Il Natale di Paulo, tra richieste e stoccate. Con la voglia di stare lassù

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Come milioni di bambini in tutto il mondo anche Paulo da Viseu dall’alto dei suoi 45 anni non vede l’ora di poter scartare i regali di Natale e di trovare una calza piena di dolci per la Befana. In fondo è stato più che buono il portoghese nel 2015. Facendo ad esempio carte false per venire a Firenze in estate mettendoci qualcosa anche di tasca sua.  Oppure rilanciando giocatori ormai scomparsi dai radar o  facendo crescere in maniera esponenziale altri elementi, mettendosi di traverso ad alcune possibili partenze come quella di Vecino. Ma soprattutto donando alla Fiorentina un re Mida del pallone come Kalinic fortemente voluto da lui stesso. Creando tra le altre cose un capitale ricchissimo che in tempi di fair play finanziario è cosa fondamentale.  In tutto questo è riuscito a rendere i quarti posti di Montella un lontano ricordo cambiando davvero la dimensione di Firenze e della Fiorentina in poche settimane di lavoro. Tanto che parlare di scudetto non è esercizio riservato solo a illusi e sognatori, ma è frase e dibattito ricorrente anche nello spogliatoio e nei salotti importanti.

La sua letterina a Babbo Natale l’ha scritta a suon di supercazzole. Incartando diversi, ma incantando tutti. Tra omelette e stoccate ha fatto capire all’uomo dalla barba lunga e dal vestito rosso che per essere ancor più buono ha bisogno di regali. Importanti. Camioncini dei pompieri ne ha già, macchinine anche. Vorrebbe un trenino per la fascia, un paio di mattoncini per costruire e rinforzare le mura della sua fortezza, e perché no anche un ariete che dia il colpo finale alle armate avversarie. A Paulo piace fare la guerra. Perché andare a vincere in Israele, Svizzera ed Ungheria sembra facile ai più. Ma in tanti sono tornati con le pive nel sacco.

Pedalare a lui è riuscito bene fin qui con la sua bicicletta. Adesso, per continuare a correre, ci vuole qualcosa di più. Paulo da Viseu spera. In fondo è stato buono, ed i regali di Natale se li merita tutti. Nella calza della Befana niente carbone. Quei giorni dovranno essere dolci. Per vincere Paulo ha bisogno di qualcosa di più. E l’uomo dal vestito rosso si è più volte esposto: i regali arriveranno. La letterina di Paulo ha raggiunto i suoi destinatari. E non sempre chi lo ha preceduto ha ricevuto il medesimo ascolto. Ma lui gode di stima, fiducia e credito a livelli tali che molto di più potrebbe essergli concesso. In palio c’è un sogno chiamato scudetto. C’è chi ha avuto modo di sbirciare le letterine di Sarri e Mancini e si mormora che altri regali importanti stiano per prendere la via di Milano e Napoli dopo quelli portati da Babbo Agosto. Quello stesso che ha costretto Paulo a partire ad handicap, ma che con voglia e capacità ha saputo anestetizzare fino a poche settimane fa quando problemi e incompiutezza hanno iniziato a presentare il conto.

Intanto, in tutto questo, c’è da battere il Chievo. La letterina di Natale è partita ed è anche arrivata. Ma per continuare a sognare servono tre punti dalla gara del Franchi. Maran non fa regali. Ed il Chievo neppure.  

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it