La Fiorentina torna alla vittoria con Josip Ilicic e Wolski, la forza dei gregari 

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    Fiorentina-Atalanta WolskiLa risposta è quella giusta e dopo un periodo di spending review (un punto in tre partite) la Fiorentina torna con merito alla vittoria. Cinquecento chilometri più a Sud è giusta anche la risposta del Napoli, che batte il Milan e conserva il vantaggio in classifica. Ma il terzo posto resta nel mirino e con il recupero della reattività viola lo slalom parallelo trasloca al prossimo turno di campionato (Fiorentina-Inter/Sassuolo-Napoli) proiettando l’attualità del braccio di ferro anche alle successive partite.
    La squadra di Montella va in campo con il giusto atteggiamento e rende semplice una partita contro un avversario complicato: merito soprattutto di chi gioca meno (Ilicic) o quasi nulla (Wolski). 

    Il giovanotto polacco segna un gol che sull’onda dell’entusiasmo fa scomodare paragoni esaltanti e improbabili, considerato che qualcuno scomoda anche il ricordo di Baggio, ma è il bello della diretta. Dopo tanti elogi e pochissimi minuti in campo, Wolski si ritaglia un meritatissimo quarto d’ora di celebrità. Se diventasse mezz’ora anche la Fiorentina potrebbe trarne beneficio.
    E’ subito vispa la squadra di Montella che riemerge da due kappaò consecutivi: se la voglia di far bene si misura dall’intensità dei contrasti, la squadra di Montella sembra prossima all’ululato calcistico. E il primo tempo è di gran livello anche per la facilità con cui la Fiorentina crea superiorità numerica proprio nei settori in cui l’avversario è in agguato. 
    NON È semplice contro l’Atalanta ben messa in campo, che corre (quasi) quanto i viola e sposta il suo 4-4-1-1 sull’onda del gioco altrui per poi ripartire innescando cattiverie con Bonaventura (bravo due volte Neto). Ci sarà un motivo se l’Atalanta ha conquistato solo un punto nelle ultime otto trasferte, ma in molte fasi del match non si capisce. Nonostante l’imprevisto infortunio di Gonzalo a poche ore dal match, Montella sceglie la difesa a tre e il centrocampo a cinque e negli spazi più stretti si muove meglio anche Anderson, lontano dalla forma ideale ma abbastanza esperto da puntare sulle giocate più semplici per non commettere errori. 

    E anche in fase di interdizione non è male finché gli regge la condizione. Sulle fasce la Fiorentina presenta due pistoni, Cuadrado e Vargas. Sono loro i protagonisti principali per due terzi della partita, anche se hanno il difetto di non riuscire a servire come vorrebbero Matri. Che da parte sua si muove parecchio e accetta il confronto fisico con Stendardo e Yepes, senza riuscire però a emergere come vorrebbe in fase di tiro. La difesa viola gioca una buona partita, soffre due volte per i blitz di Bonaventura ma a parte una sbandata all’inizio del secondo tempo non deve risolvere troppi problemi. Dall’altra parte Cuadrado si muove con velocità supersonica e con la corsa sembra voler sconfinare fino in curva, forse per rispondere alle ultime critiche. E’ da subito una buona Fiorentina che prova a concretizzare la superiorità con Borja e Ilicic. Il gol arriva però da fermo, grazie a una punizione ben calciata dello sloveno (seconda rete in campionato) che Consigli vede sbucare in ritardo dalla barriera. 

    I due tentativi di break dell’Atalanta vengono disinnescati da Neto e Ilicic si avvicina al bis proprio in chiusura di primo tempo. Il secondo comincia con una piccola sbandata viola, ma poi la Fiorentina riprende confidenza con le giuste distanze e facendo un po’ di conti il principale rammarico della partita risiede nel giallo evitabile che costerà a Borja anche la squalifica in campionato: niente Inter per lui, già costretto a saltare la semifinale di coppa Italia dopodomani contro l’Udinese. La partita resta relativamente viva, nel secondo che nonostante le buone intenzioni l’Atalanta comincia a restare lontana dalla porta di Neto. Montella fa uscire Anderson e Ilicic, entrano Mati e Wolski. Proprio quest’ultimo — che aveva esordito da titolare un girone fa, a Bergamo contro l’Atalanta — dimostra che gli elogi di Montella hanno ragione di esistere: proprio Mati lo lancia in contropiede e Wolski fa un numero in corsa portandosi avanti la palla e vincendo un contrasto in area, prima di battere Consigli con un diagonale al limite della perfidia. Un gran gol. E questo è il terzo sorriso della serata viola.