Italia-Francia: inizia oggi a Bari l’era Ventura

    0



    VenturaSe a Roma, sponda spallettiana, la partenza falsa è, vox populi, di una regista che non c’è, in nazionale Giampiero ne ha trovato uno, puntando sull’usato sicuro, Daniele De Rossi. Che poi sia lo stesso «che non c’è» per molti nella Capitale, questa è un’altra storia. E se Spalletti ha tolto la fascia a capitan De Rossi, Giampiero Ventura gli consegna le chiavi del centrocampo, debuttando alle 21 contro la Francia a Bari sulla panchina azzurra con il modulo a lui più caro, il 3-5-2, facendo tesoro del lavoro di mister Blues, Antonio Conte.
    «C’è un filo conduttore tra me e Conte – riflette Ventura – strano ma vero, ci siamo incrociati a Bari e anche in Nazionale. Mi auguro di proseguire sulla sua strada e possibilmente migliorare. Parto da un presupposto positivo, perché il grosso lavoro di Conte me lo ritrovo e per me diventa tuttopiù semplice», ha detto il ct con un certo stile, riconoscendo il grande lavoro del suo predecessore. Accanto a De Rossi, ci sarà sicuramente Parolo, per il quale il ct stravede, mentre crescono le quotazioni di Bonaventura, favorito su Bernardeschi, provato più volte a centrocampo.
    Sulle fasce, non dovrebbero esserci sorprese, con Candreva e De Sciglio titolari. In difesa, intoccabili Barzagli e Chiellini e Astori in ballottaggio con Ogbonna (lanciato dal ct a Torino) e leggermente favorito per sostituire Bonucci, al quale sono stati concessi altri due giorni di permesso. In attacco il ct dovrebbe partire con la coppia Pellè-Eder, per poi lanciare il “Gallo” Belotti, esploso proprio con l’ultimo Toro targato Ventura e grande novità di questa nazionale. Sulle polemiche degli ultimi giorni, in particolare sul caso Berardi, Ventura si è detto: «Sorpreso per tutta la confusione che ho letto sugli esterni, io non vedo l’ora di poterli utilizzare… I commenti di Sacchi e Zola? Penso che abbiano fatto considerazioni su cose non dette o magari fraintese, oppure mi sono espresso male io…». Il ct ha rafforzato una sua idea della prima ora, espressa quando l’ufficialità della sua nomina era tutt’altro che sicura: «Ho ribadito che in questo momento i giovani più importanti sono sugli esterni. E siccome vorrei che diventassero lo zoccolo duro della nazionale del futuro, è evidente che ci sarà un ricambio generazionale e non avverrà per caso. Siamo noi – prosegue il tecnico azzurro – che dobbiamo mettere questi giovani in condizione di potersi inserire, facendoli entrare dalla porta principale con i tempi giusti e senza bruciarli». Tra questi, c’è anche Berardi, sul quale il ct spende parole al miele: «Lui è un capitale, spero prima possibile dell’Italia. Verratti? È una risorsa eccezionale del nostro calcio. Diamogli tempo, è rientrato da poco dopo l’infortunio».