La Fiorentina dei Della Valle ha disputato 4 semifinali, ma…

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La partita è finita tra i fischi e tra i cori “Fate ridere, fate ridere” e “Spendere, bisogna spendere, per vincere, per vincere”. Alla fine di questa doppia sfida col Siviglia, epilogo peggiore non ci poteva essere, per la Fiorentina.

 
Non c’è stata la rimonta (com’era prevedibile, nonostante le speranze iniziali), ma non c’è stata neanche la ‘rivincita’. La vittoria che avrebbe quantomeno reso meno amara l’eliminazione dall’Europa League. Anzi, addirittura, è arrivata un’altra sconfitta, 
A questo punto, resta solamente il campionato, dove diventa obbligatorio difendere il 5º posto. Obbligatorio. Stop. Nient’altro.

 
Conti alla mano, anche quest’anno, la Fiorentina non ha vinto niente. Non ha raccolto i frutti della semina, arrivando, anzi, stremata agli appuntamenti finali. Quelli più importanti. Quello in cui avrebbe potuto fare di più. In particolare con i suoi uomini più influenti. Adesso, dopo questa eliminazione, tutto è in discussione. La squadra. L’allenatore. E anche la società.
 
Perché La Fiorentina dei Della Valle ha disputato 4 semifinali (2 di Europa League – una con Prandelli e una con Montella – e 2 di Coppa Italia – entrambe con Montella -), vincendone una (e quindi giocando una finale, quella di Coppa Italia dello scorso anno). Ma mai ha avuto la gioia di alzare un trofeo. La domanda, a questo punto, è: qual è il problema? Solo l’allenatore? I giocatori? O cosa?
 
Ma a questa domanda, ne vanno aggiunte altre. Qual è la dimensione della Fiorentina attuale? È una squadra che ha una rosa pronta e valida per poter vincere in Italia o, addirittura, in Europa? Oppure è una squadra incompiuta che ha fatto tutto quello che poteva fare, per quelle che sono le sue qualità? È una squadra pronta o che ha dei limiti? A queste domande, alla fine della stagione, qualcuno dovrà dare delle risposte. 
Autore: Michela Lanza – redazione Fiorentina.it