Joaquin, il muro contro muro serve a poco. Tutto dipende dal Betis. E Sousa aspetta…

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Ore di attesa, di quelle che ti cambiano una carriera ed una stagione. Joaquin si è rinchiuso in casa, mentre aspetta segnali confortanti che lo facciano partire con destinazione Siviglia. Lo spagnolo non si allena in gruppo da due giorni, pare per volere di Paulo Sousa, che non lo ha visto concentrato a dovere nei primi minuti della sessione di martedì. Da lì in poi, di lui, se ne sono perse le tracce. Restano le dichiarazioni ufficiali ed i post su Instagram, che ancora campeggiano sul profilo dello spagnolo. Ferite aperte per i tifosi viola, che su di lui avevano riposto sogni e speranze per la stagione a venire. Poi c’è il suo procuratore, piombato a Firenze in soccorso del suo assistito. Perché un conto è parlare di sentimenti e nostalgia di casa, un altro è ragionare di soldi. Milioni di euro, che pendono sulla testa del trentaquattrenne andaluso. Come dire,  le emozioni ed i sentimenti contano, ma fino ad un certo punto.

 

Già, perché se è vero che il desiderio di Joaquin è ormai arcinoto, sono altrettanto chiare le esigenze della Fiorentina e del suo allenatore. La linea è sempre la stessa, ma con il passare delle ore il Della Valle pensiero si è leggermente modificato. Dal ‘non parte assolutamente’ di qualche giorno fa, si è passati giorno dopo giorno al ‘parte solo con un’offerta di 5 milioni di euro’. Posizioni diverse, anche perché nel frattempo Paulo Sousa si è reso conto che recuperare a livello mentale il giocatore è impresa ai confini dell’impossibile. Joaquin ha ormai staccato la spina con Firenze, riattaccarla il primo di settembre sarebbe impresa assolutamente ardua. Da qui la decisione della Fiorentina, di dare un prezzo al cartellino dell’esterno. Puntata successiva e problema di non poco conto. Fino ad oggi il Betis Siviglia non si è avvicinato nemmeno lontanamente a quella cifra. Ha offerto prima spiccioli, poi 1 milione di euro circa, in attesa di piazzare il talentuoso Ceballos al Real Madrid. Da quella cessione arriverebbero soldi freschi da girare ai gigliati. Ma siamo ancora nel campo delle ipotesi. La Fiorentina, dunque, attende. La vicenda ha spazientito i dirigenti, che non immaginavano di trovarsi questa grana in mano a pochi giorni dalla fine del mercato. Quel che viene rimproverato al giocatore è la tempistica. La presa di posizione è arrivata tardiva, anche se velatamente lui aveva già fatto intendere di voler tornare a casa. Ma molti, quasi tutti anche in Fiorentina, pensavano che non ci fossero troppi problemi a rimandare tutto di un anno. E poi, i rapporti con l’ex direttore tecnico viola Macia sono ai ferri corti. Il regista, nemmeno troppo occulto, di tutto quello che accade intorno a Joaquin è proprio lui. La strategia è stata studiata fin dal primo giorno in cui è stato deciso di andare allo scontro con la Fiorentina. Da ieri, però, forse qualcosa è cambiato. Le dichiarazioni dell’agente sono sembrate più concilianti, come se ci fosse la volontà di cambiare toni a livello mediatico. Ma la società viola si prepara alla battaglia finale con questo diktat: o l’agente di Joaquin porta un’offerta di qualche milione di euro, oppure il giocatore rimarrà a Firenze. E se non si comporterà da professionista, finirà in Tribuna.

 

In mezzo a tutto questo c’è Sousa, che non si è potuto godere al massimo la vittoria contro il Milan. Il tecnico è in attesa di capire cosa sarà di Joaquin e, nel caso dovesse essere ceduto, chi potrebbe arrivare al suo posto. E se potrà arrivare un rinforzo anche in difesa. Saranno ore caldissime le prossime, nelle quali si deciderà l’immediato futuro della Fiorentina. In mezzo anche la partita contro il Torino, che sembra quasi uno spiacevole intermezzo. Sousa e la sua squadra, in mezzo a tante difficoltà, proveranno a bissare la bella prova offerta contro il Milan. 

Autore: Alessandro Latini (@LatoAle) – Fiorentina.it