La fase 2, quella che poteva essere ma…fino ad oggi

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    della valle In principio fu “lotteremo per lo scudetto in 5 anni”. Ma quella era un’altra epoca. Dove le vacche grasse spendevano e spandevano, fino alla tagliola del fair play finanziario che ha provato a riportare ordine e giustizia anche nei conti. E pazienza se per lottare per lo scudetto c’era voluto qualche anno in più. L’entusiasmo a Firenze basta poco per accenderlo. Anche un portoghese che arriva dal Basilea dopo aver allenato in posti ai più sconosciuti, anche un centravanti croato che era conosciuto a pochissimi, anche una rosa che fino a poche settimane prima sembrava tutta da rifare e che invece ha permesso ad una città intera di cantare per oltre tre mesi salutate la capolista.

    La fase 1, per riprendere i concetti di Diego Della Valle a la7 qualche settimana fa. Anche se allora si parlava di politica e non di calcio. Perché per il maggiore dei fratelli Tod’s la Fiorentina capolista si trova laddove dovrebbe sempre stare. Anche se gli altri spendono vagonate di milioni in più. Una fase che più volte in passato è nata. Come nel ciclo Prandelli, come nel ciclo Montella. Ma mai sfociata nella fase 2. Quella dove si fanno cose solo dopo aver ottenuto risultati nella fase 1. Di fatto il “Per fare la Champions serve alzare il monte ingaggi, e senza una continuità sportiva può essere rischioso” che tanto ha fatto discutere.

    La fortuna non ha certo dato una mano. Dalla topica Milinkovic-Savic fino al blocco su Mexes arrivato da Berlusconi in estate, per arrivare all’infortunio di Luisao con Lisandro Lopez già praticamente preso in queste ultime settimane. Gli infortuni e l’appannamento di elementi chiave nel momento chiave hanno fatto il resto. E Firenze si risveglia all’indomani della seconda sconfitta di fila in campionato con un malumore crescente per le promesse che erano arrivate a più riprese e che ancora (il mercato può regalare ancora molto) non sono state mantenute.

    Ma soprattutto con il timore che anche quest’anno, comunque vada a finire questa sessione di mercato, ormai sia già troppo tardi. Nulla di certo o compromesso, perché l’equilibrio regna sovrano in questa Serie A. Ma anche contro il Torino sarà emergenza vera per Sousa che non avrà il suo centrocampo titolare con Badelj out e Vecino squalificato, ed Alonso. Chi arrivi arrivi in questi giorni che precedono la sfida contro i granata, non sarà comunque in grado di giocare dal 1’ e Sousa dovrà fare di necessità virtù anche nella prossima partita. Ed in prospettiva Tottenham c’è ancora meno di che star tranquilli.

    Il sogno non si è infranto, ancora. Qualunque esso sia, se lo scudetto o il terzo posto. Ma il non averci almeno provato potrebbe essere, ancora una volta, il cruccio più grande. La fase 2, appunto, quella che poteva essere ma…che fino ad oggi non è stata. Hai visto mai che la storia non possa cambiare in questi ultimi giorni di gennaio? Sperar non nuoce. Come già fatto in passato, per altro. 

     

     

    *Comunque la si veda sugli allenatori rappresentati in foto.