Il pagellone finale, giocatore per giocatore, della stagione della Fiorentina

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Anno che finisce, tempo di bilanci. Stagione che finisce, tempo di valutazioni, di pagelle di voti. Voti al ribasso, vista l’annata conclusa all’ottavo posto e dopo quattro anni fuori da quella zona europea indicata da molti come dimensione perfetta per la Fiorentina. Ecco quindi giocatore per giocatore il nostro giudizio su questa annata:

Tatarusanu 6: Sufficiente, come la media del suo rendimento. Fatto di pochi acuti (l’ultimo vero portiere che portava punti a Firenze è stato Frey) e di pochi errori clamorosi. La sensazione che, forse per la sua estetica nel parare, a ogni respinta potesse fare sempre qualcosa di più. Goffo ma efficace, ha fatto spesso trattenere il fiato allo stadio quando giocava di piede.

Dragowski sv: Fino a Domenica scorsa ricordato forse solo per il tweet infelice in cui si metteva al di sotto del magazziniere, per un infortunio e per un esborso economico superiore ai 2 milioni al momento del suo acquisto. Volendo dare un giudizio stiamo sul 6, di incoraggiamento nella speranza di poterlo valutare nel futuro.

Sportiello 6: Arrivato in pompa magna ma schierato solamente due volte complice l’assenza di Tatarusanu. Quattro gol incassati tra Genoa e Pescara, non un grosso score. Sarà il titolare della prossima stagione, dove potrà essere, finalmente, valutato nella sua totalità.

Lezzerini 5,5: Rimasto a Firenze per metà anno paga la sciagurata prestazione in Europa League contro il Paok. Forse il ruolo di terzo portiere gli ha bruciato alcune chance. Mai praticamente presente con l’Avellino in Serie B.

Astori 7: È un paradosso visti i 57 gol incassati dalla Fiorentina, ma il nostro voto tiene conto soprattutto dell’uomo e della persona. Dello spessore e degli attributi che ha sempre messo. Uno degli ultimi a mollare anche quando andava tutto in rovina. Un capitano in attesa della vera fascia, quando la prossima stagione sarà il totem di un reparto rinnovato.

Gonzalo 6: L’addio da libro cuore di domenica, le lacrime e i sentimenti non devono offuscare una stagione difficile. Vissuta spesso con una testa al contratto e con diverse pecche in campo.  Un solo gol, record negativo per uno che aveva segnato come Passarella al suo arrivo.

Tomovic 5,5: Ennesimo anno da jolly, con tutti i ruoli ricoperti in difesa (persino esterno alto a destra a Salonicco). Spesso, e in maniera anche troppo crudele, bersaglio principale della critica, si rende protagonista di alcuni errori decisivi.

Salcedo 5,5: Investimento interessante che però non ha reso come sperato. Difensore con potenziale, ma con mentalità troppo vicina al peggior Roncaglia, vedi fallo sciagurato su Mertens. È arrivato come centrale ma ha quasi sempre giocato esterno. I paragoni col il mito messicano Marquez per ora sono impietosi.

De Maio 5,5: Anche lui per molto tempo era più adatto per uno speciale di “Chi l’ha visto”. Ultima scelta, anche in emergenza. Qualche lacuna, ma forse pochi parametri per poterlo valutare efficacemente. E pensare che, non meno di un anno fa, il Genoa per lui chiedeva 6 milioni.

Milic 5: Forse l’epilogo poteva essere compreso sin dall’inizio. Giocatore di 28 anni che arriva in Italia a 800.000 euro. Lo ricorderemo per gli appoggi all’indietro, per una notte di gloria in cui ha annullato Salah e un senso di spaesamento quando a Genova giocò da esterno alto.

Maxi Olivera 5: Arrivato quasi sul gong del mercato all’inizio ha trovato poco spazio. Titolare nella parte centrale della stagione, ne abbiamo apprezzato la corsa e la gamba. La tecnica no, il confronto con Alonso resta impietoso. Così come da matita rossa è il fallo da rigore, inutile, con cui ha riaperto la sfida col Borussia, la pagina più nera della stagione.

Diks sv: Non valutabili i suoi pochi minuti a Cagliari e il suo ingresso a gara in corso con il Napoli. Mai in empatia con Sousa, forse ha pagato l’adattamento al campionato italiano. Tornato da profeta in patria in Olanda ha vinto una coppa storica con il Vitesse. Nella sua Odissea Firenze-Arnhem avrà più spazio l’anno prossimo. In fondo le referenze di un certo Antognoni su di lui sono buone…

Badelj 5,5: Un altro per cui, forse, la stagione era un passatempo in attesa di nuova sistemazione. Rendimento lineare ma senza troppi picchi, lontano dal giocatore ammirato lo scorso anno e nella seconda parte di campionato con Montella. Sul mercato da tempo immemore, con le dichiarazioni del procuratore che apparivano e scomparivano come l’alta marea.

Vecino 6: Ingolfato nell’annata discontinua della Fiorentina si è acceso e espresso a tratti. Spesso lasciato unico frangiflutti in mezzo al campo in una squadra zeppa di giocatori offensivi. Gamba, grinta e voglia inappuntabili, ha migliorato lo score con 4 gol. Altro faro della prossima stagione.

Sanchez 6: Segna un gol che è un pezzo di storia nel giorno della celebrazione dei 90 anni. Viene riadattato in difesa e per buona parte del campionato sorprende. Ha delle carenze sulle diagonali, ma non si costruisce un giocatore in un giorno. Riscattato per presenze, se rigiocherà nel suo ruolo sarà una risorsa.

Borja Valero 7: Potrà anche avere un tiro non decisivo, potrà spesso sbagliare qualche passaggio, ma resta uno dei migliori. Sempre e comunque. Uno dei pochi a finire con la lingua a terra, a sudare la maglia, a incorporare certi valori, a sacrificarsi da terzino o da esterno. E quando la ruota gira per il verso giusto la sua tecnica e la sua qualità sono un arricchimento. Rifiuta la Cina e la Roma, con l’intenzione di chiudere a Firenze la sua carriera. Sindaco.

Cristoforo 5: Difficile capire se sia carne, se sia pesce, che cosa realmente è. Sulla trequarti non bene, da mediano, nelle ultime giornate, sempre in difficoltà. Altra scommessa estiva con saldo negativo, così come l’obbligo di riscatto a una cifra altina. Considerato tutto.

Hagi sv: Un francobollo di partita a Cagliari, un pezzetto di passerella finale con il Pescara all’ultimo. Nel mezzo tanta Primavera per affinare muscoli e tattica. Perché la qualità, i tocchi sembrano esserci tutti.

Chiesa 7,5: La nota più bella di questo anno. Il fiore sbocciato in inverno, una piccola favola che ha fatto appassionare tutti. Dalle gambe tremanti del debutto allo Juventus Stadium al tocco beffardo nella vittoria con la Juve. Un girone che è stato un escalation, un crescendo, un bruciare le tappe fino alla Nazionale. Giovane ma con carattere da veterano, ambizioso ma sempre con la stessa umiltà dei tempi della Settignanese. La voglia di essere Federico, non il figlio di, come arma in più.

Tello 5,5: Altro caso irrisolto di un’annata piena di dubbi e perplessità. Abulico e evanescente a inizio campionato si è ripreso nel corso della stagione. Martoriato da un sistema di gioco in cui è chiamato a coprire tutta la fascia da esterno totale, ha dimostrato che a sinistra (come raccontano i suoi primi tempi a Barcellona) può essere devastante. Indizio per un 4-3-3, magari la prossima stagione.

Saponara 5,5: Accolto con molto piacere al suo arrivo, resta la sensazione che non abbia dimostrato a pieno tutto il suo potenziale. Un paio di gol, qualche buona giocata ma spesso inglobato nell’atteggiamento della squadra. Forse incompatibile con Bernardeschi, ha avuto delle difficoltà nell’inserirsi con Paulo Sousa. L’anno prossimo chiamato alla svolta, da titolare e elemento centrale della rosa.

Bernardeschi 7: Al netto delle voci di mercato e delle offerte di rinnovo da accettare o meno sicuramente uno dei protagonisti, vuoi solo per i 14 gol segnati. Dopo una stagione di purgatorio da esterno ha fatto capire che sulla trequarti è un’altra musica. Spesso portato troppo al dribbling e alla giocata individuale, ha cercato di caricarsi la squadra sulle spalle, come con il Napoli.

Ilicic 5: Dall’anno di gloria all’anno di miseria, dalle stelle alle stalle in una sola stagione calcistica. Dall’essere decisivo all’essere spesso comparsa. Dalla freddezza dal dischetto e sotto porta, alla sfortuna dei tanti legni colpiti. Una metamorfosi in negativo, uno spirito di introspezione spesso condizionante e condizionato dai giudizi e dalle critiche. Pronto anche lui ai saluti.

Kalinic 6,5: 20 gol in stagione, tra campionato e coppe, non sono niente male. Ma in un campionato particolare come questo forse la distanza con i top attaccanti si è acuita. Maledettamente bravo nel saper giocare con e per la squadra forse paga in zona realizzativa questa sua predisposizione all’altruismo. Legato visceralmente a Sousa, si tratta di capire la sua prossima sistemazione. Mezzo voto in più per il rifiuto all’offerta cinese di Gennaio, forse il gol più bello insieme a quello alla Juventus.

Babacar 6,5: Parlano i numeri, inconfutabili. 14 gol in 31 gare giocate, per buona parte della stagione da gregario di lusso. Attaccante vero, da area di rigore, ha dimostrato ancora una volta il suo feeling con il gol. Migliorato nel processo di partecipazione alla manovra e al gioco di squadra, il suo futuro è adesso. Un futuro da attaccante titolare della Fiorentina.

Zarate 6: Partito troppo presto, forse. Tradito, ed è un paradosso, da una vicenda personale in cui non c’era da condannare ma da appoggiare e stare vicino. Giocatore usato con il contagocce, ma capace comunque di regalare spiccioli di classe. In un anno solare emblema del potrei ma non so perchè non c’è la faccio, merita il meglio.

Sousa 5: È stata la stagione del “resto ma solo perché conviene a tutti”, dello “sperimento tanto non conta avere obiettivi”, del “punteremo a vincere ogni partita” e delle solite liturgie in sala stampa. Un distacco e una freddezza, dopo una passione travolgente a inizio avventura. Scelte discutibili, impopolari, una lotta continua e intestina alla società che non lo aveva accontentato e un’unica grande colpa: non aver presentato le dimissioni, non aver rinunciato a un contratto per un bavaglio da mettere. Perché come nelle storie di amore dove arrivi alla punta più alta, dove vai oltre ogni limite, dove regali sentimenti veri poi non ti puoi accontentare dell’abitudine e di un finale mediocre.

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emiliofirenze
Ospite
emiliofirenze

Eccesso di buonismo nei voti, discordi anche rispetto ai giudizi, più congrui.
Da abbassare a tutti almeno di un punto.

pratociri
Ospite
pratociri

Non é un giocatore ma un bel 10 lo darei a Corvino

VecchioFrank
Ospite
VecchioFrank

Ben pochi si salvano da ques’annata..
In difesa sufficienti solo Tata e Astori (6.5); a Sanchez darei un 6– visto che ha giocato sempre fuori ruolo. A centrocampo darei un 6+ a Borja; 6.5 a Berna (voto ponderato), 7 a Chiesa (la vera sorpresa), 6.5 a Kalinic (voto ponderato) e 7 a Babacar (media realizzativa eccellente). Tutto il resto è insufficiente.

Marco77
Ospite
Marco77

Concordo su tutti i voti

MARCO, MILANO
Ospite
MARCO, MILANO

Aggiungerei un 6 a Vecino (che il suo alla fine l’ha fatto) e anche a Tello (di incoraggiamento, col tempo ha decisamente migliorato). Per il resto sono abbastanza d’accordo, mi rimane qualche dubbio su Salcedo che ha avuto un rendimento si scarso, ma e’ quasi sempre stato utilizzato fuori ruolo. Un saluto.

Riccardo
Ospite
Riccardo

Ma come Sanchez 6 ??? Ma cosa bevete?
E’ sempre stato uno dei pochi che ci metteva l’anima, si è adattato a fare qualsiasi ruolo mancava solo il portiere.

Averne come lui….

Marione
Ospite
Marione

7, 7,5 ???????
Fate ridere

Scoppio56
Ospite
Scoppio56

…6,5 a Kalinic e 7 a Bernardeschi !! …basta questo per commentare pagelle prive di fondamento!!

Antonio82
Ospite
Antonio82

spero tanto di sbagliarmi, ma Chiesa proprio non mi convince; un grande per impegno e grinta, ma sul piano tecnico più lo vedo giocare più mi sembra un pasticcione
FVS

Ezio
Ospite
Ezio

Anche secondo me deve migliorarsi perché difetti ne ha ancora molti. Mi da fiducia il fatto che la testa la tiene ancora sulle spalle. Speriamo in bene e che il padre lo guidi con la sua esperienza.

massimo
Ospite
massimo

Voti molto generosi (il 7 a Bernardeschi è una bestemmia), Con questi atleti cosi poco in palla non è che rivalutano il lavoro di Sousa?

albe47
Ospite
albe47

È infatti il disastro alla fine è stato in difesa
Grazie Corvino con pochi soldi in più sui difensori la stagione era SALVA

jordan
Ospite
jordan

Completamente in disaccordo sulla valutazione di Astori che è difensore mediocre e soggetto a disattenzioni anche gravi. Pensarlo leader della difesa dell’anno prossimo fa paura 6- ad esser buoni. Esagerato il voto a Chiesa che ha fatto ottime cose ma diminuendo col tempo, al massimo è sul 6,5. Troppo anche a Berna che non arriva al 7 e che è stato ben lontano dal suo potenziale, anche per lui sufficienza abbondante, 6+ magari 6,5, ma niente di più. Qualcosina di più a Badelj e Vecino e anche ad Olivera che al 5,5 ci arriva se ci fate arrivare Tomovic!. A… Leggi altro »

angelo scandicci
Ospite
angelo scandicci

Scusa Jordan, ma Berna da centrocampista avanzato ha fatto 14 gol … proprio da 6+ no dai!(poi pure io gli ho dato 7=). Però la stagione è stata ottima fino alle ultime partite, dove forse ha pagato le voci di mercato

jordan
Ospite
jordan

Tra 6+, 6,5 che gli ho dato io ed il 7– che dici tu si tratta si sfumature. Per me deve dare molto di più soprattutto in termini di continuità e di capacità di condurre la squadra se vuol essere considerato quello che tutti dicono e che ancora non è.

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