Kalinic, un uomo solo al comando. Sempre isolato

    0



    Genoa-Fiorentina KalinicE’ VERO che sono gli uomini a fare i moduli e non viceversa, come dicono gli allenatori. Ma nel caso della Fiorentina e, soprattutto, di Kalinic il discorso è un po’ diverso. Il destino del croato è di giocare sulla linea difensiva degli avversari – fino a qui niente di nuovo –, costretto spesso a lottare tra due marcatori e a rincorrere i lanci dei compagni più di quanto avveniva prima. Diventa complicato così aiutare la squadra a salire, come è successo anche a Genova nello scampolo di partita giocata prima dell’acquazzone. Si potrebbe obiettare che il gioco impostato da Sousa nasce con l’idea di appoggiarsi su Kalinic per aprire gli spazi per gli inserimenti di chi giostra immediatamente alle sue spalle. Nel caso del Ferraris, Borja Valero e Ilicic: ma se mancano proprio i giocatori che hanno queste caratteristiche il gioco della Fiorentina rischia di diventare poco pericoloso e sfiancate proprio per il numero 9 viola.

    IL TECNICO del Genoa, Juric, come ha detto Sousa presentando la sfida, ha studiato bene la Fiorentina, mutuando anche alcuni aspetto del suo gioco. Ma proprio perché ha visto e rivisto i viola ha capito – compito non difficilissimo – che l’uomo più importante è proprio Borja e lo fatto seguire ovunque da Rincon, come nemmeno il paron Rocco ordinava. E la Fiorentina è andata in difficoltà, non riuscendo soprattutto a uscire dalla pressione rossoblù.

    Utilizzare un uomo con maggiori doti offensive, come Zarate, potrebbe dare a Kalinic una sponda più vicina e, soprattutto, darebbe quel senso di imprevedibilità che la Fiorentina sembra proprio aver smarrito in avanti.

    SEMPRE nel pre gara Sousa potrebbe aver individuato un ‘compromesso’ in Bernardeschi: «Credo che lui è forte quando vede la porta di fronte, ma se è girato di spalle deve migliorare molto». Però attacca di più lo spazio rispetto ad altri, sempre che la condizione fisica lo assista. In questo caso il 4-3-3 (non si riesce a non tornare ai numeri) sarebbe l’assetto ideale, riportando Borja Valero nella linea mediana, nella zona nevralgica delle operazioni, dove può fare più male, con Kalinic assitito maggiormente da vicino, magari dallo stesso Berna (o Zarate), con Tello svincolato da compiti di copertura. Con la Roma potrebbe essere una possibilità.