Il mercato e le ‘varianti tattiche’. I ‘sacrifici’ e il futuro del gruppo viola

0



La certezza della qualificazione in Europa permette alla Fiorentina di pensare adesso al futuro. Il tassello Sousa andato a posto, nei prossimi giorni il summit che deciderà anche il destino di Daniele Pradè, oltre che di Rogg e Angeloni. Il ‘comparto dirigenziale’, insomma, che dovrà fare riferimento – ancora – al Presidente Esecutivo Mario Cognigni. La Fiorentina del futuro prende forma da qui, con l’importante conferma del tecnico portoghese. Adesso, si può iniziare a programmare con concretezza anche gli obiettivi in chiave mercato. Uno screening giocatori già iniziato da qualche settimana, anche con il lavoro dei dirigenti – Pradè in primis – che ancora sono tutt’altro che certi del proprio futuro. “In settimana ci vedremo, analizzeremo tutte le cose fatte, quelle fatte bene e quelle meno bene. Parleremo di alcuni aspetti, anche di quali saranno i ruoli“, ha detto Pradè domenica pomeriggio.

Giocatori visionati, obiettivi un po’ in tutto il globo. Con l’intenzione, stavolta piuttosto forzata, di puntare anche su prospetti italiani. Magari giovani. Le nuove regole Figc lo impongono. Da  Sirigu a Budimir, da Praet a Danilo, passando per Lisandro, Verre, Valdifiori, Mario Rui e Tonelli, fino alle suggestioni Gabigol e Thiago Maia. Tutti profili valutati, selezionati e sui quali si è espresso e si esprimerà con forza anche Paulo Sousa. Insieme ovviamente a tanti nomi ancora non usciti pubblicamente. “Darò indicazioni per il mercato, vogliamo dare continuità per migliorarci e per crescere“, ha detto il portoghese dopo il Palermo. Aggiungendo: “Voglio lavorare su alcune varianti tattiche, per essere un po’ più imprevedibili nella prossima stagione. Gli avversari devono avere più incertezze nell’affrontarci. Ma dipende anche cosa hai a disposizione nel tuo organico. Cognigni è stato chiaro in riunione: andremo a pianificare la stagione, e in base a cosa avremo faremo le valutazioni del caso”. Già, trovare alternative ad un gioco divenuto troppo prevedibile, negli ultimi mesi. Fattore che ha pesato, insieme ad altri, nel calo viola. Varianti che andranno studiate soprattutto con l’arrivo di nuovi giocatori, mirati per le idee di gioco di Sousa. Non solo il 3-4-2-1 ed il 4-2-3-1 visti quest’anno, insomma, ma magari quel 3-5-2 intravisto con il Chievo, o altri moduli (e stili di gioco) che possano prevedere i tre centrocampisti centrali oppure le due punte. Tutte idee da studiare soltanto strada facendo, via via che si inseriranno le nuove pedine. Una sinergia tra allenatore e squadra mercato… almeno sulla carta.

Anche per questo, c’è bisogno che la programmazione viola parta velocemente. Al contrario della scorsa stagione, quando Sousa partì per Moena con 33 giocatori dei quali soltanto 11 formarono poi la rosa di settembre. L’allenatore, insomma, si aspetta di avere con sé in ritiro gran parte della rosa 2016/2017. Per lavorare sui dettagli, sullo stile di gioco e sulle varianti tattiche. E l’esperienza di questa stagione insegna come non sia immediata la recezione dei dettami di Sousa per un giocatore. Ci vuole tempo, anche naturale.

Ci sarà, in contemporanea, un importante mercato in uscita. Il budget a disposizione della nuova (o confermata) squadra mercato uscirà dalle prossime riunioni, ma è indubbio che, visti anche i recenti bilanci negativi e l’immissione di liquidità da parte dei Della Valle negli ultimi esercizi, ci sarà da far cassa con qualche cessione importante per finanziare il mercato. Qualche ‘sacrificio’ tecnico, insomma, sui giocatori valorizzati da Paulo Sousa o, al contrario, ‘bocciati’ dal tecnico portoghese. Josip Ilicic e Khouma Babacar sono i primi di questa lista, per entrambi i motivi. Poi valutazioni andranno fatte su Badelj (“Vuole giocare la Champions. La Fiorentina se vuole monetizzare deve venderlo ora”, ha ribadito il suo procuratore), su Alonso e su Vecino. Oltre che su Rossi, comunque patrimonio viola. Chissà che Pepito, dopo aver dimostrato di essere comunque tornato integro fisicamente al Levante, non possa ricomporre i rapporti con Sousa (anche se pesa l’ingaggio da 1,5 milioni più bonus e il solo anno di contratto rimanente: difficile che resti in viola senza un rinnovo con ingaggio magari spalmato).

In tutto questo, influirà ovviamente anche la figura del direttore sportivo. Pradè… o magari Corvino, l’impronta potrà essere diversa (con Pantaleo, si potrebbe rafforzare lo storico filo conduttore che porta a Ramadani). Sousa, comunque, nel manifestare (anche oltremodo) il proprio entusiasmo sul ‘nuovo ruolo’ del Presidente Cognigni, ha di fatto ricevuto nelle riunioni fatte (specie quella di sabato) delle garanzie e delle rassicurazioni sui giocatori da prendere (il primo potrebbe essere Lisandro)… ma ha anche ‘responsabilizzato’ lo stesso Cognigni, sui giocatori che arriveranno o non arriveranno. Questa volta l’allenatore si aspetta di essere – nei limiti – accontentato. Per evitare nuovi casi come quello relativo al difensore mai veramente arrivato in questa stagione (a tal proposito, uno dei punti di confronto tra proprietà e dirigenza sarà proprio sulle responsabilità negli errori di mercato in estate e a gennaio).

Intanto, con l’Europa acquisita, può partire il Sousa-bis. Il secondo anno in viola di Paulo, stavolta dall’inizio e con una voce importante in chiave mercato e strutturale. Una premessa importante, da confermare poi con i fatti. Sul piano societario e di mercato, ma anche tecnico e di campo. Perché se la Fiorentina è calata così tanto negli ultimi mesi, responsabilità è anche dell’allenatore che – soprattutto – non ha saputo (ri-)dare motivazioni adeguate alla sua squadra. E tra necessità di (mezza) rivoluzione o continuità, il dubbio rimane. Questo gruppo, che in 11 partite non ha saputo trovare la scossa giusta per aggredire quantomeno il quarto posto (se non la Champions), può, con pochi ritocchi importanti, superare i problemi interni e riscattarsi fin dall’inizio della prossima stagione? Con il lavoro quotidiano, si può evitare la clamorosa discontinuità avuta nella seconda parte di stagione? La risposta è nelle valutazioni che faranno Sousa e la società. Per il momento il tecnico propende sulla continuità: “Partiamo da una buona base, se molti giocatori rimarranno a Firenze. Vogliamo dare continuità per migliorarci e per crescere. Se non siamo riusciti a migliorare alcuni elementi è colpa nostra, non dei giocatori”. Anche se, in altre occasioni, lo stesso portoghese ha sostenuto come molti giocatori abbiano dato il 100% e come altri siano andati anche oltre le proprie possibilità.

Confermato Sousa, ora la prima urgenza è relativa all’assetto dirigenziale. Nel frattempo si dovrà iniziare ad operare in chiave mercato. La nuova stagione inizia da qui.

Commenta la notizia

avatar
  Subscribe  
Notifica di
Articolo precedenteAngeloni in bilico. Rogg penserà a marketing e conti
Articolo successivoAngeloni in bilico. Rogg penserà a marketing e conti
CONDIVIDI