‘Kuba’ cancella Joaquin, come Salah aveva annientato Cuadrado…

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Ti aspetti Mario Suarez e spunta il polacco. Non che ‘Kuba’ Blaszczykowski non attirasse la fantasia del popolo viola, visto il suo curriculum, ma si presentava all’appello con un recente passato caratterizzato da problemi e infortuni (e quello capitatogli alla spalla in maniera decisamente sfortunata contro il Basilea, sembrava non promettere niente di buono…). Per questo, e solo per questo, in cima alle grazie dei tifosi viola, alle 23 del 31 di agosto, c’era il centrocampista spagnolo proveniente dall’Atletico Madrid (e anche perché l’arrivo di Suarez è costato la partenza di Savic, ma questo è un altro discorso). Nonostante le chiacchierate problematiche, su ‘Kuba’ era riposta una speranza: di poterlo riammirare come ai tempi del Borussia Dortmund.  

Il calcio è strano e in poco tempo chi doveva stupire, delude (momentaneamente). Chi suscitava perplessità, convince. Ed è bastato davvero poco a spazzar via quei dubbi legati ai problemi fisici del polacco. Ad una mancanza di condizione ottimale (si diceva). È bastato vederlo giocare due volte, per rendersi conto che Blaszczykowski è tornato in forma, pronto a combattere per la causa viola. Pronto per ‘sverniciare’ la fascia destra. Pronto per inserirsi e in area di rigore, mangiandosi sulla corsa e sulla potenza gli avversari, per poi crossare in mezzo come se piovesse o, addirittura, convertire al centro per arrivare senza paura al tiro in porta.

‘Kuba’ c’è. E c’ha messo il tempo di una galoppata per entrare nei cuori del pubblico di Firenze. Il gol segnato contro il Bologna, poi, è stato ‘solo’ il momento dell’idillio. Dell’amore dichiarato. Quel biondino dagli occhi azzurri e dal volto malinconico ha fatto centro. Ha sbloccato il risultato con un destro potente e poi ha esultato come se avesse segnato un gol in una partita ben più importante di quella contro il Bologna, alla quinta giornata di campionato. La sensazione, che poi è più di una sensazione, è che sia nato un nuovo feeling in città, che ha di colpo cancellato il ricordo di Joaquin. Se ‘Kuba’ è quello ammirato contro il Bologna, se è quel giocatore che corre come un treno, tosto e abile anche nel tiro in porta, siamo quasi certi che lo spagnolo non verrà più rimpianto. Certo, il polacco non avrà il tocco felpato di Joaquin. Né il suo dribbling ubriacante. E ancora meno il suo elegante doppio passo e la sua aggraziata esultanza. Ma è uno di quei giocatori che piace alla gente. Che il pubblico accompagna, nelle sue azioni, aumentando il volume degli applausi e degli olè…

Quanto ci piace ‘Blascicoschi’, commenta il fiorentino la mattina davanti a un cappuccino o leggendo il giornale. Sì, soddisfa la folla, che ha già sostituito ‘Giocacchino’ nell’undici titolare. E lo ha fatto con la stessa velocità con cui, solamente qualche mese fa (gennaio2015), sostituì Cuadrado con Salah.

A Firenze non c’è (più) spazio per i ricordi, anche se non può che balzare agli occhi la tanta qualità passata sa quella fascia. Ma chi va via, è il passato. Chi arriva è il presente. Il presente si chiama ‘Kuba’. 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it