La crisi di gioco viola..Possesso palla, tiki-taka, ma pochissimi tiri e pochissimi gol..

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    Napoli-Fiorentina 0-1, 23-03-2014 MontellaHa il miglior dato nel possesso palla assoluto in Serie A, ma allo stesso tempo soltanto il 7° per tiri totali ed il 10° per tiri nello specchio. Tirano di più di media in totale perfino Milan, Lazio ed Inter, e nello specchio perfino Torino, Sampdoria e Parma.

    I dati non mentono. La Fiorentina ha anche il secondo miglior dato quanto a supremazia territoriale, ovvero la capacità di tenere in mano il pallino del gioco schiacciando gli avversari nella propria metà campo. Ma, allo stesso tempo, è solo 6° per pericolosità. Che tradotto vuol dire fa gioco, ma poi si perde sul più bello. E lo si vede spesso quando la fitta rete di passaggi viola si protrae per minuti e minuti senza arrivare alla conclusione, anche al limite dell’area, quando spesso l’ultimo passaggio è sempre il penultimo, e nessuno tira. 

    Come concezione di calcio è piuttosto semplice quella viola: “Se la palla l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare” come diceva Nils Liedholm. Ed infatti le più schiaccianti vittorie viola, vedi Lazio-Fiorentina 0-2 l’anno scorso, o Sampdoria-Fiorentina 0-3, o Fiorentina-Inter 4-1 vedevano una Fiorentina in grado di sbloccare la gara nei primi tempi per poi nascondere il pallone agli avversari con i suoi palleggiatori. E la Fiorentina è stata costruita proprio per giocare secondo questa concezione di gioco nei suoi interpreti. 

    Il Tiki taka viola quest’anno, o meglio nella seconda parte di stagione, si è inceppato. Come e perché? Ha dato la sua risposta oggi Montella, parlando di automatismi che non funzionano a causa dei continui infortuni. L’anno scorso giocavano quasi sempre gli stessi, mentre quest’anno i tanti ko fisici hanno costretto a continui adattamenti anche gli stessi giocatori in campo, che magari si conoscevano meno rispetto all’anno scorso. 

    I dati parlano chiaro: tanti passaggi anche quest’anno, come l’anno scorso, tanto possesso palla, solita identità nello schiacciare gli avversari, ma davanti sterilità. L’anno scorso con la coppia Jovetic-Ljajic il gioco viola viveva di accelerazioni palla a terra, in grado di cambiare la partita da un momento all’altro con la loro imprevedibilità. Quest’anno questa caratteristica di gioco è cambiata, in nome della coppia Rossi-Gomez, che nelle prime due giornate ha dato i suoi frutti. Poi col ko del tedesco ha fatto tutto Pepito. Ci pensava sempre lui ha dare quel tono di imprevedibilità alla manovra viola. Ed anche qui i dati non mentono: 60 tiri totali, 26 nello specchio, 14 gol. Vedi Fiorentina-Sampdoria dell’andata, tiro di Rossi da fuori area, o Sassuolo-Fiorentina. E quando la squadra viola andava in vantaggio, poi, tiki taka, possesso palla, passaggi, e risultato in cassaforte.

    Senza Rossi poi è rimasta l’identità di gioco, le caratteristiche, ma davanti…Contro il Milan 0 tiri nello specchio, e 9 totali, ultimo e quintultimo dato della giornata. Senza Rossi, insomma, il tiki taka viola è diventato quasi un peso, perché l’accelerazione, il guizzo, l’imprevedibilità davanti, essenza di questo gioco, è venuta meno. E non solo perché Rossi è Rossi, ma perché per caratteristiche davanti non c’è uno come lui. E allora soluzione alternative come cross, il 4-3-3 gli inserimenti, ok. Ma le caratteristiche di questa rosa erano altre. E stravolgerle, ancora, non ha dato i suoi frutti.