Il problema crescente dell’italianizzazione. Corvino cerca l’altro tesoretto

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Rossi Gomez - Moena

Meno di due settimane alla partenza della Fiorentina per Moena, otto giorni alritrovo a Firenze che darà il via ufficioso alla nuova stagione. Lecito aspettarsi, insomma, almeno un volto nuovo nei prossimi giorni. Questione di segnali da dare, anche, alla piazza e all’allenatore. Sousa lo aveva già detto prima di partire per le vacanze estive: si aspettava di avere qualche giocatore nuovo a Moena, da iniziare ad inserire nei meccanismi della sua squadra. Fermo restando che la rosa viola partirà per il Trentino conappena 9/10 giocatori ‘veri’ a disposizione (più tanti giovani), e che la speranza di avere gran parte della squadra fatta in ritiro è scemata in breve tempo, l’allenatore spera di avere almeno qualche nuovo innesto a Moena. E poi itifosi, che tra scetticismo e fiducia a tempo fanno registrare un certo pessimismo nel piattume del mercato viola, e senza voci ufficiali di società e proprietà da inizio mese.

Incontri, viaggi e contatti continui, per Pantaleo Corvino, negli ultimi giorni al lavoro in sede con appuntamenti in serie. Ha sondato il terreno un po’ in tutto il mondo, il dg viola, aiutato dai suoi collaboratori e uomini di fiducia. Entro pochi giorni sarà tempo di raccogliere qualcosa. Perché se vendere, e soprattutto vendere bene, è un lavoro difficile e spesso lungo, chiudere certe trattative in tempi rapidi e brucianti per la concorrenza è spesso fondamentale. Dunque, i primi movimenti potrebbero essere in entrata. Il nome più caldo è quello di Ruben Vezo, difensore del Valencia classe ’94. Riserva al Mestalla, portoghese che sta facendo la trafila delle nazionali giovanili lusitane. E che i connazionali Sousa e Freitas conoscono molto bene. Per lui il Valencia chiede 4 milioni, dopo che lo aveva pagato 700 mila euro tre anni fa. Corvino sta limando il prezzo verso il basso, ma la trattativa pare ben impostata.
Poi ‘in ghiaccio’ c’è il giovane Dragowski: classe ’97 di prospettiva ma non ‘pronto’ come Vezo per far parte del gruppo che si giocherà un posto da titolare. Ecco perché forse l’esborso da 2-3 milioni per il polacco potrebbe non arrivare subito.

Un portoghese ed un polacco. Insieme ai tanti profili valutati in Sudamerica, nell’est Europa, in Francia e in Portogallo. Ma come… non doveva essere italianizzata la rosa? Già, problema tutt’altro che vicino alla risoluzione. Con cui Corvino deve fare seriamente i conti, e che si è ulteriormente complicato negli ultimi giorni. La Fiorentina, infatti, ha praticamente perso Capezzi (ed anche Fazzi), probabilmente l’unico giovane viola rientrante dai prestiti che poteva essere all’altezza della rosa di Sousa. E la situazione, al momento, è critica: degli almeno 4 giocatori cresciuti nel vivaio viola, più 4 cresciuti nel vivaio di un club italiano, al momento ci sono soltanto Babacar e Bernardeschi(vivaio viola) più Astori e Rossi (vivaio italiano). Tra questi, poi, Babacar e Rossi sono tutt’altro che certi di rimanere in viola. Entrambi non congeniali al gioco di Sousa. Se questi 8 slot complessivi non fossero riempiti per mancanza di giocatori con i precisi requisiti, la Fiorentina si troverebbe ad avere una rosa ridotta (i 17 slot ‘liberi’ più i pochi giocatori rientranti nel 4+4).

Situazione ingarbugliata, insomma, non facile da sciogliere. Anche perché tra i tanti profili italiani scandagliati da Corvino in queste settimane, molti sono difficili da raggiungere o già in trattativa avviata con altri club. I vari Verre, Faragò e Ferrari, ad esempio, dopo la corte delle scorse settimane sembrano molto lontani. Giaccherini resta nome caldo, ma la sua situazione si sbroglierà solo dopo l’Europeo (ma rimarrà comunque il nodo ingaggio e la concorrenza di diversi club dopo il buon torneo che sta disputando in azzurro). Cigarini è un giocatore che piace a Sousa e che potrebbe tornare in orbita viola più avanti,Lasagna può arrivare se in attacco si muove qualcosa in uscita. Per Goldaniga il Palermo spara alto perché non lo ha inserito tra i cedibili. Santon per ora è e resta solo un’idea superficiale.
E tra i giovani italiani che rientreranno dai vari prestiti, e che saranno portati a Moena, sono veramente pochi quelli ‘pronti’ al doppio salto (dalla B alla lotta per l’Europa in Serie A).

Giocatori che ovviamente valuterà Sousa in Trentino, magari regalando qualchesorpresa o facendo di necessità virtù. Il portoghese tornerà nei prossimi giorni a Firenze, si incontrerà per la prima volta in città con Corvino. Il dg viola, intanto, oltre ai tantissimi sondaggi in entrata sta cercando di racimolare fondi per finanziare il mercato. In attesa delle cessioni importanti, si aprono spiragli per l’altro tesoretto. Soldi che arrivano e arriveranno dalle cessioni degliesuberi o di chi non è strettamente necessario alla rosa viola. Con Wolski (al Lechia), Basanta (al Monterrey) e Bakic (allo Sporting Lisbona) verranno incassati circa 2,5 milioni più bonus, più i soldi derivanti dal doloroso riscatto del Crotone di Fazzi e Capezzi. L‘altro mercato di Corvino prevede anche le partenze di Rebic (in prestito verso la Germania) e di Brillante (dovrebbe tornare in Australia a titolo definitivo). Dopo l’Europeo il futuro di Mario Gomez: quasi 10 milioni lordi risparmiati sull’ingaggio faraonico, più la speranza di incassare 4-5 milioni puliti dalla cessione grazie anche alla grande stagione in Turchia e alla vetrina europea con la Germania. Poi ci sono Tomovice Mati Fernandez, due probabili seconde linee anche nella nuova stagione: il primo piace a Mihajlovic al Torino ma non solo, il cileno ha discreto mercato in Italia ma anche all’estero. Potrebbero portare 4-5 milioni a testa, e in caso di offerte concrete la Fiorentina non direbbe di no. Senza, peraltro, intaccare la struttura centrale della squadra di Sousa. Ecco l’altro tesoretto, in attesa poi di capire il futuro di Rossi. Perché se Pepito non dovesse intravedere spazio nella formazione 2016/2017, verrebbe stavolta ceduto a titolo definitivo, conrichiesta da almeno 6-7 milioni da parte dei viola.
In attesa, poi, di qualche inevitabile cessione ‘pesante’. Babacar continua ad essere seguito oltre che dal Sassuolo, anche in Inghilterra: inizierà il ritiro con la Fiorentina (da valutare comunque la sua condizione dopo l’infortunio al termine della scorsa stagione), ma appena qualche pedina del mercato europeo si muoverà, potrebbe ricevere proposte concrete. Anche lui, dovesse partire (la Fiorentina non vuole scendere sotto i 10 milioni di euro), non lo farebbe da titolare. Sacrifici nell’undici base ci sarebbero in caso di cessioni di Ilicic, Badelj e Alonso, che però porterebbero nelle casse viola sicure offerte da doppia cifrain milioni di euro.

Tutto ancora ufficialmente fermo, ma tutte situazioni in divenire. Settimana calda, non solo per il clima afoso di Firenze. La nuova stagione è alle porte.

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