La conferma di Tata… e i riflettori su Neto che si spengono…

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‘Se hai un centravanti che segna ed un portiere affidabile, hai già metà squadra’, diceva un vecchio detto alla base del gioco del calcio. Postulato che si può ben adattare anche al momento viola: da una parte Gomez, punta da oltre 200 gol in carriera a segno tre volte nell’ultima settimana, dall’altra Tatarusanu, il numero dodici diventato titolare ad inizio 2015. Più Babacar, al momento ‘bomber di scorta’ (e capocannoniere viola), che sette giorni fa tolse le castagne dal fuoco a Verona con un guizzo da attaccante vero. Ecco i due capi di una Fiorentina che esce con l’amaro in bocca dalla gara contro la Roma (per non aver vinto una partita giocata ad alto livello), ma anche con la consapevolezza precisa di potersela giocare con tutte, anche con la seconda della classe. E di essere in continua crescita, in ascesa nella parabola della propria stagione. Gomez e Tatarusanu, i due vertici positivi di una gara, quella contro i giallorossi, che ha fatto uscire i viola tra gli applausi del Franchi.
E se del tedesco si è detto molto, dei gol scaccia-crisi e di un potenziale ancora da dimostrare (Montella continua a ribadire di voler di più dall’ex Bayern, conscio di quanto un finalizzatore costante possa essere determinante per la sua Fiorentina), continua a stupire il portiere rumeno. Ulteriore conferma di come la scelta di Montella sia stata corretta. Ciprian Tatarusanu è portiere affidabile, e ad ogni partita l’affiatamento con i compagni migliora a vista d’occhio. Questione di distanze in campo, di misure, di automatismi. Movimenti che si perfezionano solo sul campo, solo giocando.

Anche contro la Roma Tatarusanu ha salvato il risultato. Così come accadde una settimana prima a Verona, contro il Chievo. Decisivo sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Nainggolan, nel primo tempo (sull’1-0), così come sul tocco sotto misura di Iturbe nella ripresa (con uscita tempestiva dopo combinazione dell’argentino con Totti). Sette giorni prima, invece, miracoloso nella doppia occasione Paloschi-Pellissier che diede il la al gol in zona Cesarini di Babacar.
Un portiere che regala punti alla causa, insomma: fattore decisivo per puntare all’Europa. E come sembrano lontani i tempi in cui il tifo viola era tutto concentrato a dare addosso a Norberto Neto. Il ‘traditore’, colui che aveva ferito tutti – tifosi ma non solo, anche allenatore e società – rinnegando il progetto viola. Voltando le spalle a chi aveva creduto in lui anche nei momenti più difficili. I fischi scroscianti di Parma, un caso che scosse un po’ tutto l’ambiente gigliato a cavallo di inizio 2015. Sembra passata un’eternità.

Ma intanto i riflettori su Neto si stanno spengendo, giorno dopo giorno. A distanza di tre settimane. Un infortunio alla spalla (come da fonti ufficiali) ha contribuito ad allontanare la luce dal brasiliano, che continua ad allenarsi con i portieri ma di fatto non viene convocato dal match contro il Palermo. Dai fischi, dalla delusione, dalla contestazione all’indifferenza, per chi ormai è un corpo estraneo in casa viola. Ceduto o meno a gennaio, poco importa ai tifosi gigliati, che ormai hanno abbracciato il nuovo titolare. Ciprian Tatarusanu, fisico slanciato e nuovo padrone della porta viola. Qualche incertezza contro Parma e Palermo, come battesimo sofferto (e quasi ‘dovuto’) ai campi di Serie A, poi gli interventi salva-risultato contro Chievo e Roma. Parate decisive che iniziano a portare punti alla causa viola. In tanti si aspettavano un periodo più lungo di adattamento al calcio italiano, invece Tatarusanu guadagna ancora conferme e ‘pacche‘ di stima.
E la Fiorentina si gode, difendendo la propria scelta, il suo nuovo numero uno.

Autore: Marco Pecorini – Fiorentina.it