Il panettone più dolce? Servono 6 punti. E che i big si sveglino

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Non è stato certo un inizio di stagione facile per la Fiorentina di Vincenzo Montella. Il nuovo infortunio di Rossi, i problemi di Gomez, a livello fisico e non solo, identità e gioco che sembravano essere stati smarriti, ed i tanti volti nuovi che non sono ancora riusciti a far capire se sono o meno da Fiorentina. Nelle ultime settimane almeno punti, morale, e classifica, sono tornati quasi a livelli normali, fatta eccezione per un ko in Europa League che ha lasciato si qualche strascico polemico, ma neanche poi più di tanto.

SERVONO SEI PUNTI Dalle prossime due gare di campionato. A cominciare da quella del Manuzzi di Cesena. “Abbiamo la possibilità di migliorare la nostra classifica”. Possibilità, quasi dovere. Da qui a Natale la Fiorentina potrebbe ulteriormente accorciare il gap dalle zone europee, con il calendario che potrebbe dare una mano: Genoa-Roma, Juventus-Sampdoria, Milan-Napoli in questo turno, Napoli-Parma, Torino-Genoa e Roma-Milan nel prossimo. L’Inter ha Chievo e Lazio, ed in caso di doppio successo, per la squadra di Montella anche il terzo posto potrebbe tornare ad essere meno miraggio ma più possibilità.

Ricetta per farli? Abbastanza elementare: serve che i big tornino a fare i big, perché le alternative non hanno dato fin qui le risposte che Montella e la Fiorentina si aspettavano. Da Badelj passando per chi adesso è finito fuori dall’undici titolare come Tomovic, continuando con Ilicic che però ancora ha due chance per rilanciarsi. Marin non è ancora al top. I big devono tornare a fare i big. Da Gomez, a Cuadrado. Loro due su tutti, gli unici in grado di poter far fare a questa Fiorentina il salto di qualità. Borja si sta ritrovando, Gonzalo pure, Mati è sempre più certezza.

 

CERTEZZE CERCASI Servono certezze, insomma. La rotazione continua è ormai un lontano ricordo. Gli automatismi, con il ritorno al 3-5-2, piano piano stanno tornando a dare i suoi frutti. Ma da Cuadrado e Gomez, come ha detto lo stesso Montella, è normale aspettarci qualcosa di più. Se lo aspetta Montella, se lo aspetta Andrea Della Valle e la società tutta che a loro due versano 3 milioni di euro netti a stagione. La Fiorentina, e Firenze. Perché per quanto Gomez sia sempre e comunque in larga parte ancora apprezzato dal tifo viola e dalla piazza, la pazienza termina per tutti. Cuadrado tornerà contro l’Empoli, ed a Cesena non ci sarà per squalifica. Ma intanto, come ha detto lo stesso Montella ha capito cosa voleva da lui il tecnico viola che giovedì lo ha tolto dopo pochi minuti. Più gente alla Joaquin, per intendersi. Uno che, alla sua età, si è rimesso in discussione dando tutto in allenamento per riconquistarsi una maglia da titolare. A gennaio, poi, verranno fatte le valutazioni del caso.   

 

DOPO LA SOSTA INIZIA UNA NUOVA STAGIONE Per un panettone più dolce, insomma, servono sei punti alla causa viola. L’anno scorso la Fiorentina di Pepito Rossi andò a riposo per Natale con 3 punti di distacco dal terzo posto. Due anni fa a pari punti con l’Inter al terzo posto. Tutto è ancora possibile. Dopo la sosta le valutazioni del caso per il mercato saranno fondamentali. Inizierà infatti una nuova stagione, di fatto. Con la Coppa Italia, il campionato (a quel punto potrebbe essere di nuovo tutto in discussione), e l’Europa League con i suoi scontri ad eliminazione diretta (quest’anno meno facili del previsto). Servirà l’apporto di tutti, ma quei tutti dovranno essere meno Badelj e più solide certezze. Intanto sotto con il Cesena. Perché se non dovessero arrivare punti pesanti dalle prossime due gare, tutti i discorsi starebbero a zero. E lunedì sotto a chi tocca in Europa. A Babbo Natale, Firenze, chiede solo di poter tornare a sognare

Autore: Gianluca Bigiotti – Redazione Fiorentina.it