Il mercato batte un colpo, ma quello striscione sancisce una spaccatura netta

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Nella serata in cui la Fiorentina era attesa al varco, la squadra di Sousa si è tirata fuori dalle critiche e dai guai grazie al tiro a giro di Mauro Zarate, che si è infilato dentro la porta di Belec quasi a tempo scaduto, quando ormai in pochi credevano ancora al miracolo sportivo. Il mercato, tanto contestato e denigrato da addetti ai lavori e tifosi, ha battuto il primo colpo. Zarate è sbucato dalla panchina ed ha segnato. Un jolly, di quelli che ti salvano una partita, ma sui quali non puoi fare affidamento per tutta la stagione. La sensazione è un po’ questa, perché anche ieri sera i limiti strutturali della rosa sono venuti fuori tutti. A farli emergere è stato lo stesso Sousa, che in pieno stile anni ’80 ha portato con sé in panchina solo 6 giocatori, di cui 4 di movimento. Difficile inventarsi qualcosa a gara in corso con così poche scelte, tanto più che a disposizione non c’era nemmeno un centrocampista, che potesse dare il cambio all’abulico Mati Fernandez di questo periodo. Infortuni e squalifiche ci hanno messo del loro, in più Sousa potrà cominciare ad inserire gli ultimissimi arrivati, ovvero Kone e Benalouane, solo dalle prossime ore. Due capaci senza dubbio di allungare la coperta a livello numerico. Lo faranno da oggi, quando la squadra si ritroverà al centro sportivo per il primo allenamento in vista del Bologna.

 

La partita di ieri non verrà ricordata solo per la prodezza di Zarate, ma anche per lo striscione esposto dalla Curva Fiesole dopo il momentaneo pareggio di Lasagna. “Tifosi, mister e giocatori, facciamogli un bel dispetto: lottiamo per un sogno nonostante il loro progetto”. Un messaggio condiviso dalla quasi totalità dei tifosi viola, che racchiude in poche righe il pensiero che è stato di molti alla chiusura del mercato invernale. L’attivo nel bilancio, unito a rinforzi che somigliano molto ad alternative delle quali accontentarsi, hanno fatto pensare a tutti che la società non voglia provare (o non abbia interesse) a raggiungere la Champions League. A tutti ed anche alla Curva Fiesole, che ieri ha firmato lo striscione in questione. Messaggio forte e chiaro, che non ha bisogno di molte spiegazioni. Tra la proprietà e la città qualcosa si è rotto, prova ne è anche l’assenza in Tribuna di Andrea Della Valle. Fino a qui, la proprietà aveva fatto sapere di non curarsi particolarmente della protesta di qualche singolo, adesso però la situazione sembra cambiata. Uno striscione esposto da tutta la curva ha un peso importante. La voce è senza dubbio autorevole. Oggi la società (per bocca di Pradè e/o Rogg, sicuramente non di Cognigni e Della Valle) proverà a spiegare le scelte di mercato in una conferenza stampa, ma ormai la spaccatura sembra netta ed insanabile. Da una parte l’ambizione e la voglia di sognare un posto in Champions dei tifosi, di Sousa e della squadra. Dall’altra parte il freno a mano tirato della proprietà. Parti probabilmente molto distanti, ma che nei prossimi mesi si dovranno per forza venire incontro. Per il bene della Fiorentina.

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it