La Fiesole chiede giustizia e verità per Bruno Beatrice, 31 anni dopo

da La Gazzetta dello Sport




L’ex mediano viola morì a 39 anni per leucemia linfoblastica acuta: il processo penale si è chiuso con archiviazione per prescrizione.

Trentuno anni fa, il 16 dicembre 1987, se ne andava Bruno Beatrice, appena 39enne. Ex mediano della Fiorentina tra il 1973 e il 1976, soprannominato Mastino per la grinta in marcatura, Beatrice morì giovane di leucemia linfoblastica acuta, dopo due anni di enormi sofferenze. Oggi, durante Fiorentina-Empoli, Beatrice verrà ricordato dalla curva Fiesole del Franchi. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

LA VICENDA GIUDIZIARIA. Forte è il sospetto che la leucemia di Beatrice sia stata provocata da una terapia a base di raggi Roentgen, prescritta per curare una pubalgia, quando il centrocampista giocava nella Fiorentina, tre mesi di cure pesanti che ne minarono il fisico. Nel penale, la vicenda giudiziaria si è chiusa con l’archiviazione per prescrizione del reato di omicidio preterintenzionale, ipotizzato dal pubblico ministero a carico di determinati soggetti, per lo più medici. La famiglia – la moglie Gabriella, i figli Claudia e Alessandro – non si è però arresa e ha intentato causa in sede civile a Firenze. Oggi il procedimento attraversa una fase di consulenza tecnica, il giudice ha chiesto ai suoi periti di rispondere a precise domande. Il procedimento penale, portato avanti sulla base delle indagini dei carabinieri dei Nas di Firenze, era stato contrassegnato da omissioni e silenzi. La vicenda di Beatrice va ascritta al filone delle tanti morti sospette nel calcio, a partire dagli Anni Sessanta.