Il ‘nemico’ in casa…che vuol diventare amico 

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Il ‘nemico’ in casa… E chi lo avrebbe mai detto? La Fiorentina e Firenze si ritrovano, d’improvviso, il loro avversario più ostile in casa. Dentro le mura, perché la sua ‘casa’ sarà Coverciano. Lui, il nuovo c.t. Azzurro. Lui, Antonio Conte, quell’uomo che tutti nel capoluogo toscano chiamano ‘parrucca’. Quell’allenatore che, prima di gioire da bianconero in panchina, lo ha fatto sul campo da giocatore, irridendo, nel lontano 1999, il ‘signore’ di Firenze, Gabriel Batistuta. E lo fece ‘sbandierando’ la bandierina del calcio d’angolo in aria, come fosse un trofeo conquistato, dopo il gol vittoria. Consapevole che lei, la bandierina, era ‘sua’. Di lui. Di Batigol. Da quel giorno l’acredine calcistica nei confronti di Conte è salita a dismisura. Per poi trasformarsi in ‘semplice’ antipatia, col passare del tempo, dopo il suo passaggio da centrocampista instancabile ad allenatore ‘insopportabile’. Insopportabile, proprio così.

Insopportabile, del resto, è l’aggettivo che più si addice a chi vince. E lui, nonostante i suoi atteggiamenti smodati, incontrollati, smisurati, perfino sguaiati, è un vincente. Lo ha dimostrato sul campo. Sulla panchina. Nello spogliatoio di una Juventus che lui ha costruito a sua immagine e somiglianza. Forte. Di carattere. Tosta. Una Juventus capace di venire a stravincere a Firenze per 5-0, stabilendo un record negativo della squadra gigliata… Ma una Juventus – e questo lui, il ‘nemico’, non lo potrà mai scordare – capace anche di soccombere in riva all’Armo, perdendo partita e faccia in uno strano pomeriggio di ottobre del 2013. E quella partita, quel Fiorentina-Juventus 4-2 con tripletta di Pepito Rossi e gol di Joaquin segnati in un quarto d’ora di fuoco, rimarranno indelebili. Puro godimento per la ‘piccola’ Firenze, davanti alla gigantesca ‘Vecchia Signora’. Perché è stata la vendetta di una città stanca di subire torti. Perché è diventata l’onta della carriera di allenatore del Conte bianconero. Una goduria vederlo uscire a testa bassa dal Franchi, con dentro al cuore (il suo), la consapevolezza che mai più avrebbe potuto permettersi una figuraccia del genere.

Da quel 20 ottobre alla sua nomina di c.t. Azzurro sono passati dieci mesi. Oggi Conte non è più l’allenatore della Juventus ma, come ha detto lui, il c.t. di tutti. O almeno è quello che vorrebbe diventare. Vuole diventare simpatico anche agli occhi di chi lo riuscirà a vedere sempre e solo antipatico (o meglio, solo ‘gobbo’). Oggi è iniziato il suo lavoro di ‘degobbizzazione’, con i vari tour nei ritiri delle squadre di serie A, alle quali ha chiesto e sta chiedendo la loro collaborazione, al fine di far tornare la Nazionale italiana ad essere una Nazionale top. Nel suo tour non poteva mancare Firenze. Non poteva mancare la Fiorentina di Vincenzo Montella. Perché da queste parti, lui lo sa, non manca il materiale umano per la sua Italia. Così si è voluto sincerare della bontà del lavoro del tecnico gigliato ed ha voluto parlare soprattutto di e con Pepito Rossi. Perché lui, Pepito, lo vuole coinvolgere. Lo vuole Azzurro. Come lo vogliamo tutti noi. E allora, per questo, ha chiesto a Montella di collaborare, in modo da poter dosare il giocatore al fine di renderlo utile sia per la squadra viola, che per la Nazionale. Ma attenzione… Che la collaborazione non diventi un dover sottostare alle imposizioni del c.t. Azzurro e della Federazione solo per il bene dell’Italia, perché prima Pepito deve pensare alla Fiorentina. E ancor prima a se stesso…

Certo, la collaborazione Conte-Fiorentina è un concetto alquanto bizzarro. Strano. Singolare. Però anche questo, si sa, fa parte del gioco. Del calcio. Del sistema. La domanda da porsi è: ma il c.t. Azzurro si aspetta davvero di poter riavvicinare la gente di Firenze alla Nazionale? Pensa davvero di riuscirci solo col suo carisma? Ci permetta di dubitare. E non delle sue qualità di allenatore (perché quelle, davvero, non possono essere in discussione), né delle sue qualità di motivatore (forse il suo più grande pregio). Su quelle non ci permettiamo di dubitare… Semmai sulle sue capacità di far cambiare idea a Firenze, dopo averla punita, purgata e derisa da bianconero in molteplici occasioni. Riuscisse a sovvertire questi pronostici, forse potrebbe dire di aver vinto più di un Mondiale… Perché tutto è possibile, ma come canta Venditti: Amici Mai.

Autore: Michela Lanza, Fiorentina.it