votata a difendere ha dovuto fare la partita non c’è riuscito.

BerardoViola
Ospite

Ho trovato geniale l’intuizione di Montella. Non importa chi ha la palla, giocando 41 minuti invece di 59 si segnano meno goal ma anche se ne prendono meno. Se si applica questa strategia quando si è in vantaggio si aumentano sicuramente le possibilità di successo della propria squadra.
Non siamo stati pericolosi nel secondo tempo, a parte l’occasione capitata a Sanchez. Hai ragione a far notare questo, Lud. Ma le occasioni non possono essere le stesse se si gioca solo 11 minuti su 45 (più 5) di recupero e sembra che questa sia una costante del Milan di Montella di quest’anno..

Ludwig
Ospite

Non ho visto questo ostruzionismo del Milan, che non è il Crotone, Berardo, e non mi pare che si possa accampare questo alibi per la nostra sconfitta.

BerardoViola
Ospite

era per celebrare Montella non per creare alibi per noi che non ne abbiamo. Niente ostruzionismo quindi, quanto nuovi approcci al calcio e non solo con noi, un trend di cui abbiamo parlato fin dalle prime partite e che in un primo momento si attribuiva solo alla fortuna..

Ludwig
Ospite

E’ un gioco più prudente ma l’aggettivo ostruzionistico mi sembra esagerato. Ci sono altre squadre che praticano legittimamente l’ostruzionismo e sono quelle che si trovano nelle zone basse.

BerardoViola
Ospite

Anche se è pur vero che ho visto Salcedo dover andare a prendersi la palla per poter battere un fallo laterale, ostruzionistico non è un termine che ho usato, ho parlato piuttosto di nuovi approcci al calcio di Montella.
Il possesso palla del Milan e’ più basso di quello del Palermo, per dire.
Per ora le statistiche vedono la Fiorentina che gioca e fa giocare e ha ben quattro partite sopra l’ora di gioco.
Milan e Cagliari hanno cinque incontri ciascuno sotto i 45’. Domenica sera i minuti sono stati 41.
Un dato su cui riflettere, perché, come si vede, ha portato a buoni risultati che per ora hanno mantenuto Montella sulla panchina del Milan mentre Sousa invece è in predicato di andare via.

Ilgatto
Utente

Soffici 11.56, se parli di scacchi è perché sai giocare,nessuno che non sa giocare ne parla con competenza,quindi sai già che oltre ai vantaggi materiali,che so,il pedone in più, o di posizione,esiste ” il tempo” di vantaggio, che non di rado si rivela determinante quanto,se non più,
un pedone che può anche essere stato ” sacrificato”.Il tutto per vincere,ovviamente.Anche nel calcio,come negli scacchi, esiste ” il tempo”, anticipare quanto più possibile l’ arrivare in attacco e tirare in porta è determinante quanto il possesso palla se non di più. Per meglio dire: la densità in mezzo al campo serve se con POCHI passaggi si va in porta,ovviamente non un gol ad azione ma un tiro si,altrimenti migliorano le percentuali ma non si segna e se non si segna non si vince.

soffici
Ospite

In realtà il vago parallelo era sul possesso come gioco posizionale e quindi l’opposto del gioco veloce e aperto che si ottiene talvolta con un sacrificio… comunque era solo per parlare dei vantaggi indiretti di un tipo di gioco come quello basato sul possesso palla non finalizzato all’mmediata conclusione in porta. Poi il discorso sulla densità lo fatto in realtà come tecnica in contrapposizione al possesso palla. Per farla semplice ci si allarga per costruire ci si stringe per impedire le trame di gioco… ma adesso questo è in parte superato da tecniche molto più complesse ed articolate. Il Siviglia di Sampaoli per esempio riesce ad allargarsi e stringersi ma lo fa talvota non coinvolgendo tutti i giocatori simultaneamente ma con contro movimenti collettivi in modo per nulla scontato..

Ludwig
Ospite

Non riesco a ritrovare il post di Soffici. Certo, sacrificare un pezzo è un modo intelligente di giocare a scacchi. Ecco perchè si potrebbe dare matto anche vendendo Kalinic. Per quanto riguarda lo stile di gioco, il possesso palla implica necessariamente una certa lentezza nell’andare in porta (ci si va con molti passaggi più di quelli strettamente necessari e spesso seguendo una linea non retta, v. post sul Barocco), ma ci sono dei vantaggi.

Ilgatto
Utente

P:S: :apprezza il “fosero”,ti offre ampio margine di intervento.

Ilgatto
Utente

Francesco 10.10,il tuo post è magnifico,a largo spettro,direi.Tu elimini varianti ovvie come un errore nello scrivere sul pc in un post non ri-letto ,un modo scherzoso/sarcastico di errare grammaticalmente per fare il conto dei maestri in rete,ed intervieni,educatore,a “chiedere lumi” al peccatore,sbigottito,anzi no,attonito,per la forma intollerabile di errore.Ce ne fosero in giro di persone come te,ce ne fossero…….!

Francesco
Ospite

Per me Sousa ha già dato, il resto son discorsi. Lo caccerei subito, panchina a Guidi, i vecchi risparmiati per l’ Europa se si va avanti e dentro i giovani, per metterli alla prova per l’ anno prossimo..

Paolotto
Ospite
Sia pure detto in parole più crude, questo è anche il mio pensiero. Vediamo quali prospettive potranno esserci in E.L., anche se non credo che ci si possano fare soverchie illusioni. Poi, non “caccerei” Sousa: nel reciproco rispetto degli interessi delle due parti, concorderei un modo amichevole di risolvere anticipatamente il rapporto, prospettiva che può essere utile a tutti. A Sousa per potersi liberamente muovere in anticipo in funzione del suo futuro, alla Fiorentina per poter contare su una soluzione interna con la quale, sotto la supervisione di Antognoni, poter fare tutti gli esperimenti necessari finalizzati a valutare tutta la rosa a disposizione per poter poi scegliere chi tenere e chi liberare. Si tratta, in quest’ultimo caso, di una operazione che è bene che sia compiuta dalla società in prima persona (tramite Antognoni, appunto, e un allenatore che vada in panchina), poiché un allenatore che sa già di non essere… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

Questa soluzione “punisce” Sousa in modo forse anche eccessivo ma non ci aiuta a risolvere i nostri problemi.

soffici
Ospite

Per mandare via Sousa si dovrebbe aspettare almeno di uscire dalla EL. Non ha senso far guidare la squadra in partite che comunque hanno una rilevanza internazionale come quelle della EL da un’allenatore che non ha ancora allenato una squadra professionistica in carriera. Quando saremo fuori da tutto questo discorso lo si puo’ anche pensare di fare, ma prima no. Oltretutto rischierebbe di essere un boomerang per lo stesso Guidi e per la societa’ nel suo complesso. Un rischio che puoi decidere quando non hai piu’ nulla da perdere. Intendiamoci non si vincera’ nulla, ma comunque una dignitosa partecipazione in EL ed in campionato vuol comunque dire basi economicamente piu’ solide anche per cambiare tutto l’anno successivo.

Ludwig
Ospite

Con Sousa si deve discutere riguardo all’anno prossimo, mandarlo via ora ha poco senso, costa comunque dei soldi ed il risultato è molto dubbio.

Paolotto
Ospite

Giusto, finché si procede in E.L. non ha senso risolvere anticipatamente il rapporto con Sousa.

Ludwig
Ospite

Concordo con le tue osservazioni sull’Atalanta Chiari (è un mito), e sul fatto che non si affossa l’idea del possesso palla solo perchè quest’anno non ha funzionato. Credo invece che difficilmente Sousa sarà riconfermato.

Chiarificatore
Ospite

Poi ci sono i soliti tafazzi viola che, per screditare quanto sta facendo la Fiorentina, l’hanno scorso ci hanno tritato i marroni col Leicester, e quest’anno si sono buttati sull’Atalanta. Ogni anno, in Italia o in Europa, una si trova, l’importante è non parlare più di quella dell’anno prima che nel frattempo è rientrata nei ranghi.
Si chiarissero almeno le idee. Vogliono una Fiorentina più spendacciona o più provinciale?

Paolotto
Ospite

Io vorrei una Fiorentina che spendesse il possibile – né di più né di meno – programmando con intelligenza e competenza i propri investimenti. Che non fosse “provinciale”, perché questo non è sicuramente nelle sue dimensioni sportive, attestate dai suoi novantanni di storia, complessivamente ben al di sopra delle dimensioni del proprio bacino di riferimento. Che si ponesse obbiettivi sportivi un pochino superiori a quelli insiti nel proprio potenziale, perché questa mi pare l’anima indefettibile che deve sorreggere ogni sana ed appagante competizione sportiva.
Essere quel che siamo non può incarnare un obbiettivo sportivo.
E’ come fare possesso al solo scopo di non far tenere la palla agli avversari: se è così, si può anche fare un’altra cosa e lasciar perdere lo sport.

soffici
Ospite

Esiste una realta’ in Europa che credo partendo da budget, bacino di utenza e quant’altro simili a quelli della Fiorentina sta continuando a brillare nel tempo; e’ il Siviglia. Ma certo e’ un caso piu’ unico che raro. Probabilmente Monchi e’ un genio o comunque si e’ creata una situazione particolare ed eccezionale. Certo sperare in un destino simile e’ forse chiedere troppo ma sicuramente si puo’ far meglio a parita’ di spesa. Con i livelli di spesa di qualche anno fa siamo stati mediamente molto di piu’ forti di una provinciale, con i livelli di spesa attale se non si migliora la gestione rischiamo di (ri)diventarlo.

Ludwig
Ospite

Le squadre spagnole come il Siviglia, il Valencia, l’Atletico di qualche anno fa sono quello che la Fiorentina potrebbe essere e non è.

Francesco
Ospite

Hanno scorso?

Chiarificatore
Ospite

E’ evidente che si tratta di un refuso. Reso ancora più evidente dal fatto che nello stesso commento ho scritto la stessa parola altre tre volte correttamente.

Ilgatto
Utente

E gli rispondi anche……

Ludwig
Ospite

Francesco un refuso ci sta!

Chiarificatore
Ospite

Capisco che se siamo qui siamo tutti un po’ bambini ai quali piace giocare alle figurine.
Ma, santi ragazzi, volte spiegarmi il gusto nel disquisire su un altro ipotetico allenatore quando, in ogni caso, si tratta, nei prossimi mesi, di provare, con questo allenatore, a raggiungere risultati importanti in sé e per il nostro futuro?
Non fosse altro che solo da cosa succederà da qui a fine campionato dipenderà se ci sarà o no un nuovo allenatore e, nel caso, chi sarà.
E stesso discorso si può fare per i calciatori.

Chiarificatore
Ospite

Dire basta, non serve il possesso palla, dopo una sconfitta come quella contro il Milan è come dire, dopo un investimento fallimentare, basta, non servono i soldi.
Per non considerare l’aspetto ridicolo nel preferire che la palla ce l’abbia l’avversario.
Ci si chieda come mai le squadre che fanno meno possesso palla sono in fondo alla classifica e quelle che ne fanno di più sono in cima.
Il punto, rispetto a noi, è che le tre che stanno davanti il possesso palla lo utilizzano meglio di noi.
Oppure basta cogliere la differenza che c’è tra il necessario ed il sufficiente.
Ma basta anche essere consapevoli, esattamente come lo sono le squadre più forti, più vincenti, che per fare gol la palla bisogna possederla.
Tutto molto elementare, Watson.

Paolotto
Ospite

Chiarificatore, il possesso palla deve essere un mezzo, non il fine.
Il fine del gioco del calcio è fare gol, non quello di tenersi la palla tra i piedi senza sapere cosa farsene.

soffici
Ospite
Anche negli scacchi il fine e’ il matto ma si vince anche posizionalmente e con piccolissimi vantaggi materiali che sono tentativi, approcci o preparazioni per un finale vantaggioso. Il possesso palla ha diverse chiavi di lettura puo’ essere letto come tecnica per far stancare l’avversario, come tecnica difensiva, come tecnica per far aprire l’avversario e aspettare lo spazio giusto oppure per avere piu’ feeling con il pallone rispetto all’avversario. Naturalmente ormai ci sono tutte le contromosse e le controindicazioni. Il possesso spesso risulta non essere una tattica efficace per tutta una serie motivi. Il modello “Barcellona” e’ sicuramente un po’ in crisi. Ma ci sono tipi nuovi di possesso figli anche di quel modello che continuano ad essere efficaci. Ho visto recentemente il Siviglia che per esempio riprende parzialmente l’idea “barcellonesca” di utilizzare gli esterni difensivi larghi e molti bassi per avviare il disimpegno ma lo fa piu’ velocemente e… Leggi altro »
Chiarificatore
Ospite

Appunto, un mezzo, e indispensabile se vuoi fare gol.
A meno che non pensi di vincere con gli autogol dell’avversario.
Quindi perché dire basta col possesso palla?
Che poi non sia sufficiente, come ho già detto mille volte, è ovvio.

Paolotto
Ospite

Bene, in questo siamo d’accordo.
“Basta possesso!” è un grido di dolore che sorge in me spontaneo quando vedo la rassegnata impotenza di tante manovre impacciate che stentano ad andare oltre la tre quarti, con tutti i nostri giocatori fermi e coperti dagli avversari, ai quali si è dato tutto il tempo di prendere posizione per l’indisponente lentezza delle nostre – per così dire – “ripartenze”.
Ovviamente, neppure io penso che si possa fare gol se la palla la tengono sempre gli avversari, a meno appunto di sperare su tante autoreti.

Ludwig
Ospite

Allenatori: c’è chi dice che arrivare a Sarri è impossibile per via della clausola rescissoria. Beh certo la Fiorentina non andrà ad insidiare un Sarri confermato pagando clausole di milioni di euro. Potrebbe invece nutrire speranze se Sarri e De Laurentis decidessero di separare le loro strade autonomamente.

Ludwig
Ospite

Mi pare un mito anche quello dei giocatori fuori ruolo, a Milano non c’erano giocatori fuori ruolo.

Uno che se ne intende
Ospite

Prima di pensare all’ organico, bisognerebbe capire qual’è l’ obiettivo che gli si pone. Io vedo ad oggi cinque squadre superiori, Juve, Roma, Napoli, Inter e Lazio, una che presumibilmente lo diventerà per capitali immessi (Milan), un’ altra che non lo sarebbe ma, al contrario di noi, ha una programmazione tecnica minimale ma chiara (Atalanta). Prendo atto che parlare di Champions è come nominare il diavolo, ma così anche l’ Europa minore è un’ impresa da sudare con una squadra da rifondare. Si è perso tempo e obiettivi, quello che infastidisce è che la lezione del post-Prandelli non sia servita a nulla.

Paolotto
Ospite

Chi sa di essere settimo al mondo nei cento metri piani, non va alle Olimpiadi con l’obbiettivo arrivare settimo. Se ci va, ha l’ambizione almeno del bronzo, pur consapevole di doversi superare. Altrimenti sta a casa. L’importante non è vincere, ma partecipare. Ma l’essenza dello sport, come della vita, è “superarsi”.
Quindi penso che l’obbiettivo della Fiorentina debba essere almeno la qualificazione per la Champion’s.
Non vedo i Della Valle accettare rassegnati ancora a lungo di stare qui a galleggiare come dei Preziosi qualsiasi, e peggio di un Lotito. A questo punto, se restano, dovranno darsi degli obbiettivi consoni al loro rango.

Ludwig
Ospite

Si chiude un decennio in cui, per un verso o per l’altro, alcune delle grandi squadre erano in crisi, dapprima la Juve ha avuto problemi giudiziari, poi è iniziata la crisi di Inter e Milan. In questo momento tutte le squadre che sono davanti a noi sono sane e competitive. Dunque tutto è diventato più difficile, anche perchè la Fiorentina ha investito di meno.

lapalisse
Ospite
Riprendo il discorso, intrigante anche se per ora molto ipotetico, cominciato poco fa da Paolotto sulla squadra del futuro. Ipotetico per il budget a disposizione, per le idee del mister che ci sarà, per quanto ci può dire quel terzo di campionato ancora da disputare. Per me due reparti sono abbastanza delineati: in porta Sportiello con il vecchio Tata, gioca chi è più convincente: non è una prospettiva da entusiasmo, ma al mondo c’è di peggio. Delineato anche il centrocampo, con Sanchez, Vecino, Borja, Saponara, Cristoforo e da aggiungere la famosa X paolottiana: se l’X è davvero buona mi sembrerebbe un forte reparto per i nostri stessi esigenti palati. Su una fascia indiscutibilmente Chiesa, sull’altra mettiamo una Y. Trequartisti Bernardeschi, Hagi o lo stesso Saponara ovviamente: questi ce li invidiano in molti, speriamo che continuino a invidiarceli. Poi arrivano le note dolenti: la difesa, escluso Astori, è tutta da ripensare,… Leggi altro »
Paolotto
Ospite

Quattro o cinque decine di milioni. Proprio per questo mi pare ormai imminente un chiarimento definitivo, come ho già accennato in passato. La ricostruzione della squadra sarà onerosa, non si potrà più andare avanti con una toppa di qui e una di là, perché ora serve un tessuto nuovo, le toppe sulle toppe non ci stanno. Non potranno ormai ripetersi i Tino Costa, i Verdù, i Kone e i Thiago Silva.
Se i Della Valle vogliono proseguire, possono ormai farlo solo rigenerando convinzione, motivazioni, obbiettivi, perché sanno che – se restano – questa volta hanno da frugarsi per davvero.
E’ una speranza ed un timore. Saponara alimenta la prima.

Belvaromana57
Ospite

Nella X paolottiana servirebbe un trascinatore, un uomo carismatico in grado di prendere in mano la squadra nei momenti critici
È singolare che, oggi, il trascinatore sia l’ultimo arrivato di 19 anni. Per motivi contrattuali e di usura Gonzalo Borja e, Badelj ( ossia la spina dorsale della squadra assieme al portiere e a Kali) sono al di sotto dei loro standard di rendimento

Ludwig
Ospite

Anche Bernardeschi mi sembra un trascinatore.

Ludwig
Ospite

Vedo prioritaria la scelta del modulo, da qui bisogna partire sperando di trovare gli eredi di Pizarro e Cuadrado. Ho già detto i giocatori, o meglio i profili di giocatore, che mi interessano di più, un grande regista di centrocampo, con doti difensive e offensive ed un esterno di fantasia davvero forte.

MassimodiPortaalPrato
Utente

E comunque sia, non se c’è qualcuno che potrebbe fare tanto meglio di Sousa con una rosa così raffazzonata, piena di doppioni e scoperta in più ruoli. Vita dura: se mette Tomovic lo massacrano, se non lo mette pure…

Ludwig
Ospite

Durante l’estate la rosa, d’accordo con l’allenatore, si cambia e si rinnova anche, ripeto, senza spendere nulla, con le cessioni e i cambi.

MassimodiPortaalPrato
Utente

Sousa ogni volta che parla ribadisce che lui sul mercato non ha messo bocca.

Ludwig
Ospite

Si è appellato però ad una promessa che aveva ricevuto dalla società: nessuno sarebbe stato venduto. In pratica per mantenere questa promessa la società non poteva comprare nessuno.

Ludwig
Ospite

Riscrivo i dati relativi al possesso palla nel primo tempo: nel primo quarto d’ora la Fiorentina ha un possesso palla superiore: 4,48 contro 3.46, nel secondo quarto del primo tempo prevale il Milan 4.27 contro 3.55, nel terzo quarto torna a prevalere la Fiorentina,4.54 contro 3.33. Credo che il dato sia espresso in minuti e secondi.

BerardoViola
Ospite

Lud, lascerei in pace le statistiche. Quelle a cui ti riferisci, della EBD, si basano su un possesso palla “effettivo” di meno di 26 minuti nel primo tempo e meno di 16 nel secondo, con un primo tempo 54 a 46, il secondo 64 a 36, per un totale di 58 a 42 possesso palla per la viola e tanto tempo perso.
Quelle riportate dal sito ufficiale della Fiorentina, che usa le statistiche della OPTA, parlano di un 61.6 a 38.4.
Ovviamente il Milan si è difeso meglio e ha colpito in contropiede segnando al 15′ al primo traversone alto dalle fasce e al 30′ al primo errore di Borca Valero.
Sono i goal che decidono il possesso palla più che il modulo. Mi sembra lapalissiano.

Ludwig
Ospite

Berardo, io me la sono presa contro il dato esagerato di un possesso palla del Milan intorno al 30%. Analizzando i dati del primo tempo vedi bene che il Milan è al 46% di possesso palla. Sta a quel punto maturando già la scelta di Montella di chiudersi dopo il vantaggio: ma dopo appunto non prima, anzi tra il 15′ ed il 30′ del primo tempo, nel momento cruciale, è il Milan ad attaccare.

Paolotto
Ospite

Abbasso il controllo palla, evviva la velocità per andare in gol.

BerardoViola
Ospite

Si. Non se ne può più di tutti questi passaggetti, di questo calcio-balilla. Fortunatamente giovedì si rigioca.
Montella aveva preparato la partita benissimo. Più di quello che le statistiche dicano.
Il possesso palla sembra simile della partita di andata, 38.6 allora. 38.4 ieri sera.
Ma i minuti giocati al Franchi, secondo le statistiche della Lega, furono 59.36 a Firenze, 41.25 ieri al Meazza. Insomma ci ha imbrigliati ben bene.
In pratica, per andare a vedere neanche mezza partita della sua adorata viola in tribuna con Galliani, Diego Della Valle ha speso una fortuna.
Buona fortuna per quelle quattro o cinque decine di milioni. Ha legato le mani al Mago di Vernole, te chi pensi di essere, Houdini?

lapalisse
Ospite

Houdini proprio no, so solo slacciarmi le stringhe delle scarpe. Però nella mia ipoteticissima delineazione di una squadra futura da rinnovare a fondo e abbastanza bene, mi era venuto voglia di quantificare anche l’impegno economico. E al proposito anzi aggiungo che questa cinquantina di milioni la intendevo al netto, senza le percentuali vampiresche di procuratori e mediatori di vario genere. D’altra parte tra i partenti un gruzzolo cospicuo si può sempre ricavare, diciamo minimo una trentacinquina di milioni (che i cinesi ci avrebbero già offerto sull’unghia per il solo Kalinic ). Sono, s’intende, discorsi da bar, anche se il nostro bar-blog è di classe, con arredamento un po’ vintage. Poi certo chi decide sono i padroni del vapore, per i quali però non vedo quale interesse abbiano a restare proprietari di una squadra mediocre.

Savonarola
Ospite

Stagione finita. I Della Valle ci condanneranno ad un eterno anonimato e chi li sostiene finirà i suoi giorni tra atroci tormenti di coscienza.

maffe
Ospite
Ieri spettacolo ! Si è visto il bel gioco, rapido, spumeggiante, fisico, pieno di schemi offensivi in velocità senza necessità di andare al dribbling, senza fenomeni in campo. Si è visto un gioco rivoluzionario, sbarazzino e divertente. A domanda nel post-partita: “Per me (il calcio) è cambiato perchè ci sono squadre che “fanno moda”. Ai tempi miei c’era l’Ajax che ha fatto la moda. Ora (la moda) la fa più il Barcellona o Guardiola, ché molte squadre giocano sul possesso palla, su ritmi lenti. A me conviene perchè io faccio ritmi diversi. Cinque anni fa ho detto che sono 20 anni davanti a loro. Ci ho ancora 15 anni”. Sono fortunato io perchè mi sono sintonizzato questo week end sulla partita di Pescara! Non trovo gusto nel vedere squadre che fanno possesso palla e rendono una partita più simile a una di calcio balilla, meno ad un match sportivo. In… Leggi altro »
Ilgatto
Utente

Concordo.Non sminuire però il calcio balilla,uno dei giochi più divertenti della storia!

BerardoViola
Ospite

Il modulo del calcio balilla è il 2-5-3. Quello che lo caratterizza è il fatto che le tre linee possono muoversi a piacimento ma solo lateralmente e mai verticalmente. Guardando PSG-Barca della settimana scorsa, questa limitazione mi è parsa evidente nella squadra clamorosamente sconfitta.

Ludwig
Ospite

Zeman poteva essere al posto di Guardiola, ad allenare club d’importanza mondiale e a giocarsi le Champions League, se non è così dobbiamo domandarci perchè Maffe.

Paolotto
Ospite
Pensando al prossimo campionato, la questione del portiere è stata decisa con Sportiello, evidentemente ingaggiato per fargli fare il titolare. Dietro a lui Dragowski, anche se probabilmente il polacco non gradirà molto di fare la riserva ad un titolare giovane ed appena arrivato, il quale quindi, se non fallisce subito, “chiuderà” il ruolo per qualche anno almeno. Ma tant’è, coi portieri non ci sono evidentemente problemi di bilancio che tengano. In difesa occorre un sostituto di Gonzalo, che probabilmente se ne andrà. Mancano poi un laterale difensivo destro ed uno sinistro, perché né Salcedo, né Milic, né Olivera mi paiono all’altezza dell’ottava squadra del campionato italiano. Difesa a 4: “Tizio; Caio; Astori; Sempronio”; riserve, Salcedo, Tomovic e un altro utilizzabile a sinistra, giovane ma pronto. Ne mancano tanti tutti insieme? Certo, frutto della tattica malaccorta seguita negli ultimi mercati. Chi meno spende, alla fine più spende. A centrocampo diamo per… Leggi altro »
Thor
Ospite

È quella X a centrocampo che mi preoccupa. Mi sembra veramente difficile trovare un nuovo Pizarro: dopo la sua partenza non è stata più la stessa cosa.

Ludwig
Ospite

Pizarro era un regista, non si è mai cercato un altro regista, fra l’altro sono rari. Unica eccezione, Cigarini, che alla Fiorentina interessava ma che non è mai arrivato.

Deyna
Ospite

E meno male che non s’è preso! Fallito quando ha tentato di fare il salto in grosse squadre [Sevilla e Napoli], retrocesso a semiriserva nell’Atalanta, addirittura a soli 30 anni non gioca più nemmeno alla Sampdoria…

Ludwig
Ospite

Il problema è che i giocatori con capacità geometriche che giochino davanti alla difesa sono ormai una rarità. Cigarini era indubbiamente una promessa, non è detto che certi fallimenti siano colpa solo del giocatore. Vedi Jovetic, da molti dato per finito, si è inserito molto bene nel calcio spagnolo.

Paolotto
Ospite

Preoccupa anche me, ma se parte Badelj il problema c’è tutto. E Borja purtroppo mi pare che si stia pian piano spegnendo atleticamente e mentalmente. Per quest’ultimo, c’è già Saponara: un opportuno anticipo di mercato, ma per Badelj bisogna intervenire. Per questo ci vorrebbe già l’allenatore nuovo, fare dei programmi, sapere se e quanto la società potrà investire, quanto ricaverà dalle cessioni. Siamo di nuovo, come dopo Mihajlovic/Delio Rossi, nella necessità di rifondare. Non so se siamo pronti, non solo con le disponibilità, ma anche con la struttura chiamata a provvedervi. Per me Corvino non è adatto a costruire una squadra, ma solo a fare trading commerciale. Ed in questo modo, quando va bene, ti ritrovi con doppioni, lacune e ambiguità tattiche: proprio come adesso.

Ludwig
Ospite

Speriamo che Saponara interessi al nuovo tecnico.

Paolotto
Ospite

Nel mio mondo ideale, Saponara è stato preso perché interessa al tecnico 2017-2018.
Ma purtroppo il mondo non è mai ideale.

Ludwig
Ospite

Intanto va visto se il modulo sarà lo stesso, in generale credo che la campagna acquisti dovrà portare cambiamenti radicali come già è successo dopo l’anno di Delio Rossi.

Paolotto
Ospite

Proprio così, occorrono cambiamenti radicali nella rosa. Quanto al modulo, si potrà discutere sulla difesa a quattro o a tre ecc. e occorrerà avere le idee chiare: per questo serve scegliere subito chi sarà l’allenatore e cominciare a lavorarci in funzione del rinnovamento profondo dell’organico. Tuttavia bisognerà anche disporre di qualche freccia alternativa per adattarsi alle necessità contingenti, non mi impiccherei ad un modulo senza possibilità di mutarlo all’occorrenza.

Ludwig
Ospite

Sousa ha basato la squadra su alcune idee chiave come il terzino basculante ed il trequartista, idee buone, ma che non hanno funzionato, almeno nel nostro contesto tattico. L’evoluzione del calcio si coglie nel fatto che il 4-3-3 appare già in parte superato. D’altronde ormai tutte le squadre adottano certi principi di gioco.

BerardoViola
Ospite
Questione allenatori. Dunque, nove allenatori in dodici anni di A. Non mi sembra che Sousa sia stato molto peggio dei bravissimi Mondonico e Zoff. O meno aziendalista di Prandelli e Montella. Nel teatrino della mediocrità si è ancora distinto il catenacciaro Montella. 38.4% il possesso palla del suo Milan a Firenze, salvato allora dal palo sul rigore di Ilicic. 38.6% il possesso palla ieri sera al Meazza con il falso nove trasformatosi in scomparso nove e il 4-3-3 tutto nella sua metà campo per quasi tutta la partita. Bravo. Questione DS. Prade’ vende Savic all’ultimo giorno di mercato, Corvino Alonso. C’è chi pensa che le operazioni coraggiose dei DS vengano bocciate in alte sfere o dall’allenatore. Sarà. Chiederei però qualche riscontro anche a Sousa. Questione Diego. Chissà che gli passa per la testa. Non credo che la Fiorentina sia una priorità. Non certo la trattativa per lo stadio, che ha… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

Come ho scritto Berardo il Milan e la Fiorentina nel primo tempo come possesso palla si sono equivalse. Solo nella ripresa, trovandosi in vantaggio, Montella ha preferito lasciare a noi l’iniziativa. La mia ipotesi che certe operazioni di Corvino vengano bocciate nasce da memoria storica: qualche anno fa Corvino voleva vendere Mutu e non ci è riuscito. Quest’anno Sousa ha dichiarato che la proprietà gli aveva promesso che non avrebbe venduto nessuno e che lui confidava in questa promessa.

Deyna
Ospite

Mi pare che nel primo tempo il milan abbia avuto il 38% di possesso palla, ne deriva che la Fiorentina ne ha avuto il 62%, non mi sembrano numeri equivalenti…Nel secondo tempo poi la squadra di Montella è scesa ulteriormente, intorno al 30%.

Ludwig
Ospite

No ti sbagli, i dati li trovi sulla pagina della Lega, sudditi per quarti d’ora. Nel primo tempo c’è solo una leggera prevalenza viola.

BerardoViola
Ospite

Importante la memoria storica, Lud. Tuttavia non mi riesce di capire questa alleanza storica delle alte sfere con Prandelli prima ai tempi di Mutu e ora con Sousa quest’estate. Con Corvino che si batte da solo contro tutti. E a che scopo?

Ludwig
Ospite

Che Prandelli si sia opposto alla cessione di Mutu è certo. Che Corvino volesse cedere Mutu si sa. Che Sousa abbia detto che la rosa dell’anno prima non andava toccata è altrettanto certo. A questo punto, visto che il budget non poteva aumentare, Corvino si è trovato con le mani legate.

BerardoViola
Ospite

Strano che la Proprietà si sia apparentemente sempre schierata a fianco degli allenatori (che fra l’altro non apprezzava particolarmente) e non con il “mercante di calciatori” dalle mani legate.

Ludwig
Ospite

La società ha ritenuto che la scelta migliore fosse confermare tutti, tranne quelli per cui arrivavano offerte stratosferiche. Su Mutu Prandelli puntò i piedi, ma era Mutu!

Uno che se ne intende
Ospite

Bisogna anche sapere se e quali alternative gli erano state prospettate, se sullo stampo Milic-Olivera contro Alonso direi che avrebbe avuto le sue ragioni. Sarebbe stato comunque un ulteriore indizio che con la testa era a fine corsa, difficilmente uno ha voglia di lavorare su un nuovo ciclo quando sa che sta per andarsene.
Lud, quest’ anno Montella, da Genio ribelle, mi pare di molto normale. Detto da un suo estimatore.

Ludwig
Ospite

Si torna alla scommessa che ho fatto con Lele, Uno. Montella è arrivato a Milano pensando di avere un budget per rifare la squadra secondo i suoi desideri. Si parlava di Verratti. Deve invece fare buon viso a cattivo gioco, utilizzando quelli che già c’erano e qualche altro raccattato qua e là a basso prezzo (Vangioni o lo stesso Deolofeu, che è in prestito e appartiene a quel che ho capito al Barcellona. D’altro canto la piazza è esigente, si aspetta molto e lo stesso Montella è sotto esame. Ieri sera ha giocato anche per se stesso, per una rinconferma forse non scontata. E non ha rischiato nulla, ma nel primo tempo il Milan non si è chiuso.

Ludwig
Ospite

Quella del Milan che fa 30% di possesso palla non è un favola, certo, ma per capire meglio il problema del possesso palla nella partita di ieri conviene attenersi alle statistiche della lega che divide la gara di 6 segmenti ognuno di un quarto d’ora: nel primo quarto d’ora la Fiorentina ha un possesso palla superiore: 4,48 contro 3.46, nel secondo quarto del primo tempo prevale il Milan 4.27 contro 3.55, nel terzo quarto torna a prevalere la Fiorentina,4.54 contro 3.33. Nell’insieme il primo tempo risulta equilibrato, anche se il Milan tende a chiudersi dopo essere passato in vantaggio. Le percentuali si modificano nella ripresa quando in effetti il Milan si chiude e la Fiorentina attacca.

BerardoViola
Ospite

si puo’ anche scindere l’atomo e fare statistiche minuto per minuto, ma al nuovo Montella non dispiace il catenaccio quando e’ necessario. In casa o in trasferta. E’ una maturazione positiva.

Uno che se ne intende
Ospite

Berardo, a parte che ieri sera il padrone pareva più ridere che piangere, ciò che scrivi rientra nelle domande che dovrebbe porsi. Non credo che la perdita di 140 ml sul PT dipenda esclusivamente da Corvino. E’ vero però che finora il Corvino attuale dà l’ impressione di essere più vicino al crepuscolare del 2010-12 che non al rampante del 2007-09. A prescindere dal finale di stagione, c’ è un allenatore in rottura prolungata ed una rosa da rifondare, per limiti anagrafici, di motivazione o tecnici, il tutto sperabilmente all’ interno di un programma condiviso, e non imposto dal comparto amministrativo. Mettere la polvere sotto il tappeto, come è accaduto quest’ anno, chiama la responsabilità del padron di casa, prima ancora che dei domestici che in definitiva sono scelti da lui.

Ludwig
Ospite

Quanto a Corvino, certo, il suo primo anno del nuovo ciclo non è stato molto migliore dell’ultimo anno del ciclo precedente. Va capito se certe operazioni molto coraggiose che forse aveva messo in ponte, come la cessione di Kalinic, non siano state bocciate in alte sfere o dall’allenatore.

BerardoViola
Ospite
Inevitabile che il pessimismo di Shopenhauer prendesse il sopravvento. C’è anche la sfiga di Jimi Hendrix che sbaglia un goal da due passi. Siamo poca roba, ai traversoni dalle fasce non abbiamo soluzioni, siamo lenti, monotoni, scontati e ci trastulliamo anche con avversari sottotono e dimessi. Proprietà, dirigenti e DS, anche loro sono scarsi. Chi ha visto squadre messe bene in campo e ben guidate ha visto la partita in playback, dalla fine all’inizio. Siamo tornati in A nel 2004. Con Mondonico in panchina, poi Buso, Zoff e tanti cattivi pensieri. Nel 2005 arriva Prandelli, nel 2010 Sinisa, nel 2011 Delio, nel 2012 Guerini che ci salva dalla retrocessione. Dopo abbiamo avuto tre anni di Montella e poi due di Sousa. Ora si invoca un altro cambio di allenatore. Tempo fa c’era chi, anche qui, voleva Juric. Ora è libero. Io vorrei il Trap, se non avesse voglia di andare… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

La Fiorentina ha subito critiche pesanti a Firenze, e ne capisco la ragione, la stampa nazionale non la boccia totalmente direi.

Ilgatto
Ospite

La partita di ieri sera ti ha irritato,per usare un eufemismo,eh??!E non a torto,ti do ragione in pieno…..

lapalisse
Ospite
Non è che avessi grandi aspettative ieri sera. Per questo a partita finita ho sentito appena insopportabile il morso dello scontento. La squadra ha subito come si suol dire una sconfitta onorevole, forse immeritata. La qual sensazione non mi esime dall’annotare le cose che non mi sono affatto piaciute, senza carità di patria citandole per nome. La prima è Sousa, che ha messo in campo una formazione strana e nel momento culminante della gara ha levato un mediocre Cristoforo e un ottimo Chiesa per fare entrare i due peggiori di tre giorni prima in terra di Germania, che si sono puntualmente confermati nel loro grigio momento. Non mi è piaciuto Salcedo: giocatori così non c’è bisogno di andarli a scovare in Mexico, a questi livelli il fisicone e la buona volontà non bastano. Non mi è piaciuto Ilicic, deludente ieri anche nella sua specialità dei calci piazzati, presenza impalpabile della… Leggi altro »
Ludwig
Ospite

Un pareggio era il risultato più giusto, gli allenatori secondo me non ha interpretato male la partita, Sousa aveva anche il problema delle squalifiche e del recupero fisico dopo l’Europa Legue. E dunque Ilicic doveva giocare, Salcedo era una scelta abbastanza logica. Saponara si deve forse ancora inserire. Chiesa sembra sia uscito per problemi fisici incipienti.

lapalisse
Ospite

Dei problemini fisici di Chiesa l’ho saputo, in effetti allora la sostituzione appare giustificata: ma perché in svantaggio a un quarto d’ora dalla fine non provare il tutto per tutto con Baba? Ilicic doveva giocare, ma che fosse obnubilato a me pareva evidente già dopo una mezzoretta e Saponara si dovrà ancora inserire ma l’amletico Josip appariva in campo di fatto ieri sera assai poco inserito. Salsedo ha pasticciato oltre il lecito, anche se alla fine del salmo non è che Suso abbia fatto granché. Insomma io dal mio confortevole divano ho avuto l’opinabilissima impressione che mosse più logiche per aggiustare la squadra dovevano essere fatte. Il mondo è bello perché è vario, per me Sousa ne ha la responsabilità, il milanista Salvini invece con un tweet dà la colpa agli influssi di Renzi.

Ludwig
Ospite

Salsedo su Suso era quasi un marcatura a uomo, per di più in quella zona giocava anche Cristoforo, Sousa sapeva che molte iniziative del Milan partivano da Suso. Che giocasse Ilicic me l’aspettavo in fondo, per tante ragioni. Non farlo giocare avrebbe voluto dire confinarlo ai margini della rosa. Mi aspettavo invece che nel finale entrasse una seconda punta. L’esterno milanista dal nome impronunciabile è stato a sua volta bloccato, tanto che Sanchez non è mai stato costretto all’1-1 che l’avrebbe visto perdente. Peraltro alla fine è riuscito a segnare muovendosi per linee centrali, fuori dalla sua zona abituale.
Mi sembra che la mia analisi delle 8.55 non si discosti da quella che fa la Gazzetta dello sport, che non avevo letto prima di scrivere (normalmente io non leggo giornali sportivi).

Ilgatto
Utente

Ludwig, concordo sul non drammatizzare,però insisto: non giochiamo bene,il gioco è lentissimo,tranne situazioni episodiche,,tiriamo in porta pochissimo e male,i difensori non difendono,e come disse Mourinho a ragione se si chiamano difensori un motivo deve pure esserci,il centrocampo non protegge a sufficienza la difesa,arriviamo in porta a fatica.Alla fine dando un voto ai singoli atleti considerando le loro caratteristiche individuali abbiamo parecchi,i più, oltre la sufficienza ma la squadra come tale esibisce una globale modestia,in altre parole se sommando i voti ipotetici la cifra finale fosse 100, numero di fantasia ovviamente,la squadra in campo produce invece 70, questa è la mia impressione.

Ludwig
Ospite

La questione della velocità è interessante, ma pretendere un’alta velocità dalla Fiorentina significa snaturarla. La Fiorentina può dare molto anche giocando ai suoi ritmi soliti. Ieri ho visto la difesa in difficoltà, questo è vero. Si sono aperti in diverse circostanze dei buchi, ma anche il Milan aveva falle in difesa.

wpDiscuz
Articolo precedenteLa Scala per l’Europa: a San Siro Milan-Fiorentina è sfida da ultima spiaggia
Articolo successivoIlicic o Saponara al posto di Berna e difesa a quattro per Bacca & Co.
CONDIVIDI