Il Borussia Mönchengladbach ha un solo risultato, ma in difesa non sono fenomeni

di Giansandro Mosti - Qs La Nazione

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Il Borussia di Mönchengladbach è ben lontana dai fasti degli scorsi anni Settanta, quando allenata prima da Weisweller e poi da Lattek, e con grandi giocatori come Netzer, Wimmer, Heynckes e Simonsen, dominava in Germania e anche in Europa e vinse i suoi cinque campionati tedeschi, una coppa di Germania e due coppe Uefa. Tuttavia nello scorso campionato, grazie al giovane allenatore André Schubert, con il suo gioco fatto di pressing e ripartenze in velocità, era arrivata quarta nella Bundesliga, guadagnando l’accesso ai playoff della Champions League. Lì, nella scorsa estate, ha eliminato facilmente gli svizzeri dello Young Boys. Doppia vittoria, la prima in trasferta per 3-1, con due gol della punta centrale brasiliana Raffael e una rete dell’altro attaccante, Hahn.

E la seconda, al Borussia Park Stadion, con un tennistico 6-1, confezionato dalle triplette dello stesso Raffael e di Thorgan Hazard, fratello del più celebre Eden del Chelsea. Guadagnato l’accesso alla fase a gironi, il sorteggio non particolarmente fortunato ha collocato il Borussia insieme a due colossi del calibro di Barcellona e Manchester City, e agli scozzesi del Celtic. Inizio terrificante con un nettissimo 4-0 subito nel primo incontro, sul campo degli inglesi di Guardiola. E, a seguire, un’altra sconfitta, stavolta casalinga, ma con un più onorevole 1-2, contro gli azulgrana, gol della bandiera segnato da Hazard. Ma i tedeschi hanno saputo sfruttare il doppio confronto con il Celtic, l’avversario decisamente più abbordabile.

Particolarmente importante il successo per 2-0 in Scozia, grazie ai gol del trequartista Stindl e ancora di Hahn. Utile anche il successivo pareggio per 1-1, sempre con il Celtic, ma stavolta in casa. Di Stindl il gol dei «Puledri«. Quindi un altro 1- 1 al Borussia Park contro il Manchester City, il risultato più bello perché ottenuto contro una grande d’Europa. Del brasiliano Raffael il gol del Borussia. A quel punto del tutto ininfluente agli effetti della classifica del girone la batosta per 4-0 inflitta ai tedeschi dal Barcellona, al Camp Nou.

Il Borussia ha così concluso il girone al terzo posto, alle spalle degli spagnoli e degli inglesi, eliminato dalla Champions, ma ammesso ai sedicesimi dell’Europa League. A seguito del pessimo andamento in campionato, nello scorso dicembre era stato esonerato l’allenatore Schubert, sostituendolo con il più esperto Dieter Hecking, ex Wolfsburg, che con la squadra della Volkswagen aveva vinto, nel 2015, coppa e supercoppa di Germania. Ma, pure migliorando assai in campionato, nella gara di andata, a Mönchengladbach, è arrivata la sconfitta per 0-1 contro la Fiorentina, prima sconfitta casalinga in Europa contro una squadra italiana.

La Fiorentina invece ha disputato finora 16 volte i sedicesimi di finale nelle principali coppe europee. In nove di queste è riuscita a superare il turno, qualificandosi agli ottavi, mentre in altre sette è stata estromessa. Colpisce il fatto che gli esiti positivi si sono verificati in sette occasioni su nove quando la squadra viola ha giocato la gara di andata in trasferta. E in due di queste dopo avere vinto per 1-0 sul campo dell’avversaria, proprio come accaduto contro il Borussia di Mönchengladbach. Inoltre, anche nella coppa Uefa 98/99 aveva vinto la prima per 2-0 fuori casa contro il Grasshoppers ed era avviata verso un tranquillo passaggio del turno, se non si fossero verificati gli incresciosi fatti nella gara di ritorno sul neutro di Salerno, che portarono all’ingiusta squalifica per responsabilità oggettiva della squadra viola, già in vantaggio per 2-1 al termine del primo tempo.