La Fiorentina sa vincere anche con le grandi… come mai prima d’ora

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Una Fiorentina che può giocarsela contro tutti. Contro ogni tipo di avversario. Non è una frase fatta. È un dato di fatto, una convinzione. Un concetto che si sta materializzando e che sta diventando sempre più radicato nella mentalità degli uomini a disposizione di Vincenzo Montella. La squadra del tecnico napoletano sta dimostrando tutto questo, sul campo. Partita dopo partita. Settimana dopo settimana. Vincendo ovunque, anche contro le grandi. E convincendo, sul piano del gioco, del gruppo e della personalità. Eh… che personalità!

Dopo aver battuto il Tottenham a Firenze in Europa League e l’Inter a San Siro in campionato, è arrivata anche la terza vittoria consecutiva contro una grande, ovvero a Torino contro la Juventus, in Coppa Italia. Ci si sofferma. Si riflette. E ci si chiede: quante volte era successo, prima d’ora, che la Fiorentina giocasse e vincesse tre partite di seguito contro tre grandi? Di recente… mai. E per la prima volta, in tutta la gestione Della Valle, le vittorie contro le big in una sola stagione, iniziano ad essere più dei pareggi e delle sconfitte. Eh già… nessuno se l’aspettava eh? E invece sì, è così. La Fiorentina di Montella, nella stagione 2014-15, ha già giocato 12 partite contro le squadre più forti delle competizioni per cui compete. Di 12 gare, 5 ne ha vinte (2 contro l’Inter in campionato, 1 contro il Tottenham in Europa League, 1 contro la Roma e 1 contro la Juventus in Coppa Italia), 4 ne ha pareggiate e 3 ne ha perse. Non era mai successo prima d’ora, che le vittorie superassero i pareggi e le sconfitte. È la prima volta… ed è significativa. Vuol dire che la Fiorentina ha finalmente acquisito la mentalità vincente. Giusta. Da big del calcio italiano (anche lei).

Nei risultati emersi nell’ultimo periodo (in cui spicca – e non poteva essere altrimenti – proprio la vittoria contro ‘Lei’ a Torino…), emergono tante qualità. Ed emerge – come già sottolineato – un inedito cammino contro le grandi. La squadra, inoltre, ha dimostrato di avere una grande lucidità nella gestione della partita. Di sapere bene quando è il momento di colpire e quando, invece, quello di soffrire. Senza sentire tremare le gambe. Senza farsela sotto. Senza essere presa dalla foga di spazzare via palla e speranze di crescere… Il gruppo vuole crescere ulteriormente in personalità. In mentalità vincente. Tutte cose che già ci sono, che già Montella ha creato, ma sulle cui basi ci si può costruire il futuro…

Dicevamo, il gruppo. La Fiorentina ha fornito altre prove della sua forza: quella di essere un gruppo vero. Unito. Compatto. Altruista. Che sa soffrire non per emergere singolarmente, ma per arrivare all’obiettivo comune. Non importa chi scende sul terreno di gioco, importa sacrificarsi per tentare di vincere. Sempre. In ogni campo. Contro qualunque avversario. Alla fine, chi avrebbe pensato di poter andare a vincere allo Juventus Stadium, senza Savic, senza Pizarro, senza Borja Valero? Tre giocatori fondamentali nei meccanismi della (quasi) perfetta macchina viola. Ma che, oggi, hanno i loro alter ego. Hanno i loro sostituiti. Che si sono presi la scena. Che hanno imparato ad imitarli. Vedere giocare Badelj, per esempio, con quella padronanza, con quella spensieratezza, con quella sicurezza, è una cosa che gratifica. Incanta. Stupisce. Senza parlare della disponibilità al sacrificio di Ilicic, il giocatore che a gennaio è stato con le valigie in mano fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno di mercato… Poi, però, è rimasto. Ed è rimasto per far parte del gruppo. Non per scaldare la panchina, sbagliando come un corpo estraneo costretto a rispettare un contratto…

E far parte di questo gruppo – così come ammirarlo allo stadio – è divertente. Per tutti. Perché c’è spazio per tutti. Perché ogni giocatore si sente importante e influente. E allora, non fa niente se c’è bisogno di raschiare il barile dell’ossigeno, quando rimani in 9 a Milano. Non fa niente se contro la Juve, negli ultimi minuti di gioco, sei costretto a mantenere alta la concentrazione, per non rischiare la beffa finale. Si soffre. Tutti insieme. Ma si vince la battaglia. Una prima battaglia. Una seconda. E così via, fino ad arrivare alla guerra. Che ci si augura possa essere (almeno) una Coppa… 

Autore: Michela Lanza – Redazione Fiorentina.it