Il mercato degli interrogativi. E la priorità arrivata, come ripiego, allo scadere

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“Avevamo preso Mexes, ci piaceva Denayer. Non dico il nome di altri due difensori che restano nostri obiettivi, uno più vicini dell’altro. Abbiamo opzionato un centrocampista centrale“, disse Pradè ad inizio settembre 2015. Con conferme poi, nell’evidenza, nelle settimane e nei mesi successivi: manca un difensore, sarà la priorità a gennaio. Con Sousa assolutamente concorde, soprattutto con il passare dei giorni e delle partite. “Cercheremo inserimenti importanti, significativi, di “primo livello” per usare parole del mister. Se ci sarà da fare uno sforzo e qualche sacrificio li faremo per restare competitivi. Cercheremo elementi che ci consentano di continuare a farci sognare”, ribadì niente meno che il presidente Mario Cognigni ad inizio gennaio 2016.
Invece la priorità, l’elemento che veramente mancava, urgentemente, alla rosa di Sousa gia da settembre, ovvero un difensore, è arrivato al fotofinish. Allo scadere del mercato. Non un investimento importante, non un nome di prospettiva, ma un usato (quasi) sicuro ‘per fare numero’. ‘Onesto’ difensore, ma poco più, Yohan Benalouane. Ci lavorerà Sousa, per inserirlo al meglio nella sua difesa; senz’altro il franco-tunisino darà il suo contributo ad un reparto che aveva la coperta molto corta.. ma poco altro, forse. Probabilmente, quello a destra nella difesa a tre, era l’unico ruolo dell’undici titolare in cui bisognava intervenire pesantemente. Invece, sfumato Lisandro – ormai da mesi – e Mammana, un crack in prospettiva, le alternative non erano certo all’altezza. Benalouane, assicura la società, era il terzo della lista, ma tra l’ex Atalanta e Lisandro o Mammana, sulla carta, c’è non poca differenza.

Addetti ai lavori, procuratori e direttori di altre società, raccontano e confermano di non poca confusione nella dirigenza viola. Idee non molto chiare, tante voci all’interno del coro Fiorentina. Con trattative che nei fatti non sono mai facili da concludere.

Confusione legata anche all’ultimo giorno di mercato. A Milano caccia vera all’agognato difensore, dopo il monito della mattinata di Sousa: “Non prendete tanto per prendere qualcuno”. In questo senso, i rapporti tra Sousa e la società sarebbero tutt’altro che sereni, da chiarire nelle prossime ore. E anche per questo, domani la conferenza pre-Carpi del tecnico viola assume un valore ad alto tasso d’importanza.
Tornando all’ultimo giorno di mercato, in mattinata gli incontri per Izzo e De Maio con il Genoa avevano portato alla fumata nera, con la Fiorentina ‘presa per il collo’ a livello di cifre. Quando si arriva all’ultimo giorno così, con una società come quella rossoblu che non ha necessità di vendere, è anche normale. Quindi tutto su Benalouane, ma quando pareva tutto fatto ecco il colpo di scena: il difensore non vorrebbe venire a Firenze in prestito, con dubbi legati al futuro dopo giugno. Ecco che dunque le ulteriori alternative, quarta o quinta scelta, si accavallano: viene proposto Cabral, così come l’opzione Stendardo, ma sono profili quasi ‘inutili’ perfino per Sousa. Dunque la nuova accelerata per Benalouane: stavolta si alzano le cifre, soprattutto da elargire al giocatore (che al Leicester è una riserva), e il tutto va a buon fine.

Sousa avrà un difensore (anche se ne avrebbe voluti volentieri due), così come un centrocampista. Panagiotis Kone dall’Udinese. Con altra incognita, a livello fisico (un infortunio importante smaltito da poco, 49′ giocati da metà settembre ad oggi) ma anche tattico. Quest’anno impiegato a tre da Colantuono, in mezzo; negli anni passati soprattutto seconda punta o trequartista. Potrà giocare a due a centrocampo? Profilo nettamente diverso, insomma, da Cigarini, prima scelta per il centrocampo dopo la partenza di Suarez.

Tutto questo in chiave mercato. Intanto, c’è una Firenze che insorge per la sessione non certo altisonante, anzi deludente (rispetto alle premesse e alla posizione in classifica) della Fiorentina. Promesse, secondo i tifosi, non mantenute, investimenti non fatti. Polso di una città che, con la squadra in lotta per lo scudetto fino a qualche settimana fa, e comunque ancora al terzo posto, si aspettava ben altro. A livello di nomi, sì, ma anche di chiarezza, progettazione, investimenti. Tutto è ‘degenerato’ dopo la chiusura per Mammana, che avrebbe dato tutt’altro volto, e voto, al mercato viola. Anche solo per la parvenza di progetto che avrebbe dato la società, in chiave futura. Invece il senso quasi di ‘improvvisazione’, di ritrovarsi all’ultimo momento per acquistare quella che era la vera priorità di mercato, è sentito forte dalla tifoseria, che insorge via siti, radio e social network in un momento particolarissimo della stagione. Anche Sousa, dal suo canto, è definito non proprio felicissimo da chi gli sta accanto. Vedremo gli sviluppi delle prossime ore, le parole di Sousa di domani, il confronto tra allenatore e società che ci sarà a breve, e se ci sarà qualche spiegazione da parte della dirigenza ma anche della proprietà, su questo mercato di gennaio. E vedremo, mercoledì sera, la posizione che adotterà la tifoseria.
Tanta confusione e malcontento generale, mentre la squadra si gioca qualcosa di importantissimo. Sono, e saranno, ore calde…

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it