IL FUORI CAMPO di ROBBIATI: “Zarate ok, ma il difensore?”

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    Anselmo RobbiatiIniziamo dal mercato. È arrivato Zarate, se n’è andato Rossi. Dunque, una punta per una punta, niente di nuovo. Si sapeva che Rossi aveva voglia di andare a giocare, che non si sentiva considerato, quindi si era anche capito che avrebbe potuto lasciare la Fiorentina. Al suo posto è arrivato Zarate: lo considero un buon rincalzo, anche perché ha già giocato in Italia, quindi viene in un campionato che già conosce. Credo che questo sia il lato positivo. Per quanto riguarda il suo ruolo, penso che sia quello di ‘alternativa’. Non credo sia venuto per fare il titolare. Almeno non inizialmente.

     
    Però c’è una cosa che non mi torna. Dunque, facciamo un riepilogo: sono arrivati Tino Costa, Tello, Zarate. Dunque un centrocampista, un esterno alto e una punta. E si sta parlando della possibilità di ingaggiare anche Cigarini, ma io mi domando, siamo ad una settimana dalla conclusione del mercato, si sta facendo tutto tranne quello che serve alla Fiorentina: dov’è il difensore? Abbiamo visto le difficoltà che ha la squadra viola quando le mancano giocatori determinanti come Gonzalo Rodriguez (proprio contro il Milan la sua assenza è stata pesantissima). E sono sincero, come tutti pensavo che la società, consapevole delle lacune difensive, fosse già pronta con un difensore da inserire in gruppo ad inizio mercato. Insomma, è vero che un altro centrocampista può fare comodo visto che Mati Fernandez sembra voler andar via e Suarez non è nei pensieri di Sousa, ed è vero anche che Cigarini è un giocatore italiano, conosce il nostro campionato e può essere un’alternativa validissima, ma ribadisco che siamo in difficoltà in difesa. Il reparto arretrato deve essere rinforzato.
     
    Torniamo al calcio giocato. A Milano abbiamo mantenuto la linea vista con la Lazio, forse abbiamo fatto qualcosa in più, ma sembra evidente che ci sia un calo fisico. La squadra non è più brillante come prima, per certi versi mi sembra di essere tornati ai tempi di Montella, del grande possesso palla ma fatto con poca intensità, senza la capacità di verticalizzare subito verso gli attaccanti. Anche nel pressing la squadra mi pare in difficoltà. E Kalinic è in un momento che sta facendo fatica. Tutte queste sono situazioni che portano a prestazioni inferiori a quelle alle quali la squadra ci aveva abituato. 
     
    Domenica col Torino? Sarà un partita insidiosa. Il Toro, ora, lo vedo bene. A Sassuolo ha fatto un’ottima prestazione, è tornato Immobile che è un attaccante di grandi qualità, la squadra è solida e si conosce molto bene. In più ha un ottimo allenatore, e gioca bene negli spazi e nelle ripartenze. Sarà una partirà difficile, soprattutto vedendo le ultime prestazioni della Fiorentina. E considerando le assenze pesanti di Badelj e Vecino (insieme) a centrocampo. È arrivato Tino Costa? Si, ma è arrivato ora. Inserirlo subito così non è facile, 
    Detto questo la Fiorentina, domenica, deve vincere.