In Europa spazio (ancora) al turnover. Ma guai a snobbare l’impegno

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Punti, fiducia, morale e nuove certezze. La vittoria contro l’Udinese riporta la Fiorentina al secondo posto, allontana qualche ‘mugugno’ arrivato dopo i tre pareggi di fila e proietta la squadra di Sousa verso gli ultimi quattro appuntamenti del 2015. Tutti decisivi, a loro modo, tutti da affrontare al massimo per non avere rimpianti. Sullo sfondo, a fine settimana, c’è la Juve, ma guai a snobbare l’impegno di Europa League. Già, giovedì al Franchi arriva il Belenenses: una gara sulla carta facile, ma ugualmente decisiva, visto che in palio c’è il passaggio del turno di Europa League. Fino a venerdì mattina, insomma, vietato pensare allo Juventus Stadium. Questo il messaggio lanciato dal tecnico dopo il successo con l’Udinese. Da bianconero a bianconero, nel mezzo un’ultima gara del girone europeo decisiva.. e anche ricca di significati.

Basterà un punto, contro il Belenenses, per qualificarsi come secondi del girone (primo posto inarrivabile matematicamente). Sousa si affiderà in gran parte alla Fiorentina B: far rifiatare chi ha giocato domenica, preservare un undici che in gran parte sarà riproposto anche allo Stadium… e concedere minuti importanti, quasi decisivi per qualcuno, in una gara che conta davvero. Sousa vuole risposte, nel risultato ma anche e soprattutto nell’atteggiamento. Perché una gara come quella casalinga contro il Lech Poznan, in cui furono schierate tante seconde linee, non sarà accettata. Allora fu un incidente di percorso, stavolta bisognerà dare un segnale forte. Di squadra ma anche nei singoli. La gara è cruciale, si cerca la continuità nel processo di crescita e soprattutto, anche in chiave mercato, potrebbero essere le ultime chances per dare risposte ‘vere’ a tecnico e società.

Nelle varie gare del girone europeo, Sousa ha cambiato dai 6 agli 8 giocatori rispetto alla partita di campionato precedente. Anche contro il Belenenses, giovedì, spazio a chi non ha giocato domenica. Occhi puntati soprattutto su Mario Suarez e Giuseppe Rossi. Il primo sembra quasi fuori dal progetto-Sousa, in campo europeo avrà forse una delle ultime chances da giocarsi prima del mercato. Fuori nelle ultime tre gare e mezzo disputate dai viola, l’ultimo ‘ricordo’ risale al disastroso primo tempo contro l’Empoli. Sousa ha parlato di due livelli di giocatori, tra chi ha già imparato ad interpretare il suo calcio, e chi no. Suarez, evidentemente, appartiene al secondo gruppo: lo spagnolo sta lavorando sodo, ma per caratteristiche fa enorme fatica ad entrare negli schemi di Sousa, che ai due di centrocampo chiede interdizione ma anche piedi buoni. E in chiave mercato, se non cambia qualcosa, l’ipotesi di cedere il giocatore è già in circolo, visto che a bilancio è anche il più pagato di tutta la rosa. E, ad oggi, Suarez non rappresenta una valida alternativa a Badelj-Vecino, con Sousa che nelle ultime occasioni gli ha anche preferito Verdù.
E poi Rossi
. Si discute tanto in questi giorni sulla sua necessità di giocare, per trovare continuità e ritmo partita. Per ritrovare ‘competitività’, come ripete Sousa. Per arrivare al livello degli altri. Lo si può fare solo giocando: Sousa gli ha concesso graduale minutaggio in questi mesi, dandogli spazio e fiducia a tappe alterne. Pepito si sente pronto, vorrebbe giocare di più, e lo ha fatto sapere anche tramite i suoi agenti. L’ipotesi prestito è ancora lontana dall’essere presa in considerazione per gennaio, e senz’altro la gara con il Belenenses (come detto partita vera, con qualcosa di importante in palio) potrebbe essere utile e importante anche a livello psicologico.

Una partita sulla carta semplice ma che per Sousa, e la società, resta di importanza primaria. Gara da giocare con tante seconde linee, per dare respiro a chi ha giocato con l’Udinese e far ruotare il gruppo, dare minutaggio e considerazione a chi lavora sodo sotto i dettami del tecnico. Da loro Sousa si aspetta conferme, segnali anche per il futuro. E poi uno sguardo anche alla Juve, di sfuggita, ma inevitabile. Perché oltre a essere La Partita, per tanti tifosi, è (stavolta) una grande occasione anche in chiave classifica. E dopo i quattro punti persi in campionato per schierare i migliori contro il Basilea, rischiare di ‘usurare’ qualche big contro una squadra 13.ma in Portogallo sarebbe un vero peccato…
Dentro tante seconde linee, ma Sousa si aspetta una prova da Fiorentina vera.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it