Ilicic o Saponara al posto di Berna e difesa a quattro per Bacca & Co.

di Matteo Magrini - La Repubblica Firenze

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Ci vorrebbe Nostradamus. Discontinuità, enigmi, momenti, idee, necessità. Milan e Fiorentina sono squadre capaci di tutto e il contrario di tutto. A volte irresistibili, altre inguardabili. Immaginare che tipo di partita possano giocare, quindi, è sostanzialmente impossibile. Prendete i rossoneri. Montella, in questa stagione, è passato attraverso mille tormenti. Ha provato ad imporre il suo calcio fatto di possesso palla e aggressione alta salvo accorgersi (abbastanza alla svelta) di non poterselo permettere. Ha fatto marcia indietro, rinnegando se stesso e costruendo una formazione brava a difendersi “bassa” e a ripartire in contropiede.

Ricordate la gara del Franchi? Attesa e ripartenza. L’esatto contrario della filosofia tanto cara all’Aeroplanino. Eppure, quello, è stato il momento migliore per Bacca e compagni. Vittorie su vittorie, punti su punti. A un certo punto però, Vincenzino ha (ri)cambiato idea ed è tornato a seguire la sua natura. E siamo al recentissimo passato. Il Milan, dicono i numeri, è cresciuto in tutto. Tiene di più il pallone, costruisce di più ma, ed è questo che conta, raccoglie meno. Per sua fortuna però, ha messo in campo anche altre qualità. Cuore, carattere, orgoglio. Non a caso nelle ultime due gare (contro Bologna e Lazio) è riuscito a mettere insieme quattro punti nonostante sofferenze infinite. Stasera, quindi, ci si può aspettare di tutto. E vale lo stesso per la Fiorentina. Sarà quella vista contro la Juve, o quella che si è fatta distruggere dalla Roma? O magari quella cinica e capace di soffrire che ha sbancato il Borussia Park? Chissà. Di certo, cambierà qualcosa a livello di uomini. Per scelta, e per necessità. Mancherà Bernardeschi, e la domanda è: chi giocherà al suo posto? La soluzione più logica prevede Ilicic.

Lo sloveno vive una stagione difficile, ma è pur vero che questa potrebbe essere l’occasione giusta per il riscatto. L’alternativa è Saponara. Ex dal dente avvelenato e con una voglia matta di prendersi qualche rivincita. «È al 100%», ha detto Sousa. Più difficile (ma non impossibile) che possa toccare a Tello. Un bel rebus, comunque. Chiunque giochi, comunque (l’altro trequartista sarà Borja Valero), avrà il compito di pressare da vicino Sosa (sarà lui il regista del Milan) e di aiutare il più possibile Kalinic. Anche perché lì dietro Montella è messo maluccio. Rientrerà Paletta, è vero, ma al suo fianco non ci sarà Romagnoli. Al suo posto uno tra Gustavo Gomez (favorito) e Zapata.

Non esattamente delle garanzie. E i viola? In difesa, stavolta, potrebbero giocare a quattro. Tomovic (leggermente in vantaggio su Sanchez), Gonzalo, Astori e Olivera. A loro la missione (complessa) di limitare Deolofeu, Bacca e Suso. Tre giocatori pericolosissimi e, per caratteristiche, perfetti per mettere in crisi i difensori di Sousa. Ecco perché servirà l’aiuto degli esterni (a destra tornerà Chiesa) e dei mediani. A proposito. Non è da escludere che uno tra Badelj e Vecino possa riposare. In quel caso, largo a Cristoforo. Ipotesi. Per le certezze, come sempre, bisognerà aspettare il fischio d’inizio.