Irrati: “Ero scettico sul Var, mi sono dovuto ricredere”. Ed apre alle interviste di fine gara

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L’arbitro toscano tocca tanti temi, parla del Var e della possibilità di rilasciare interviste a fine partita

“La prima volta che Rosetti, leader project del progetto Var, ha iniziato a parlarci due anni fa, la cosa sembrava inapplicabile” ha detto l’arbitro Massimiliano Irrati a Radio Anch’io lo sport su Radio1. “Io personalmente ero molto scettico e mi sono dovuto ricredere, i dati lo hanno dimostrato, il gioco effettivo è aumentato ed è migliorato il comportamento dei giocatori. Non ci sono controindicazioni”.

“In A siamo 21 arbitri, 21 personalità diverse, 21 concezioni diverse dell’arbitraggio anche se lavoriamo per fare tutti le stesse cose, chiaro che un minimo di discrezionalità ci sia. Anche per la Var ci sono situazioni che possano apparire chiare ad un arbitro e meno ad un altro, c’è una componente discrezionale, ci sono episodi di cui anche sui giornali si parla per mesi o per anni”.

Positiva, anche, l’uso della tecnologia in Russia. Irrati è stato tra gli arbitri responsabili della Var ai Mondiali: “Sul Mondiale l’attesa sulla Var era esagerata. Noi italiani eravamo abituati a questo ma nel 90% dei paesi nessuno sapeva realmente di cosa si trattava. Un errore evidente nel mondiale sarebbe stato un pessimo biglietto da visita per la Var, per la Fifa e chi aveva investito tantissimo in questa tecnologia. Irrati ha anche sottolineato che presto la Var arriverà anche in Champions. Una sorta di scelta obbligatoria. Dovuta.

Il “fischietto” toscano ha poi parlato anche della possibilità che prima o poi gli arbitri possano rilasciare dichiarazioni dopo le partite: “Se ci sono le condizioni perché non farlo? Noi ci incontriamo costantemente con allenatori e giocatori, siamo in grado di sostenere un’intervista, chiaro che se si parla solo di un episodio o di favoritismi non diventerebbe fattibile. In altri contesti non ci sarebbero problemi”, riporta Sportmediaset.

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patrizio
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patrizio

Discrezionalità? Nello sport è una parola che non voglio neanche sentire! La discrezionalità va sempre a favore delle società più grandi. Campionato 2017-18: discrezionalità 10 a 1 a favore delle solite note.

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