Kalinic l’anti divo: “Voglio stare nel calcio che conta, qui mi sento a casa. E non valgo 50 milioni”

di Ernesto Poesio - Corriere Fiorentino

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Nikola Kalinic si presenta quasi in punta di piedi nella sede del Corriere Fiorentino dove per la prima volta ha scelto di spiegare il suo No alla cascata di denaro della Cina. Mister cinquanta milioni (tanto avrebbe incassato la Fiorentina dalla sua cessione) sembra quasi sorpreso di aver generato tanto stupore e curiosità. Perché nel calcio di plastica dei nostri giorni, il suo gran rifiuto equivale a merce rara, la dimostrazione che non tutto può essere comprato a suon di dollari o, in questo caso, di Yuan. Non l’ambizione per esempio. Quella di un giocatore arrivato tardi sul grande palcoscenico e per nulla intenzionato a tornare dietro le quinte, anche se decisamente dorate.

Eppure il clamore suscitato nel lungo mese di mercato non l’ha cambiato. Sarà perché forse nemmeno si rende conto di essere una perla rara nel mare agitato dei calciatori superstar: «Ma io non voglio giudicare gli altri, ognuno decide per sé», si schernisce come se rinunciare a una valanga di soldi fosse facile come bere un bicchier d’acqua (qualsiasi altra bibita è bandita nella sua ferrea dieta) oppure spingere per le vie del centro il passeggino del suo piccolo Mateo. Potrebbe perfino passare inosservato, l’attaccante della Fiorentina, e chissà che non sia grazie a questo che in campo riesce a scomparire all’improvviso per poi rispuntare dal nulla, sorprendere i difensori, buttare la palla in rete.

Nikola Kalinic è sostanza, e tutto il resto non gli interessa granché. Ha il sorriso schivo e gentile, e quel velo di tristezza di chi arriva dall’Est, di chi è nato jugoslavo (classe 1988) e si è ritrovato croato a suon di bombe a soli sette anni. Troppo piccolo, forse, per capire, troppo grande per non ricordare il rumore delle armi. Ci ha pensato il pallone a portarlo lontano, quando aveva 21 anni. È partito per il nord dell’Inghilterra, destinazione Blackburn, una squadra che però preferiva «lanci lunghi e un gioco per niente offensivo, quindi decisamente poco adatto a me». Sette gol in tutto in due anni, troppo pochi ovunque, figuriamoci per convincere l’esigente Premier League a scommettere ancora su di lui. Eppure Kalinic non sembra portare rancore. Il campionato inglese, anzi, resta nei suoi pensieri quasi fosse un conto in sospeso da saldare a modo suo, quando sarà sicuro che sia arrivato il momento giusto. «È il campionato che guardo oltre a tutte le partite della serie A». Magari riuscirà a tornarci, e in fondo è anche per questo che ha deciso di rinunciare agli oltre dieci milioni l’anno offerti dai cinesi. «Con loro sarebbe bastato un mio sì anche se non so che cosa avrebbe risposto la Fiorentina. Ma io volevo restare nel calcio europeo, giocare grandi partite, contro grandi giocatori», dice ad Alessandro Bocci nell’intervista che il Corriere della Sera pubblica oggi.

Ambizione legittima per chi, dopo l’esperienza britannica e l’approdo nel campionato ucraino, era convinto di essersi giocato la sua ultima chance. «Me la sono vista brutta, per questo quando è arrivata la chiamata della Fiorentina non ci ho pensato un attimo». E allora di nuovo in volo verso ovest, stavolta per indossare la maglia viola e il numero 9 di Batistuta («Ma di Batistuta ce n’è uno solo»), le difficoltà iniziali e poi la tripletta a Milano contro l’Inter «che è il momento di svolta da quando sono a Firenze». Già, il 28 settembre del 2015, i viola battono l’Inter e l’agganciano in testa alla classifica. A Campo di Marte un migliaio di persone accolgono la squadra di ritorno da San Siro. Per Nikola è la prima serata da eroe e per lui, l’antidivo per eccellenza, sembra quasi un paradosso. E così le fotografie di quella sera lo vedono intento a farsi largo tra i tifosi, incredulo davanti a quegli sconosciuti che non aspettano altro che fotografarlo e abbracciarlo mentre lui, con il beauty case di Louis Vitton sotto braccio, sembra quasi trovarsi lì per caso.

E invece no. Perché per uno che non ha avuto la fortuna di nascere con le giocate brasiliane nel proprio repertorio, che non sfodera tatuaggi o creste colorate modello pavone, per farsi notare in questo calcio sempre più devoto al culto dell’immagine non c’è altra via che la costanza, il sudore, la dedizione, e il carattere di ferro. Mica è facile, tanto per fare un esempio, eliminare di colpo dalla propria giornata qualsiasi latticino, ogni granello di zucchero e a bandire i dolci dal proprio menù. Oppure sedersi a colazione davanti a una bella tazza di cereali bagnati con l’acqua. «Devo dire che all’inizio è stata dura, poi però mi sono abituato e ho perso 10 chili in due anni».

Un po’ estremo forse, ma è anche così che si può costruire una storia di successo e magari trasformarla in favola, giorno dopo giorno. E forse, così, è più facile comprendere come sia riuscito a non vacillare davanti a quell’offerta cinese arrivata di colpo sul suo tavolo. Non era per rifugiarsi in una pensione dorata a 30 anni che aveva lavorato duro, non avrebbe avuto senso salutare tutti proprio adesso che è diventato uno dei giocatori più ambiti della serie A e che da quando è arrivato a Firenze due anni fa sta vivendo il momento migliore della sua carriera. «Ma io non credo di valere 50 milioni, sono troppi», sorride quasi incredulo ripensando a quella clausola che «in realtà ha voluto mettere la società. A me andava bene, ma non me ne sono occupato direttamente». Perché sedersi a un tavolo non è proprio il suo sport preferito. «A quello ci pensa il manager». E così Nikola ha tutto il tempo di concentrarsi sul campo e sul pallone che resta, anche quando è nella sua casa del centro, la sua grande passione da trasmettere anche al figlio di 3 anni Mateo. «Con quel mancino si dà già da fare», assicura con un misto di orgoglio e tenerezza. In fondo anche la famiglia ha pesato e non poco sulla sua decisione di restare qui. «Mia moglie Vanja ha detto la sua», «Beh Kalinic, il fatto di vederla ancora qui tra noi però non lascia dubbi su quale sia stato il suo consiglio…». Lui si scioglie (finalmente) in una risata di conferma, consapevole che passare dalle lunghe «passeggiate nel centro di Firenze» a quelle nel distretto industriale di Tianjin non sarebbe stata proprio la stessa cosa.

«Mi piace camminare o andare in bicicletta con mia moglie e mio figlio, ma posti preferiti non ne ho e con l’italiano ancora me la cavo così così, con tutti gli slavi che ci sono nello spogliatoio finisce che parlo sempre la mia lingua», racconta. E anche ora che con il suo rifiuto alla Cina ha rinvigorito l’orgoglio (mai sopito) dei fiorentini e che è quasi scontato trovare qualcuno per strada pronto a chiedere un autografo o essere fermato ovunque per un famigerato e immancabile selfie, non ha intenzione di cambiare le sue abitudini. Anzi. «Mi piace molto il rapporto che ho con i fiorentini. È bello e io in questa città mi sento a casa».

Poco male allora che il famoso cappuccino con tanto di cuore disegnato sopra con la scritta «Viola» in bella mostra, postato su Instagram proprio nei giorni in cui tutta Firenze era ormai convinta di aver perso il suo miglior attaccante in realtà «fosse stata l’idea di un mio amico barista in Croazia». Il senso, insomma, resta lo stesso, così come la realtà che racconta di Kalinic come attaccante della Fiorentina anche in futuro. «Ho un contratto di altri due anni quindi…». Certo, magari senza Sousa («un allenatore importantissimo per me a cui devo tutto, mi ha fatto rinascere») le cose potrebbero pure cambiare. Sicuramente non adesso però che ancora c’è da concludere la stagione, magari provando a puntare tutto sull’avventura in Europa League, che significa la possibilità di confrontarsi con le migliori squadre dei principali campionato continentali.

Stimoli, insomma, per uno come Nikola che sembra trovare forza proprio nel mettere sempre alla prova se stesso con nuove sfide non esistono altri modi di vedere il calcio e la vita professionale. Anche a questo dovrà pensare in futuro la Fiorentina, che dal rifiuto di Kalinic alla Cina, ha l’occasione di rilanciare la propria posizione nel calcio italiano ed europeo. Lo sa bene anche Andrea Della Valle che «mi ha chiamato quando ho scelto di rimanere qui, mi ha fatto piacere anche perché fino ad allora nessuno della società mi aveva fatto pressioni». Quelle che invece in campo non mancheranno nel tentativo di risollevare la stagione della Fiorentina, il club verso cui questo ragazzo croato dai lineamenti spigolosi sente quasi un debito di riconoscenza. Cosa rara (e per questo assai preziosa) nel calcio di oggi, ma non introvabile. Basta cercare bene, magari arrivare fino a Salona, poco più di 14 mila abitanti, in Croazia. La casa dove Kalinic è nato e cresciuto, prima di ritrovarla anche a Firenze .

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sempre viola
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questo ragazzo e’ degno di essere considerato un vero viola.

Dall\'Eremo di Camaldoli
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Prima di vendere Kalinic, cari Della Valle, è meglio che vendiate la società. Sarà bene per tutti. Tanto, per vivacchiare alla meno peggio come state facendo ora, uno vale l’altro. Morto un Papa se ne fa un altro, recita il vecchio proverbio. Vuol dire che Firenze se ne farà una ragione. Se non vinceremo mai nulla l’ uguale; tanto con voi al timone finora cosa abbiamo vinto: una bella BANANA!

Rocco54
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Io sono per la Fiorentina e poi ho una coscienza, e la coscienza mi dice che questo “prezioso” nostro giocatore, oltre a essere uno che si spende quando è in campo, è anche un “signore” nella vita e il suo rifiuto della torta ricca è cosa rara non solo tra i giocatori ma in generale.
Eppure … tra quelli che scrivono qui ci sono non-fiorentini (intendo come tifo) e caccolini.
Non puoi prendere discussioni con queste due categorie.
Chi non è per la Fiorentina è semplicemente un infiltrato, mentre il caccolino è un caccolino, un viziatello, un perdigiorno che, senza coscienza, spara anche su chi andrebbe, non dico adorato ‘ché è una parolona, ma perlomeno STIMATO.
Forza Nikola! Forza Fiorentina!

Dalfo
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Bravo Nikola, il prossimo anno te ne andrai in Inghilterra e con la tua dichiarazione hai abbassato il tuo prezzo di 30 milioni. Davvero bravo e voi capre che ancora state dietro a questi bravi ragazzi di calciatori pieni di cuore e onestà

FabriViola
Ospite
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Bravo Nikola, si vede anche dall’impegno che ci metti in campo, continua così!
Per il prossimo futuro, se vuoi il calcio che conta, spero ti possa bastare di rimanere a Firenze ancora per qualche anno e che ti costruiscano una squadra all’altezza del tuo valore, ma dei forti dubbi…
Forza Viola

Marullo dall\'alma gentile
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Marullo dall\'alma gentile

Povero Nicola come potrà mantenere la famiglia con 1,2 milioni l’anno .Sarà costretto a farli crescere al freddo e al gelo.
Tutto questo per rimanere a Firenze.Un santo più che un calciatore!

Marcomugello
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questo è pirla, di che si impiccia, pensi ai milioi suoi!!!! tanto va via….

Pacco dono
Ospite
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Mi auguro che le cose stiano così, mi auguro che la prossima estate non chiederai di essere ceduto in Inghilterra a prezzo scontato (“non valgo 50 milioni”), mi auguro che sarai disposto a rinnovare il contratto con noi. Il tempo ci dirà se tutto questo affetto è sincero.

Ilgatto
Tifoso
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Una cosa magari: quando deciderai di andartene,non battere tanto sul fatto che non vali 50 milioni: menti,e di’ che ne vali 60!!

Tages
Tifoso
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Semplicemente Grande.
L’unico, insieme a Chiesa, degno di indossare la nostra gloriosa Maglia.

www.casaccaviola.com
Ospite
Member

Grande Nikola , se la proprietà ne avesse voglia i giocatori X riaprire un ciclo importante ci sarebbero … lui astori chiesa Berna Vecino i più importanti… comunque grande Nikola e stasera buttala dentro …. … AAACERCO VECCHIE VECCHISSSIME MAGLIE Fiorentina E altre squadre contattami ad [email protected]

Andrea Caroli
Ospite
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Il suo modo di giocare rispecchia il carattere. Sempre di corsa, A rompere le scatole a portieri e difensori, dare e prendere botte, mai una sceneggiata. Il rispetto si guadagna così. Hvala, Nikola.

GiancarloMiami
Ospite
Member

Sarebbe uno spreco non fare una squadra intorno a lui..hai detto bene, in campo e con le parole la’ stessa cosa…

Carlo Luchetti
Ospite
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Tra schernirsi e schermirsi ce n’è di differenza, sicuramente è un refuso, ma mi premeva sottolinearlo. Per il resto che dire di questo giocatore? Bravo, generosissimo, educato, non tatuato, intelligente quanto basta (certo a confronto di tanti altri suoi colleghi è un genio assoluto): totale voto 10

GiancarloMiami
Ospite
Member

Non tatuato, molto importante….Impegno, voglia di calcio, famiglia,,Questo e grande veramente,,,Una squadra intorno a Lui, Chiesa, Astori,Berna,,,ma questi DV non so che c…o faranno

olegna
Ospite
Member

lo dico già da adesso………pare che anche i muri diano per scontato che a fine campionato ti trasferirai in Inghilterra……..tranquillo…….te lo sei meritato, non tene vorrò e ti ricorderò sempre con affetto per quello che ci hai dato e per quello che hai fatto.
vorrei cogliere invece l’occasione per sputare in un occhio a tutti quei falsi tifosi viola, o, meglio ancora, cialtroni da infima bettola con annessi topi in libertà, che si auguravano la tua cessione ai cinesi a gennaio………..poi penso alle Sacre Parole “Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno”.
questi “poveri di spirito” auspicavano la tua cessione, farneticando che con i 50 milioni di euro (che poi 50 non sarebbero mai stati, tra l’altro), i ciabattini e il corvo avrebbero rifatto quasi mezza squadra………..provo tanta pena e pietà per costoro, perchè dopo 15 anni di gestione calzaturiera non hanno ancora capito una beata fava.
amen.

michele
Ospite
Member

Che noia….che vento tira oggi olegna?

CVB Bruxelles
Ospite
Member

Bravo Olegna, condivido

Mambo
Ospite
Member

Credo che il mondo sia pieno di talenti misconosciuti, o che hanno avuto una carriera che non gli ha reso i meriti che varrebbero ( in qualsiasi campo ). Lui è uno di questi. Gran giocatore, sottovalutato troppo a lungo. O forse non nel giro dei procuratori giusti. Chissà. Intanto godiamocelo finché non lo vendono.

Domenico Dal Manico
Ospite
Member

Cari Fratelli Vivacchia, avete detto che siete innamorati di Firenze, allora per S. Valentino fateci un regalo… toglietevi dalle palle!!

Luigi Cavicchia
Ospite
Member

sono in sintonia con “Kubik”

Oranje
Ospite
Member

Personaggio ! Stasera la butta dentro. Tirata !

Enrico
Ospite
Member
Boh non vi capisco davvero. Non capisco come possiate non voler bene a Kalinic. E’ uno che da tutto, sempre, quanto è prezioso per la squadra anche quando non segna lo riuscite a vedere ? Perché altrimenti avete sbagliato sport. Io non capisco le critiche a Nikola. Batte si lotta tiene su la palla picchia e viene picchiato… ah si …e segna anche …non come Higuain certo, ma segna. Qualche partita non l’ha giocata benissimo ok… beh per carià ci mancherebbe….. Per chi ha giocato un minimo a calcio (e a legger certi commenti mi pare non tanti) sa che quando si va in campo tra testa e condizione fisica ci sono mille fattori….mille elementi che se non regolati non ti fanno dare il meglio …siamo umani. Ora dice queste parole. Belle parole.Umili. Di un ragazzo che si impegna , da tutto senza grilli per la testa…e voi? No non… Leggi altro »
anti cricca
Ospite
Member

Ovvia giù, abbiamo trovato finalmente il detentore della verità assoluta. Adesso se ne può andare. Dove? Immagini!

deno
Ospite
Member

Parole “normali” di una persona “normale”

Potini
Ospite
Member

Che resti o vada a fine stagione, tanto di cappello a Nikolone

Gigi
Ospite
Member

A parte il libro Cuore, la verità è tutt’un altra
I DV volevano 50 cucuzze, i cinesi fermi a 40, trattativa arenata
Il resto sono favole per quelli che guardano in su gli asini che volano

Ilgatto
Tifoso
Member

Gran successo di pubblico…..

Potini
Ospite
Member

L’offerta alla Fiorentina non è mai pervenuta, solo al giocatore che l’ha rifiutata. Non certo per amore della Fiorentina, più per scelta di vita e di livello calcistico. Che hai mangiato stamani, pane e vipera?

Roberto Como
Ospite
Member

No tranquillo Gigi, lo sappiamo tutti che TU non voli………..

Gianburrasca
Ospite
Member

Raramente ci sono persone cosi’, ma quando esistono, per favore, lasciatele stare, sono un esempio per tanti quaraquaqua’.

Sandro Cina
Ospite
Member

Tussaunasega te

piegato a 90 da 15 anni
Ospite
Member

non è vero i DV avevano accettato meno di 50 a loro basta fare plusvalenza è qui l’ennesima prova ridicola della società mettono la clausola e poi non la rispettano

Kubik
Ospite
Member

A me piace da matti.
E se Fiorentina attaccasse di più (e meglio) avrebbe numeri importanti.

piegato a 90 da 15 anni
Ospite
Member

una persona come te merita questi tifosi ma non merita questa società che naturalmente per 30 milioni ti avrebbe venduto ed è rimasta delusa che non te ne sia andato, spero che a fine anno trovi una squadra importante in inghilterra o altrove

Tino
Ospite
Member

ma sai una sega te…vaia!!!

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