Inter-Fiorentina, Adriano Bacconi: “Attenzione alle palle perse in uscita, ma senza Medel nerazzurri sono vulnerabili”

di Adriano Baconi-Viola Week La Nazione

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La Fiorentina conferma nel derby toscano la bontà delle scelte fatte nell’ultimo mese da Sousa, una crescita lenta ma costante. I gol di Bernardeschi sono il frutto di un posizionamento migliore in campo e di intese crescenti coi compagni di squadra. Si dirà che è merito delle sue qualità tecniche, ed è senz’altro vero, ma quelle c’erano anche prima.

Il problema era che da mediano destro, stando a 50 metri dalla porta avversaria, non avrebbe mai fatto la magnifica prodezza individuale (doppio dribbling e bomba in diagonale sotto la traversa) vista ad Empoli in occasione del 3-0. Oltre ai due gol Federico ha fatto anche due assist. Certo tocca ancora pochi palloni (21) ma i suoi passaggi a Kalinic (e viceversa) valgono oro. La doppietta aumenterà la sua autostima dandogli ulteriore spinta a tirare e rischiare giocate decisive negli ultimi 20 metri.

OCCHIO ALLE PALLE PERSE
Piuttosto vorrei che Ilicic si abbassasse meno per farsi dare la palla nei piedi e attaccasse anche lui meglio la profondità. Tra l’altro non sempre le sue azioni quando rientra nella propria metà campo sono così utili. Portare troppo palla in zone dove si dovrebbe giocare a uno o due tocchi può essere solo che controproducente. La palla gol regalata a Maccarone in apertura è frutto di una sua palla persa in uscita e della pigrizia degli uomini alle sue spalle a ridistribuirsi razionalmente e velocemente negli spazi.

L’Inter ha davanti giocatori rapidi e un’attaccante d’area come Icardi che non perdona. L’attenzione alle coperture preventive dovrà essere massima. Continuo a pensare che in una difesa a «3 a mezzo» considerato che Milic ha molti compiti offensivi, un difensore come Salcedo sia sicuramente più applicato ed efficace di Tomovic, nella fase di contrasto, e più adatto a compensare a quelle amnesie in cui ogni tanto incorre Gonzalo.

IL MONDAY NIGHT
Le tre vittorie esterne consecutive sono senz’altro un buon viatico per i viola in vista del Monday night che sembra essere un vero e proprio bivio per definire le loro ambizioni stagionali. Una vittoria la rimetterebbe in piena corsa per un piazzamento europeo fugando tutti i dubbi sul gioco di Sousa e sulla qualità dell’organico. Di contro una sconfitta cancellerebbe quanto costruito con grande fatica nell’ultimo mese.

Sarà complicato giocare contro una squadra che, come la Fiorentina, è uscita fortificata nel morale dell’esito del derby. Pioli in pochi giorni ha innestato idee nuove, aiutato da quella voglia che tutti i giocatori mettono all’inizio quando arriva un nuovo allenatore. Peccato per lui che la prima novità è stata abortita sul nascere. Medel nella linea difensiva (ruolo che del resto ricopre di consuetudine nel Cile) è una sicurezza, lo aveva dimostrato anche nella prima parte della gara col Milan. Il suo infortunio ha costretto Pioli a riproporre il pericolo pubblico Murillo al fianco di Miranda. Col cileno out l’Inter ha rimesso in mostra le incertezze e le lacune di sempre.

INTER SQUILIBRATA
Giocare col baricentro molto alto, con mediani svagati difensivamente come Kondogbia e Brozovic e con due centrali che non accettano la parità numerica, arretrando sempre invece di affrontare l’avversario, provoca quegli scompensi che hanno consentito al Milan di andare due volte in vantaggio senza fare quasi niente.

Sono bastate poche ripartenze di Bonaventura e Suso, i giocatori più «cognitivi» di Montella, per mettere in ginocchio i nerazzurri. Se dovesse ripetersi lo stesso canovaccio tattico penso che non avrebbero grossi problemi Ilicic e Bernardeschi ad approfittarne. L’importante, in quelle situazioni, è non andare troppo sulle fasce ma puntare dritto per dritto la profondità.

CANDREVA E PERISIC
Cose migliori si sono viste, tra i nerazzurri, dalla cintola in sù, dove le idee di Pioli hanno potuto essere applicate fino alla fine. La particolarità del 4-2-3-1 visto contro il Milan è stata che gli esterni alti (Candreva a destra e Perisic a sinistra) hanno stantuffato in verticale come loro solito, ma nei binari interni. Una strategia intelligente. L’Inter che era la squadra con più cross del campionato e, infatti, mancava di combinazioni centrali e di sostegno in area a Icardi.

Avvicinandosi all’area di rigore sia Candreva sia Perisic sono stati più pericolosi (entrambi in gol) ma soprattutto hanno messo in grave imbarazzo i terzini rossoneri. Prendiamo l’esempio di De Sciglio. Se chiudeva internamente sull’ex laziale lasciava via libera a D’Ambrosio sulla corsia laterale. Al contrario se stava largo si apriva il corridoio centrale per le incursioni dei trequartisti (anche di Joao Mario).

MEGLIO LA DIFESA A 3
Per questo contro questa Inter vedrei meglio una vera difesa a 3, più Tello e Milic esterni a contrapporsi ai terzini avversari. In questa ipotesi quando Candreva e Perisic partono dalla loro metà campo trovano l’opposizione di Borja Valero e Badelj, se si inseriscono alle loro spalle devono essere subito affrontati dal centrale di parte viola.

Anche ai due trequartisti viola sarà chiesto un maggior sacrificio in fase di non possesso. Fare densità in mezzo al campo amplificherà i limiti dei nerazzurri a costruire gioco con difensori e centrocampisti. Pioli potrebbe sopperire al deficit provando a dare fiducia Banega, ma dovrà prima risolvere il rebus legato alla sua posizione in campo.

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Si’,ce lo vedo proprio un lentone come Ilicic scatenato in velocita’ nelle ripartenze improvvise……

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