La Fiorentina apre la crisi del Milan: senatori fischiati, Giampaolo vacilla

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Piatek non tocca palla, Suso e gli altri fischiati. L’allenatore a rischio, non è seguito dalla squadra. Rossoneri in crisi.

La musica è finita. Gli amici se ne vanno presto, a dieci minuti dalla fine la curva si è già svuotata. Lo stadio mugugna dopo aver passato parecchio tempo prima a fischiare (alla lettura delle formazioni, Giampaolo e qualche giocatore in panchina), poi a incitare in maniera disperata, quindi ancora a fischiare, a cantare andate a lavorare, a urlare di tirar fuori i cosiddetti. Poi un applauso convinto nel finale all’ingresso di Kevin Prince Boateng, che ora gioca nella Fiorentina ma ai milanisti desolati e offesi ricorda l’ultimo scudetto vinto, il Moonwalk, i coriandoli che volavano allegri dentro lo stadio e tutte quelle cose lì. 2011, era maggio. Dopo sono arrivate le cessioni eccellenti, le prime crepe, l’ingresso di Barbara Berlusconi e la fine dell’era Galliani, i cinesi, gli americani eccetera. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

CRISI. Giampaolo si è ritrovato pericolante con le sue idee, la sua intransigenza, la sua onesta carriera molto presto. Arrigo Sacchi ha incoraggiato i dirigenti a difenderlo come Berlusconi e Galliani avevano fatto con lui tanti anni fa. Era un altro tempo un altro calcio un altro mondo con altri giocatori. Il Milan non perdeva quattro delle prime sei partite della stagione dal 1938-1939, e questo chiude l’argomento. Giampaolo, che alla vigilia era sembrato fiducioso, perché a Torino si erano visti passi avanti e la società lo aveva appoggiato, ora è più solo. I nomi dei possibili sostituti? Ne girano molti, alcuni poco credibili (Allegri, Spalletti), altri più abbordabili (Ranieri, Garcia). Sul mercato c’è anche il grande vecchio Wenger, ma Giampaolo per ora resta. Niente dimissioni, niente esonero. «Squadra scesa in campo come se non si fosse mai allenata insieme», l’ammissione. Ma subito, «mai pensato alle dimissioni, vado avanti con le mie idee. Io devo tirar fuori il massimo dai miei, l’obiettivo è renderli il più squadra possibile», dice il tecnico.

FISCHI. Ieri sera Piatek è stato lo stesso fantasma che si aggira sul Milan da inizio stagione: non uno spunto, non un movimento in profondità, non un guizzo. Pezzella lo annulla, ma lui fa pochissimo per emergere. San Siro ha avuto poco modo di apprezzare i nuovi, ma nel frattempo è con i vecchi che se la prende di più. Sono loro che dovrebbero trascinare e invece sono i primi a essere risucchiati: Musacchio espulso, Kessie sostituito e Calhanoglu che perde due palloni che si trasformano in gol viola. E poi Piatek, appunto. E non è tutto: ci sono i primi fischi sonori e personalizzati per Suso, anche lui richiamato in panchina prima della fine della partita.

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badile
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badile

Eppure Piatek la stagione scorsa ha segnato più di 20 gol. Impossibile che ora sia diventato un palo della luce. A parer mio lo fa apposta, non c’è altra spiegazione

Alex / Milano
Ospite
Alex / Milano

Piatek = Kalinic 2, Milan un po’ sfortunato a prendere due pacchi così di fila.
Intanto Montolivo e Bertolacci sono ancora svincolati.

Settebello corsa Morini
Ospite
Settebello corsa Morini

Comprei a gennaio ROBBEN, è finito come ribery, costa poco…

David Amato
Ospite
David Amato

Se fosse possibile sarebbe un ottima idea

Pinhead
Tifoso
Danilo

Ottimo segnale, per tanto tempo la Fiorentina le crisi delle altre le risolveva.

David Amato
Ospite
David Amato

E’ vero

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