Kalinic & c., tutte le sfumature di viola a Euro 2016

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    gomezSuperMario. Ok. E poi? Mica c’è solo lui. Anzi. L’Europeo che inizia oggi ha diverse sfumature di viola. Non tantissime, per la verità. Abbastanza però, per renderlo interessante anche per i tifosi (e i dirigenti) della Fiorentina – riporta La Repubblica Firenze -. Prendete Bernardeschi. Uno che, nel giro di un anno, si è preso tutto. Prima ha firmato il rinnovo di contratto, quindi ha scelto il numero 10 e poi, partita dopo partita, ha conquistato la fiducia incondizionata di Paulo Sousa. Talmente elevato il suo rendimento, da convincere Conte a portarselo in Francia. Soprattutto perché le premesse, dal suo punto di vista, sono quelle del giocatore di grosso calibro. Quante volte in queste settimane abbiamo sentito dire frasi del tipo «questa Nazionale è scarsa, l’unico talento vero che abbiamo è Bernardeschi? ».

    Tante. Il Piccolo Principe viola, per intendersi, è il gioiello al quale in tanti si aggrappano nella speranza che illumini una squadra oggettivamente non eccezionale. E pazienza se, almeno sulla carta, non fa parte dei titolarissimi. «Giocheranno tutti», ha detto ieri il ct. Magari non da subito (lunedì, per l’esordio col Belgio, dovrebbe partire dalla panchina) ma state tranquilli che Berna troverà spazio. E poi Tatarusanu. Sarà lui il primo viola a scendere in campo. Lo farà stasera, nel match inaugurale tra Francia e Romania. Non il più semplice degli esordi, per la verità. Questo Europeo comunque, sarà utile per testarlo ancora. È giusto puntare su di lui anche per la prossima stagione? O è meglio venderlo? Certo, dovesse giocare un torneo da protagonista, sarebbe più semplice anche trovare degli acquirenti. Le altre gare, nella fase a gironi, lo vedranno opposto a a Svizzera e Albania. E infine Kalinic e Badelj. I due, con la Croazia, faranno il loro esordio domenica (alle 15) contro la Turchia. Forse partiranno dalla panchina, ma anche per questi due l’Europeo può rappresentare una vetrina importante. Il primo deve dimostrare di essere quello che nella prima parte di stagione ha stupito l’Italia e non il centravanti triste e malinconico degli ultimi mesi. Il secondo, invece, può cogliere l’occasione (viste le pressioni del suo procuratore) per dimostrare di essere davvero un centrocampista da Champions.