La Fiorentina ritrova il suo sergente: Pizarro dice signorsì

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    pizarroTorna il leader maximo, scrive La Gazzetta dello Sport. Oltre un mese dopo l’ ultima apparizione da titolare. Infortuni, ricadute, precauzioni. Tutto ha influito nella prolungata assenza di David Pizarro: cervello di una viola che conosce e padroneggia ormai come Valparaìso, luogo che lo ha visto nascere quasi 36 anni fa. Non gioca dal primo minuto dallo scorso 12 marzo, andata dell’ ottavo di finale di Europa League contro la Roma. Un problema muscolare lo mise k.o. alla fine del primo tempo. Guarire è stato più complicato del previsto, ma domani a Kiev il centrocampo sarà roba sua.
    La Fiorentina si è avvitata su sé stessa, un tilt mentale difficile da spiegare arrivato oltretutto nel momento chiave della stagione. Per scacciare i fantasmi servono i migliori. Quelli che uniscono alle qualità in campo delle naturali doti di leadership e personalità. Identikit perfetto del Pek, cileno tutto tecnica e temperamento che ha fatto le fortune della Viola targata Montella. «Il problema di Pizarro è che quando lo hai in squadra non puoi più fare a meno di lui» disse l’Aeroplanino sul regista. Contro Roma (Europa League), Milan e Sampdoria la Fiorentina ha sorriso anche senza il Pek. Con l’Udinese è andata così così. Contro la Juve è arrivato il tracollo. Sotto nel punteggio a Napoli, Montella lo ha ributtato nella mischia a gara in corso. Ma la partita ormai era indirizzata ed il tonfo non evitabile.
    Gli anni passano: le presenze, equazione piuttosto logica nel calcio, diminuiscono. L’uso dell’arma Pek è stato centellinato da Montella al fabbisogno. Nelle trenta partite di campionato disputate fino ad ora, Pizarro è partito titolare appena 14 volte, meno della metà. Ventuno le presenze totali nel campionato in corso. Ventinove considerando anche le Coppe. Il cileno è fra i pochi a non essere ancora riuscito ad andare in gol (i viola hanno segnato con 21 marcatori diversi). Ma fare a meno di lui non è mai semplice.
    L’infortunio muscolare subìto contro la Roma sembrava poter essere risolto in breve tempo e la convocazione in Nazionale di fine marzo è stata comunque salvaguardata. Rapporto complicato quello di Pizarro con il Cile. Prima le gioie, con l’esordio nel febbraio del 1999 ed il bronzo olimpico a Sydney 2000. Poi il ritiro nel 2005 ed 8 anni di assenza dalla Roja. Fino al rientro del giugno 2013. Durato un lampo (e addio convocazione per il Mondiale in Brasile). Qualche settimana fa ci ha riprovato. Ventisette minuti in campo contro l’Iran, zero a Londra (avversario il Brasile di Dunga). Anche perché il fisico ha ceduto di nuovo. Una ricaduta che lo ha riportato in campo nel secondo tempo di Napoli. Ora sta bene, domani tocca a lui. I compagni si fidano, allenatore e società idem. C’è una rinascita da guidare ed un turno europeo da superare.