Il gruppo viola da Montella a Sousa: i rigenerati e i (pochi) involuti

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“Credo si debba fare un bilancio per capire quali sono gli obiettivi comuni e come raggiungerli. Questo gruppo ha portato a termine un lavoro per meriti di tutti. Avremmo potuto far di più ma ora il percorso tecnico è finito, bisogna ricominciare. Dobbiamo cancellare ciò che è stato fatto in questi tre anni. E’ difficile migliorare ancora, così come eguagliare gli stessi risultati. Penso invece che sia molto più facile far peggio“. Così Vincenzo Montella lasciava la Fiorentina al quarto posto al termine della scorsa stagione, nell’ultima conferenza da allenatore viola. Con concetti chiari ed un’idea precisa: il gruppo aveva dato tutto, serviva rifondare uno spogliatoio che mentalmente e fisicamente – a detta dell’Aeroplanino – era giunto al capolinea. La scorsa estate la società viola, in un mercato giudicato inizialmente molto discutibile ma poi rivelatosi più che azzeccato, confermò 16 giocatori di quel gruppo, con 16 cessioni e 7 acquisti. Una mezza rivoluzione, sì, ma anche tanti giocatori del vecchio ciclo che poi hanno costituito l’ossatura centrale della squadra di Sousa.

Nove mesi dopo, Montella e i senatori viola si ritroveranno sul campo. Faccia a faccia, in Fiorentina-Sampdoria, al rientro dalla sosta. Prima delle otto finali che decideranno la griglia europea in campionato. Terzo posto lontano cinque punti, con scontro diretto con la Roma a sfavore. Ma l’input è chiaro, in casa viola: crederci fino alla fine. E lottare per tenere almeno dietro l’Inter. Ci ha messo la faccia Andrea Della Valle, vedremo la risposta sul campo dei giocatori e di tutta la squadra. Di fronte ai viola, a Firenze, riecco l’Aeroplanino. Per la prima volta da avversario.

Tanti di quei giocatori che aveva definito alla fine del ciclo in maglia viola, Montella se li troverà di fronte, domenica pomeriggio. Tredici dei quindici giocatori più utilizzati da Sousa, infatti, erano reduci da almeno un anno di Aeroplanino. E già fin dal principio è stato detto, come la base tecnica e tattica data da Montella nel suo triennio alla Fiorentina sia stata fondamentale per il lavoro di Sousa a Firenze. Non un ciclo interrotto, ma una via di continuità, da Montella a Sousa. A livello di gruppo, per certi versi anche di risultati (la Fiorentina dopo picchi altissimi lotta tra terzo e quinto posto), ma anche riguardo ai singoli. Perché dei giocatori rimasti in viola, da Montella a Sousa, in molti sono stati revitalizzati. E rigenerati, dalla cura-Paulo.
Basti pensare all’asse centrale di centrocampo, Vecino e Badelj. Il primo fu mandato ad Empoli in prestito, poco considerato dal tecnico campano, e difficilmente sarebbe rimasto a Firenze con la permanenza di Montella. Il secondo, invece, in tutta la scorsa stagione non era riuscito a trovare la giusta collocazione tattica, mentre con Sousa è diventato subito un titolarissimo. Indispensabile in mezzo, proprio insieme all’uruguaiano. Così come Borja Valero: giocatore appannato al terzo anno di Montella, ma rimesso al centro del progetto e del gioco da Sousa. Così è tornato il Todocampista, tra i migliori in stagione. Dietro, facendo di necessità virtù, Sousa ha poi rigenerato Roncaglia, dai margini a giocatore titolare nelle grandi sfide. Alonso a sinistra era già cresciuto la passata stagione, ma con Sousa ha trovato la definitiva consacrazione, diventando tra i migliori esterni del campionato. E poi Tatarusanu, dodicesimo con Montella e invece titolare con Sousa. Davanti, invece, Sousa ha fatto esplodere il talento di Bernardeschi. Lo scorso anno con Montella partenza col contagocce poi il lungo infortunio alla caviglia, da questa estate il rinnovo, maglia numero dieci e ruolo cruciale nello scacchiere del portoghese.

Di contro, invece, qualcuno ha pagato lo ‘scotto’ del passaggio Montella-Sousa. Primo su tutti Babacar. Al primo vero anno in Serie A con la Fiorentina, 28 presenze e 9 gol con 1335′ giocati, al netto delle ultime dieci gare stagionali saltate per l’infortunio al ginocchio. Con Sousa, sin qui, 7 gol in 23 partite, per 1135′ giocati (in campionato titolare solo 10 volte in 30 partite, lo scorso anno 14 su 25). Insomma, un calo non da poco, per chi in estate aveva rinnovato a cifre da grande giocatore e che, da classe ’93, aveva (ed ha) davanti a sé le potenzialità per fare una stagione da protagonista.
Poi Matias Fernandez. 23 presenze ed un gol con Sousa, mentre nell’ultimo anno di Montella il cileno aveva raggiunto l’apice della sua esperienza in maglia viola. 41 presenze, 2 gol e ben 12 assist la scorsa stagione, 32 gare da titolare su 49 partite stagionali a disposizione. Quest’anno, invece, titolare solo 13 volte su 34 gare a disposizione. Da interno di centrocampo, con Montella, a trequartista, al cileno non è riuscito il ritorno all’antico (per il ruolo). Il rendimento, infatti, è sensibilmente calato. Infine Giuseppe Rossi. Caso delicato, quello di Pepito, ma con Montella era tutto un altro rapporto. Con Sousa sei mesi tra alti e bassi, tra la voglia matta di dimostrare di poter tornare ai suoi livelli, ed un modulo tattico che non prevedeva un posto in campo per il numero 22 viola. Da lì anche il prestito al Levante, con un futuro tutto da scrivere. Tutti e tre, Babacar, Mati e Rossi, non a caso hanno avuto almeno qualche contatto per un passaggio alla Samp nel mercato di gennaio.

In generale, dal luglio 2015 ad oggi, tanti giocatori hanno avuto un’impennata del proprio valore di mercato. Marcos Alonso +5 mln, Bernardeschi +9, Ilicic +8,5, Vecino +3, Badelj +3, Tatarusanu +2 (dati Transfermarkt.it), per un totale, dei giocatori confermati da Montella a Sousa, di 30 milioni di euro di plusvalenza di valore dei singoli. Un ciclo che, insomma, forse non era del tutto finito. Giocatori che in questi mesi hanno continuato a dare il loro contributo alla causa viola. Chiaro che, in questo finale di stagione, dovranno reagire e non gettare all’aria tutto. Domenica tanti protagonisti del ciclo-Montella si ritroveranno di fronte proprio l’Aeroplanino. Tra chi nel frattempo si è rigenerato e chi, invece, ha qualche rimpianto dei tempi passati…

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it